_Come il legato mandò gli Ungari sopra la città di Parma._
Il valente legato conoscendo l’animo di messer Bernabò niuna fede
prendea di lui, e avendo lungamente dimostrato discordia con gli
Ungheri come narrato avemo, e sentendo inverso Reggio mille barbute
casse da messer Bernabò, con l’aiuto di messer Feltrino da Gonzaga
per certa provvisione le condusse, e improvviso a tutti in una notte
fece pagare per certo tempo gli Ungari ch’avea cassi e quelli ch’avea
condotti, e mostrando d’andarsene gli Ungari di verso Ferrara, avendo
avuta la licenza del passo, si rivolsono, e valicarono Modena e Reggio,
e furono prima in sul Parmigiano, ch’alcuna novella n’avessono avuta
i paesani, e per questo improvviso corso feciono di bestiame grosso e
minuto preda senza misura. E appresso agli Ungari vi mandò il legato
messer Galeotto con mille barbute, e a lui feciono capo l’altre mille
condotte a Reggio per modo di compagnia, valicarono la Fossata, e poi
il fiume della Parma, e stettono in larga preda più di venticinque dì,
perocchè per comandamenti di messer Bernabò il paese non era lasciato
sgombrare. La stanza e la ritornata fu senza contasto, e a Bologna
si ritornarono a dì 11 di dicembre, con fama d’avere avuti danari da
messer Bernabò; per la qual cosa il capitano degli Ungari tornato poi
in Ungheria dal suo signore fu messo in prigione.