CAP. IV.

_Come i Bolognesi assalirono e presono tre bastite._

Sentito in Bologna la vile partita dell’oste di messer Bernabò, tutto

che ancora del tutto non fosse del Bolognese partito, il popolo prese

cuore, e per lo essere tenuto affamato, furioso, giusta la sentenza

di Lucano che dice, che il popolo digiuno non sa che sia il temere,

straboccatamente e senza aspettare condotta o regola uscì di Bologna,

e con grand’ardire assalì la bastita che guardava verso Romagna, e

quella aspramente combattendo e con grida ch’andavano al cielo ebbono

per forza, e tagliati e fediti molti di quelli ch’erano alla difesa

la rubarono e arsono, e con quell’empito e gloria corsono ad altre

due, e per simile modo l’ebbono, rubarono e arsono. Quando giunsono

a quella di Casalecchio in sul Reno trovarono il becco più duro a

mugnere, perocchè era ben guernita di gente da piè e da cavallo, e dato

di cozzo in essa con loro dammaggio si ritornarono a Bologna, nullo

assedio lasciato alla bastita: onde que’ d’entro scorreano fino alle

porti di Bologna facendo danni, nondimanco aperti i cammini di Romagna

cominciarono a venire della roba a Bologna; e dagli Ungheri i quali

alloggiati erano fuori della città tenuti erano a freno quelli della

bastita da Casalecchio, e in Romagna s’apparecchiava grande carreggio e

salmeria di vittuaglia per conducere in Bologna alla venuta del legato.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 8 / 217 题