CAPITOLO PRIMO.

_Il Prologo._

La superbia, la quale prima nel cielo mostrò la sua malizia, se nelle

menti terrene si trova non è da maravigliare, considerato che l’umana

natura indebilita per lo peccato del primo uomo è ne’ vizii inchinevole

e pronta. Questo peccato quanto sia grave, e quanto sia in ira di

Dio, per lo suo fine l’ha sovente mostrato; porne alcuno esempio in

nostri ricordi forse non fia da biasimare, se non da coloro che per

morbidezza d’animo sono amatori delle brevi leggende, o da coloro che

per tema di spesa veggendo la moltitudine de’ fogli non osano fare

scrivere. Serse re d’Asia, avendo avuto più tempo nelle guerre prospera

e felice fortuna, insuperbito, lo mare coperse di navi, e intra Sesto

e Abido, due isolette di mare, per pomposa memoria di suo innumerabile

esercito sopra le navi fè ponte, e a riceverlo tutta la Grecia non

parea sofficiente, nè a ricevere nè a pascere la sua brigata; e infine

da poca gente vituperato e sconfitto, e in uno piccolo legno tornò in

suo paese morta tutta sua gente. Sennacherib maravigliosamente esaltato

per beneficio della ridente fortuna, con l’animo altero montò sopra

le stelle spregiando gli Dii, e massimamente quello degli Ebrei, come

se fossono minori e meno possenti di lui; costui veggendo l’esercito

suo tagliato, vilmente fuggì, e nel tempio degl’Idoli suoi da’ suoi

proprii figliuoli vilmente fu tolto di vita. Dario re potentissimo, più

volte sconfitto dalla poca gente d’Alessandro re di Macedonia, infine

da’ suoi propri congiurenti vilmente fu morto. Ciro re di Persia e di

Media, eccellentissimo di potenza....

_Il codice Ricci è mancante in questo luogo di una pagina, che dovrebbe

contenere il rimanente del Proemio, il capitolo secondo, e il principio

del terzo, e con mio sommo rincrescimento non son riescito a riempire

questa laguna col soccorso di un altro codice, poichè non m’è stato

possibile trovarne copia. La Biblioteca Riccardiana possiede tre

codici di Matteo Villani, e uno la Laurenziana, ma non oltrepassano

il nono libro. Per supplire in qualche modo a questa laguna mi

son servito d’un’Epitome fatta da Domenico Boninsegni delle storie

fiorentine di Giovanni, Matteo e Filippo Villani, che si conserva nella

Biblioteca Laurenziana, e che un giorno faceva parte della Biblioteca

Mediceo-Palatina, segnato di num. 160._

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 5 / 217 题