CAP. XXVI.

_Come si comperò Montecolloreto, e la giurisdizione di Montegemmoli

dell’Alpe per lo comune di Firenze._

Ottaviano e Giovacchino figliuoli di Maghinardo e Albizzo degli

Ubaldini, essendo male in accordo co’ figliuoli di Vanni di Susinana,

e con gli altri Ubaldini teneano Montecolloreto, e possedeano l’Alpi

con millecinquecento fedeli e’ fitti perpetui, e costoro cercavano

di volere vendere Montecolloreto e l’Alpe, e le ragioni ch’aveano in

Montegemmoli, e in Cornacchiaia e nell’altre villette dell’Alpe al

comune di Firenze per loro vantaggio, e dispetto de’ loro consorti.

Il comune intendea alla compera. Gli altri Ubaldini che si teneano

avere ragione nell’edificio di Montecolloreto mandarono a Firenze a

contradire la vendita. La cosa stette lungamente in dibattito, infine

il comune comperò la proprietà da coloro che teneano Montecolloreto, e

tutta l’Alpe, e la giurisdizione ch’aveano i figliuoli di Maghinardo,

e comperò tutti i fitti perpetui ch’aveano nell’Alpe, sicchè il paese e

gli uomini rimasono liberi del comune di Firenze, e i detti Ottaviano,

Giovacchino, e Albizzo, e tutti i loro congiunti e loro famiglie furono

fatti per riformagione del comune, a dì 30 di dicembre del detto anno,

cittadini e popolari di Firenze, e fatte le carte della detta vendita

per ser Piero di ser Grifo delle riformagioni, ed ebbono contanti

fiorini seimila d’oro, com’elli furono in concordia e in patto d’avere

dal comune di Firenze. L’Alpe fu recata a contado, e gli uomini liberi

da’ fitti perpetui.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 30 / 217 题