CAP. XXIX.

_D’alquanti trattati tenuti in diverse parti che tutti si scopersono._

In questi giorni, certi d’una casa di Forlì che si nomava di Capo

di Ferro, i quali il legato avea rimessi in Forlì, con altri loro

amici e congiurati cercarono di mettere una notte in Forlì la gente

di messer Bernabò ch’era in Lugo. Il trattato si scoperse, e furono

presi venticinque cittadini, e trovati colpevoli, due di quelli di

Capo di Ferro ed altri due del mese di gennaio furono decapitati, e

dodici di loro seguito mandati a’ confini. La terra si rassicurò con

sollecita guardia. Seguendo simili cose e’ pare, che quando il verno

non lascia campeggiare la sfrenata rabbia degl’Italiani, non resti

di procurare scandali e commuzioni. I Perugini in questi dì trovarono

certi loro grandi che voleano rompere il popolo, e mutare il reggimento

di quella città, e furono tanto e sì potenti, che scoperto il fatto non

s’ardì a fare punizione. In Siena fu sospetto di mutamento di stato,

e lungamente se ne stette in gelosia e in guardia. In Volterra fu il

simigliante, e con gli ambasciadori del comune di Firenze si quetò la

materia dello scandalo. In Bologna in questo verno si scoperse un altro

trattato, che alcuni cercavano con messer Bernabò, de’ quali erano

due de’ Bianchi caporali, non sapendo l’uno dell’altro. Ed avendo il

podestà condannati Giovanni e Federigo de’ Bianchi nella persona per

questo tradimento, e mandandoli alla giustizia con due altri, il legato

fece liberare Giovanni ch’era meno colpevole, e Federigo e’ compagni

furono decapitati. I Perugini, con trattato ch’aveano con certi loro

sbanditi ch’erano al soldo del signore di Cortona, il doveano fare

uccidere: il fatto scoperto, i traditori furono presi, e fattone quello

che meritavano.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 33 / 217 题