CAP. XXXVI.

_Come i fatti di Francia verso il primo tempo procedeano._

Tornato il re di Francia, trovò il reame assai rotto e mal disposto, e

poco era ubbidito, e da sè nullo vigore avea di potere riducere le cose

al consueto e primo loro corso, e gastigare non potea chi fallasse,

e per questo gli uomini d’arme s’accostarono insieme a contristare le

provincie del reame: e intra l’altre tribolazioni, nel pieno del verno,

la contessa la quale fu moglie del sire di Ricorti, a cui lo re di

Francia avea fatto tagliare la testa quando tornò per ricomperarsi dal

re d’Inghilterra, ch’era suo prigione, preso cuore e animo virile fece

raccolta di Spagnuoli, di Guasconi, e di Normandi, e dicea di volere

dal re ammenda; e certo assai di male e dammaggio avrebbono fatto al

reame, se la fame che strignea il paese non l’avesse vietato: questa

poi con grossa compagnia trascorse in Proenza, la quale compagnia poi

passò in Lombardia. Il conte d’Armignacca e quello di Focì manteneano

guerra in Tolosana e nelle loro terre, l’uno contro all’altro, il

perchè troppo ne conturbavano il reame; il re reprimere non potea i

falli de’ suoi baroni, nè porre ordine in suo reame.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 40 / 217 题