CAP. XIX.

_Come la compagnia d’Anichino di Bongardo prese Castello san Martino._

Essendo di Giulianese entrata la compagnia nel distretto del duca

di Durazzo, avendo difetto di pane, e mostrandolo maggiore, quelli

di Castello san Martino essendo molto forniti di vittuaglia, per

ingordigia del prezzo i villani di quello cominciarono a vendere

il pane un gigliato. La gente d’arme maliziosa e cauta, veggendo i

villani allargarsi all’esca del danaio, mandavano a uno e a due nel

castello insieme con le mani piene di gigliati a comperare del pane, ed

eglino si stanziavano di fuori senza fare alcuna guerra al paese; onde

avvenne, che dimesticata la gente matta e avara, per potere vendere più

del pane lasciarono entrare nel castello degli uomini della compagnia,

i quali dato segno a quelli di fuori furono di subito alla porta, e

con quelli d’entro cominciarono la mischia, e cacciarono le guardie

dalla porta, e misono dentro la compagnia, facendo per ciò sussidio

grande al loro stremo bisogno, ch’erano nel dicembre, e per loro non

trovavano pane nè strame per i cavalli, e nel castello abbondantemente

ne trovarono, e pertanto gran parte del verno vi dimorarono sovente

cavalcando il paese, e riducendosi all’ostellagione senza costo loro

con le prede faceano nel paese.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 23 / 217 题