CAP. XXI.

_Come messer Bernabò si provvedde per avere gente, nuova per

guerreggiare Bologna._

Messer Bernabò mostrò di non curarsi dell’avvenimento degli Ungheri

e de’ Tedeschi che alquanto del verno stettono sopra le terre sue,

anzi scrisse al legato parole di scherno, volendo mostrare, che quello

che fatto avea tornerebbe tosto in sua confusione. E a certi suoi

confidenti mostrò un grandissimo tesoro accolto di nuovo senza toccare

quello della camera sua, il quale passava il numero di secento migliaia

di fiorini, i quali affermava sè avere diputati per vincere la gara di

Bologna. E per ciò cominciare e con danari e con doni mandò il conte

di Lando in Alamagna a sommuovere baroni e cavalieri a sua provvisione

per averli al primo tempo; il quale trovando che per l’imperadore e per

lo doge d’Osteric, e per lo marchese di Brandisborgo, e per gli altri

principi d’Alamagna fatto era comandamento, che niuno arme prendesse

contro a santa Chiesa, del mese d’aprile seguente tornò con dieci

bandiere di ribaldi, i quali per non avere che perdere non curarono i

comandamenti de’ loro signori, golando il soldo di messer Bernabò. Ora

nel processo nostro per lo verno dando sosta all’altre fortune ci si

apparecchia a narrare cosa spiacevole alla nostra città di Firenze, e

all’altre città a lei vicine.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 25 / 217 题