CAP. XXXV.

_Come per comperare gli onori del comune alquanti che li venderono ne

furono condannati_

Rade volte occorse che i cittadini sieno condannati per baratteria,

non perchè sovente non caggino in tale errore, ma per la negligenza

de’ rettori, che passano il vizio a chiusi occhi: e perchè l’eccesso

che scrivemo fu tanto palese a tutti i cittadini, il rettore a cui la

cognizione s’appartenea di ciò non potè senza sua evidente vergogna

passare non ne conoscesse. Dalla morte di Carlo duca di Calavria in

qua, per ordinazione e costume di nostro comune osservata, e che è

di tre anni in tre anni, del mese di gennaio e di febbraio si fa lo

squittino solenne de’ cittadini degni dell’onore del comune, sì del

priorato come de’ dodici, e gonfalonieri ed altri ufici. Avvenne nel

1360, che certi de’ collegi per danari trassono a essere del numero

degli squittinatori certi pochi degni per loro antichità o virtù, il

perchè finito lo squittino, e scoperta la cattività, tali de’ collegi

trovarono colpevoli dall’esecutore degli ordinamenti della giustizia

furono condannati per baratteria, chi in libbre duemila, e chi in

mille, e pur tale pena puose freno al disonesto peccato.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 39 / 217 题