_D’alquanti trattati tenuti in diverse parti che tutti si scopersono._
In questi giorni, certi d’una casa di Forlì che si nomava di Capo
di Ferro, i quali il legato avea rimessi in Forlì, con altri loro
amici e congiurati cercarono di mettere una notte in Forlì la gente
di messer Bernabò ch’era in Lugo. Il trattato si scoperse, e furono
presi venticinque cittadini, e trovati colpevoli, due di quelli di
Capo di Ferro ed altri due del mese di gennaio furono decapitati, e
dodici di loro seguito mandati a’ confini. La terra si rassicurò con
sollecita guardia. Seguendo simili cose e’ pare, che quando il verno
non lascia campeggiare la sfrenata rabbia degl’Italiani, non resti
di procurare scandali e commuzioni. I Perugini in questi dì trovarono
certi loro grandi che voleano rompere il popolo, e mutare il reggimento
di quella città, e furono tanto e sì potenti, che scoperto il fatto non
s’ardì a fare punizione. In Siena fu sospetto di mutamento di stato,
e lungamente se ne stette in gelosia e in guardia. In Volterra fu il
simigliante, e con gli ambasciadori del comune di Firenze si quetò la
materia dello scandalo. In Bologna in questo verno si scoperse un altro
trattato, che alcuni cercavano con messer Bernabò, de’ quali erano
due de’ Bianchi caporali, non sapendo l’uno dell’altro. Ed avendo il
podestà condannati Giovanni e Federigo de’ Bianchi nella persona per
questo tradimento, e mandandoli alla giustizia con due altri, il legato
fece liberare Giovanni ch’era meno colpevole, e Federigo e’ compagni
furono decapitati. I Perugini, con trattato ch’aveano con certi loro
sbanditi ch’erano al soldo del signore di Cortona, il doveano fare
uccidere: il fatto scoperto, i traditori furono presi, e fattone quello
che meritavano.