_Come i fatti di Francia verso il primo tempo procedeano._
Tornato il re di Francia, trovò il reame assai rotto e mal disposto, e
poco era ubbidito, e da sè nullo vigore avea di potere riducere le cose
al consueto e primo loro corso, e gastigare non potea chi fallasse,
e per questo gli uomini d’arme s’accostarono insieme a contristare le
provincie del reame: e intra l’altre tribolazioni, nel pieno del verno,
la contessa la quale fu moglie del sire di Ricorti, a cui lo re di
Francia avea fatto tagliare la testa quando tornò per ricomperarsi dal
re d’Inghilterra, ch’era suo prigione, preso cuore e animo virile fece
raccolta di Spagnuoli, di Guasconi, e di Normandi, e dicea di volere
dal re ammenda; e certo assai di male e dammaggio avrebbono fatto al
reame, se la fame che strignea il paese non l’avesse vietato: questa
poi con grossa compagnia trascorse in Proenza, la quale compagnia poi
passò in Lombardia. Il conte d’Armignacca e quello di Focì manteneano
guerra in Tolosana e nelle loro terre, l’uno contro all’altro, il
perchè troppo ne conturbavano il reame; il re reprimere non potea i
falli de’ suoi baroni, nè porre ordine in suo reame.