II.

--Mia buona Zelmira... adorata figliuola mia... come stai oggi?... e

la tosse?

--Buon giorno, padre mio. Oggi, sì, oggi sto bene. Ma ieri! oh Dio, il

petto mi si voleva spezzare... Sì, sto meglio! Che bel sole, padre,

che allegra giornata!... Dite, non vi sembra che il tepore di queste

aure mi ridoni beltà e vigoria?

--Sì, sì, Zelmira, tutto quello che vuoi. Ma non ricordar più le

passate sciagure! non vedi che mi fai piangere?

E a quell'uomo, abbronzato in volto e dalla mano di ferro, si

inumidivano le ciglia al triste ricordo dell'onta.

--Padre, anche quando sarò morta, vi ricorderete di me? della povera

vostra Zelmira, innocente... sventurata?... sì, n'è vero?

Non era bella Zelmira, ma due grandi occhi neri che le brillavano in

viso la facevano leggiadra e amata, sì che i giovani del contado

corteggiavanla. Il suo portamento era modesto insieme e altero; la

voce argentina, flebile, melodiosa. Pallida sempre, le guancie le si

tingevano in vermiglio solo allorchè i robusti e bei montanari del

villaggio l'occhieggiassero o le augurassero il buon dì e il felice

riposo. Aveva risvegliata simpatia in tutti i vicini, e molti

l'avrebbero chiesta sposa se non fosse stata sul fior degli anni

rapita dal dolore! Contavane appena diciotto, eppure quanti guai

avevano spenta nel di lei giovane cuore la poesia della vita! Tradita

nel suo unico amore, come rosa avvizzita dal vento gelato dell'Alpi

anzichè sbocci, Zelmira deperiva, dimagrava, soffriva: destino fatale

la trascinava alla tomba, senza posa, senza tregua! Era la lenta

agonia del mal sottile, il fuoco dell'esistenza le si spegneva ad ogni

ora, costante: oh, povera fanciulla, come presto ti si sfrondò la

corona delle illusioni!

--E Pierio perchè si allontanò?

--Tuo fratello deve calare a Messina. Se n'è ito a desinare, e fra

un'ora sarà in viaggio.

--E voi rimanete?

--Sì, Zelmira, oggi starò teco: abbiamo a goderci il mezzogiorno

sull'aia. I tuoi polli ci razzoleranno daccanto, e il vecchio barbone

abbaierà di letizia.

--Davvero?

Bizco abbracciò la giovanetta, e cingendola colle braccia la mirò con

ineffabile affezione. E dopo aver così sostato alcun poco, s'avviò,

sempre sorridendo agli amplessi della figliuola. Una casa, di modesta

e pulita apparenza, chiudeva verso monte la piccola piazza della

chiesa, ed in quella entrarono.

--Giaimo, Giaimo!

Così gridò un fanciullino che baloccava sulla porta, ed intanto corse

incontro al genitore ed alla sorella. Il chiamato apparve: era uomo

tarchiato e di atletiche forme, con barba nera e lunga, calvo, in

giubba.

--Oh Bizco, ben tornato! E voi, nipotina?

--Oh zio, buon dì!

Le tre valli della Sicilia · 第 21 / 39 题