CAP. V.

_Certo trattato fatto a corte tra il papa e gli ambasciadori del re

d’Ungheria._

In questo mese di settembre furono in Firenze tornati di corte di

Roma gli ambasciadori del re d’Ungheria, e andaronne al re, avendo

impromesso al papa, in quanto il bisogno occorresse, che la persona del

re d’Ungheria verrebbe incontro al signore di Milano con patto, che

ciò che egli acquistasse delle terre de’ detti signori, fossero sue

ed egli avea fatto dire al papa che con meno di diecimila cavalieri

non potrebbe venire, ed era in accordo d’avere ogni mese fiorini

quarantamila d’oro, de’ quali dovea avere dalla lega de’ Lombardi sotto

il titolo di Genovesi fiorini sedicimila, e fiorini quattordicimila

dovea pagare il legato traendoli della Marca e del Ducato, del

Patrimonio e di Romagna, e diecimila ne dovea mettere la camera del

papa. La cosa fu divolgata per tutto, ma i signori di Milano poco se ne

curavano, s’altra fortuna non avesse barattata loro intenzione.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 9 / 217 题