_Dimostramento di smisurato amore di padre a figliuolo._
E’ ne parrebbe degno di riprensione lasciando in dimenticanza un caso
occorso in questo tempo, perchè ci pare esempio di mirabile carità
intra padre e figliuolo, ed e’ converso, tutto che apparito sia in
uomini di bassa condizione. Nel contado di Firenze e comune della
Scarperia, villa di santa Agata, uno garzoncello nome Iacopo di Piero,
sprovvedutamente uccise un suo compagno, e ciò fatto, lo manifestò
al padre, il qual turbato gli disse, che subito si partisse, e si
riducesse in luogo salvo, e così fece. Il malifizio fu portato alla
signoria, e incolpato e preso ne fu il padre del garzone, il quale
tormentato, per non accusare il figliuolo confessò sè avere commesso il
peccato all’uficiale della Scarperia, e mandato a Firenze al podestà,
confessando questo medesimo e raffermando, fu condannato nel capo. Il
figliuolo, che segretamente era venuto a Firenze per vedere che fine
avesse, vedendo il padre innocente andare a morire per lo difetto suo,
mosso da smisurato amore da figliuolo a padre, diliberato di morire
perchè il padre campasse, il quale liberamente vedea andare alla
morte per campare lui, con molte lagrime si rappresentò alla signoria,
dicendo: Io sono veramente colui che commessi il peccato; io sono colui
che ne debbo portare la pena, e non per me questo mio padre innocente,
che è tanto acceso di carità verso di me perchè io campi, che soffera
di morire per me. L’uficiale udito il garzone, quasi stupefatto ritenne
e sostenne l’esecuzione che si facea del padre, e trovato la verità
del fatto, il padre fu liberato, e il figliuolo, per la necessità
della corte, a dì 6 di marzo con pietose lagrime a chiunque l’udirono
o vidono fu decapitato. E certo se stato fosse commesso il malificio
senza malizia e casualmente, tanto atto di pietà a un benigno signore
credere si dee ch’arebbe meritato perdono almeno della vita.