_D’un segno nuovo ch’apparse in cielo sopra la città di Firenze._
A dì 9 di febbraio detto anno, alle quattro ore di notte, in aire
apparve sopra la città di Firenze un vapore grosso infocato di tale
aspetto, che a molti parve che fosse fuoco appresso nella città vicino
a loro vista, e per tanto cominciarono a gridare al fuoco, e le campane
della chiesa di santo Romeo sonarono a stormo, e lungamente, come è
usanza di sonare per lo fuoco; per lo quale romore molti cittadini si
levaro da dormire, e vedendo ch’erano vapori incesi nell’arie uscirono
delle case, e andarono a’ luoghi aperti, e vidono il tempo sereno, e il
lume della luna, e di qua e di là dal vapore sua larghezza rosseggiante
a guisa di fuoco per spazio di miglio, e sua lunghezza di quattro, e
il suo montare alto del basso tanto era, che le stelle si mostravano
in esso come faville di fuoco; e levatosi in distanza alcuna di sopra
a Firenze valicò Fiesole, tenendo forma di ponte da Montemorello a
Fiesole, e poi con assai lento andamento trapassò nel Mugello, e in
un’ora e mezzo consumato si mostrò a coloro che di Firenze n’aveano
aspetto. Di tal segno niuna altra influenza si vide da farne menzione,
se altra per più lunghezza di giorni non dimostrasse, se non alcuno
secco, che danno fè assai alle terre sottili di nostre montagne per
tutto nostro paese.