CAP. III.

_Del pauroso e vile partimento dell’oste di messer Bernabò da Bologna._

«Per la venuta di questi Ungari, e per l’operazione d’Anichino di

Bongardo, entrò paura alle genti di messer Bernabò per modo che non

ubbidivano al capitano, e tutto dì si fuggivano; per la qual cosa al

capitano» montata la paura, vedendo partire l’un l’altro, e non sapendo

il perchè, chè per la forza e autorità che ’l capitano avesse non gli

potea ritenere; onde vedendosi il capitano a questo pericolo richiese

Anichino che lo accompagnasse infino valicato Bologna verso Modena, e

avuta la compagnia, volendo da sè fare buona condotta, fu costretto da’

vili d’andarsene di notte sconciamente abbandonato il campo con assai

fornimento e arnesi, e campati per lo beneficio della notte valicarono

Castelfranco, ove s’arrestarono per non parere rotti, e ivi la mattina

fermarono il campo; e stativi pochi dì, il primo d’ottobre valicarono

a Modena, e tornarsi con gli orecchi bassi al loro signore, il quale

quasi arrabbiato più dì stette rodendo in sè medesimo il suo orgoglioso

furore, acciocchè riposatamente ai forestieri dimostrasse, ch’alla

festa si ragunavano, per magnanimità questa cosa avere per niente,

ed essere intervenuto per lo peggiore del legato, come di sua bocca a

molti pronunziò.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 7 / 217 题