_Come messer Bernabò si provvedde per avere gente, nuova per
guerreggiare Bologna._
Messer Bernabò mostrò di non curarsi dell’avvenimento degli Ungheri
e de’ Tedeschi che alquanto del verno stettono sopra le terre sue,
anzi scrisse al legato parole di scherno, volendo mostrare, che quello
che fatto avea tornerebbe tosto in sua confusione. E a certi suoi
confidenti mostrò un grandissimo tesoro accolto di nuovo senza toccare
quello della camera sua, il quale passava il numero di secento migliaia
di fiorini, i quali affermava sè avere diputati per vincere la gara di
Bologna. E per ciò cominciare e con danari e con doni mandò il conte
di Lando in Alamagna a sommuovere baroni e cavalieri a sua provvisione
per averli al primo tempo; il quale trovando che per l’imperadore e per
lo doge d’Osteric, e per lo marchese di Brandisborgo, e per gli altri
principi d’Alamagna fatto era comandamento, che niuno arme prendesse
contro a santa Chiesa, del mese d’aprile seguente tornò con dieci
bandiere di ribaldi, i quali per non avere che perdere non curarono i
comandamenti de’ loro signori, golando il soldo di messer Bernabò. Ora
nel processo nostro per lo verno dando sosta all’altre fortune ci si
apparecchia a narrare cosa spiacevole alla nostra città di Firenze, e
all’altre città a lei vicine.