CAP. IX.

_Come a petizione del legato fu preso messer Ridolfo da Camerino._

All’uscita d’ottobre detto anno, messer Ridolfo da Camerino essendo

stato principio col suo consiglio e con le savie e sollecite operazioni

di sua persona di vincere e riducere i Malatesti all’ubbidienza del

legato, ed appresso continovato intorno a’ fatti di santa Chiesa

operazioni leali e degne di merito, tanto seppe operare messer

Malatesta, ch’era divenuto il più segreto consiglio ch’avesse il

legato, che ritornandosi messer Ridolfo da Bologna a Camerino, e

capitato nella città di Fermo, invitato da messer Giovanni da Oleggio

marchese della Marca, e fattali allegra accoglienza, come ebbe

mangiato, prendendo da lui messer Ridolfo congio, fugli detto ch’era

prigione, dicendoli messer Giovanni, che ciò gli convenia fare contra

suo grado per mandato del legato, e mostrò le lettere che mandate gli

avea. Il valoroso cavaliere messer Ridolfo niente per tale presura

sbigottito, il fece di presente sapere a’ suoi, dicendo, ciò essere

senza niuna sua colpa, e confortando che di lui nessuna minima cura

prendessono, e che nè per minacce nè per tormenti, nè per morte che

a lui data fosse, nè di loro terre nè di loro giurisdizione dovessono

dare per ricomperare la vita sua, e ciò, come cara avessono la grazia

sua. I fratelli teneri di tanto uomo, e ubbidienti a lui, con i sudditi

loro feciono consiglio, i quali loro offersono quarantamila fiorini

i quali di presente impuosono tra loro, e fornirsi di gente d’arme, e

intesono a buona guardia, e al legato mandarono ambasciadori per sapere

che ciò volea dire. Di tale presura il legato forte fu biasimato da

tutta maniera di gente, e quale che si fosse il suo movimento, altro

non se ne manifestò che detto sia, ma valicato il mese di sua presura

il legato il fè diliberare: messer Ridolfo senza tornare al legato

sdegnoso e pieno d’ira e di mal talento si tornò a Camerino.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 13 / 217 题