_Come si comperò Montecolloreto, e la giurisdizione di Montegemmoli
dell’Alpe per lo comune di Firenze._
Ottaviano e Giovacchino figliuoli di Maghinardo e Albizzo degli
Ubaldini, essendo male in accordo co’ figliuoli di Vanni di Susinana,
e con gli altri Ubaldini teneano Montecolloreto, e possedeano l’Alpi
con millecinquecento fedeli e’ fitti perpetui, e costoro cercavano
di volere vendere Montecolloreto e l’Alpe, e le ragioni ch’aveano in
Montegemmoli, e in Cornacchiaia e nell’altre villette dell’Alpe al
comune di Firenze per loro vantaggio, e dispetto de’ loro consorti.
Il comune intendea alla compera. Gli altri Ubaldini che si teneano
avere ragione nell’edificio di Montecolloreto mandarono a Firenze a
contradire la vendita. La cosa stette lungamente in dibattito, infine
il comune comperò la proprietà da coloro che teneano Montecolloreto, e
tutta l’Alpe, e la giurisdizione ch’aveano i figliuoli di Maghinardo,
e comperò tutti i fitti perpetui ch’aveano nell’Alpe, sicchè il paese e
gli uomini rimasono liberi del comune di Firenze, e i detti Ottaviano,
Giovacchino, e Albizzo, e tutti i loro congiunti e loro famiglie furono
fatti per riformagione del comune, a dì 30 di dicembre del detto anno,
cittadini e popolari di Firenze, e fatte le carte della detta vendita
per ser Piero di ser Grifo delle riformagioni, ed ebbono contanti
fiorini seimila d’oro, com’elli furono in concordia e in patto d’avere
dal comune di Firenze. L’Alpe fu recata a contado, e gli uomini liberi
da’ fitti perpetui.