_Come per comperare gli onori del comune alquanti che li venderono ne
furono condannati_
Rade volte occorse che i cittadini sieno condannati per baratteria,
non perchè sovente non caggino in tale errore, ma per la negligenza
de’ rettori, che passano il vizio a chiusi occhi: e perchè l’eccesso
che scrivemo fu tanto palese a tutti i cittadini, il rettore a cui la
cognizione s’appartenea di ciò non potè senza sua evidente vergogna
passare non ne conoscesse. Dalla morte di Carlo duca di Calavria in
qua, per ordinazione e costume di nostro comune osservata, e che è
di tre anni in tre anni, del mese di gennaio e di febbraio si fa lo
squittino solenne de’ cittadini degni dell’onore del comune, sì del
priorato come de’ dodici, e gonfalonieri ed altri ufici. Avvenne nel
1360, che certi de’ collegi per danari trassono a essere del numero
degli squittinatori certi pochi degni per loro antichità o virtù, il
perchè finito lo squittino, e scoperta la cattività, tali de’ collegi
trovarono colpevoli dall’esecutore degli ordinamenti della giustizia
furono condannati per baratteria, chi in libbre duemila, e chi in
mille, e pur tale pena puose freno al disonesto peccato.