CAP. XV.

_Come il legato mandò gli Ungari sopra la città di Parma._

Il valente legato conoscendo l’animo di messer Bernabò niuna fede

prendea di lui, e avendo lungamente dimostrato discordia con gli

Ungheri come narrato avemo, e sentendo inverso Reggio mille barbute

casse da messer Bernabò, con l’aiuto di messer Feltrino da Gonzaga

per certa provvisione le condusse, e improvviso a tutti in una notte

fece pagare per certo tempo gli Ungari ch’avea cassi e quelli ch’avea

condotti, e mostrando d’andarsene gli Ungari di verso Ferrara, avendo

avuta la licenza del passo, si rivolsono, e valicarono Modena e Reggio,

e furono prima in sul Parmigiano, ch’alcuna novella n’avessono avuta

i paesani, e per questo improvviso corso feciono di bestiame grosso e

minuto preda senza misura. E appresso agli Ungari vi mandò il legato

messer Galeotto con mille barbute, e a lui feciono capo l’altre mille

condotte a Reggio per modo di compagnia, valicarono la Fossata, e poi

il fiume della Parma, e stettono in larga preda più di venticinque dì,

perocchè per comandamenti di messer Bernabò il paese non era lasciato

sgombrare. La stanza e la ritornata fu senza contasto, e a Bologna

si ritornarono a dì 11 di dicembre, con fama d’avere avuti danari da

messer Bernabò; per la qual cosa il capitano degli Ungari tornato poi

in Ungheria dal suo signore fu messo in prigione.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 19 / 217 题