CAP. II.

_Dell’atto e rilevato stato della casa de’ Visconti di Milano._

«Più era infocato che mai messer Bernabò nell’impresa di Bologna,

e impuose e trasse da’ cherici del suo tenitorio in tre mesi più di

trecento migliaia di fiorini d’oro, e da’ secolari per nuova imposta

circa trecentosessanta migliaia di fiorini d’oro; e venne in tanta

superbia, forse per lo parentado fatto in Francia, che nessuno accordo

si potè trovare tra lui e ’l legato, nè per il gran siniscalco nè

altri, usando di dire, che non temeva potenza di signore terreno

che gli potesse trarre Bologna di mano, e molto sparlando contra il

legato. Ma per lo contrario il legato ricorse all’aiuto di Dio, e per

comandamento del papa a ogni prete d’Italia fece fare in ogni messa

dietro al _Pater noster_ speziale orazione de’ fatti di Bologna, e

mandò al re d’Ungheria per gente, ed ebbe da lui duemila Ungari bene

capitanati, e poi tremila di loro volontà, e subito furono in Lombardia

e in Romagna al servigio del legato.»

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 6 / 217 题