CAP. X.

_Del maestrevole processo del legato co’ suoi Ungari in questo tempo._

Era, come addietro è detto, capitano degli Ungari il maestro Simone

conte, e il legato avea condotto con tremila Ungari, e gli altri

Ungari con alcuna provvisione nutricava: il maestro Simone in segreto

con gli Ungari ch’erano di fuori s’intendea e con quelli ch’erano

seco, e come era con loro fuori di Bologna gli mantenea quasi in

discordia col legato rubando i Bolognesi come nemici, e facea alla sua

gente usare parole, nelle quali lodavano messer Bernabò, e dicevano

sè essere al servigio suo, biasimando il legato: per tale astuzia

si divolgò per tuttochè gli Ungari erano rivolti dal servigio della

Chiesa. E continovando la cosa in questa contumacia, e messer Bernabò

veggendosi avere fatte disordinate spese nella guerra, e vedendosi al

cominciamento del verno, cominciò a cassare de’ suoi cavalieri, i quali

nel suo paese s’accoglieano col grido di fare compagnia; e maestro

Simone con i suoi Ungari scorreano in preda in guisa di compagnia,

senza gravare i paesani come nemici: e nondimeno il legato mantenea

l’oste alla bastita di Casalecchio, e mostrava di volere rivocare gli

Ungheri a sè per la fede avea avuta dal re d’Ungheria, e mostrava

di mandare lettere perchè il re rinfrenasse gli Ungheri, che non

trasandassono contro a santa Chiesa.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 14 / 217 题