VI.

--Viva la patria! aveva gridato Cletto irrompendo nel piazzale di

Mussomeli, ed a quel grido i giovani del paese erano corsi

all'arme.--Viva il riscatto! risposero avanzandosi Bino e

Fuoco.--Avanti! avanti! esclamarono tutti, e più rapidi della folgore

cerchiarono il mercato e piantarono la bandiera.

Orlando dagli spari e dalle grida ammonito che gl'insorti già stavano

nel borgo, chiuse i suoi gendarmi nel quartiere e messone uno in

vedetta attese gli eventi. Forte gli batteva in petto il cuore, e ad

ogni poco temeva che i soldati si rivoltassero e uscissero. I quali

infatti, prima taciti e sommessi, cominciarono a mormorare, a chieder

perchè il capitano non schiacciasse il nemico sprovveduto, a dubitar

di lui e del riparo, a desiderar la lotta, a invocarla, a gridare, a

minacciare. Inutili comandi diede Orlando; i gendarmi spalancarono le

porte e sbucarono sulla via. Una salva di fucilate li accolse; la

mischia divenne subito terribile, e parecchi morti insanguinarono il

selciato. Orlando, vedutosi solo e certo del trionfo dei patrioti,

corse innanzi ai compagni, e a tutta voce gridò:

--A me Cletto! Viva Italia!

--Orlando, a noi!--Bino replicò,

Ma i gendarmi non cedevano, e il fuoco aumentava. Feriti e scemati,

essi opposero la più disperata resistenza, e pochi contro molti

vendettero cara la vita; mancate le cariche ruotarono in giro l'armi

vuote con furore crescente e sempre più raggruppandosi in cerchio. Era

valore degno di scopo migliore, pur italiano; e gli stessi offensori

li ammiravano e compativano. Quei prodi non sapevano altro nome che

quello del re, non avevano idea dell'Italia e della libertà; non

pensavano che col cervello dei comandanti; difendevano l'assisa, lo

stemma, le spade! Nondimeno, affievoliti e oppressi, dopo un'ora di

lotta, quegl'inferociti si contarono, si trovarono venti, e viddero a

sè intorno una siepe d'estinti. Le armi si erano spezzate, le fronti

grondavano sudore e sangue, il numero degl'insorti cresceva ad ogni

istante, provetti erano i loro duci, nessuna speranza di scampo.

Piegarono quindi, ma piegarono alteri; gettarono l'armi e senza dir

parola nè muover lamento s'arreser prigioni. Cessata la mischia, anco

le ingiurie e le bestemmie cessarono. Il popolo sgombrò la via e si

accordò qualche riposo. Le salme dei morti vennero gettate nel campo

più vicino, ed ai vinti si concesse libertà col comando d'uscir da

Mussomeli. Bino e Fuoco condussero Orlando in presenza di detto, ne

lodarono l'amor pel paese e il coraggio con cui avea sfidate l'ire dei

subordinati, e tanto fecero e dissero che Navarro (il quale temeva

d'inganno ed odiava d'odio generoso la divisa che il capitano

indossava) gli stese cordialmente la mano e l'abbracciò:

--Uniti da grande proposito, saremo sempre fratelli, Orlando!

--Ve ne son grato, Cletto. Quest'abbraccio mi riconforta...

--E vi ricompensa--interruppe Bino--avete molto sofferto!

--Oh sì, molto! L'assisa che vesto m'umiliava; vile fra vili temevo

sempre l'oltraggio del patriota... due soli m'hanno dato speranze...

coraggio... Bino e Pardo.

--Siete amico di Pardo?

--Me ne onoro, Cletto. Lui mi riabilitò, da lui ebbi consigli e

sprone. Oh potessi baciarlo in volto!

--Pardo sarà presto con noi... domani, forse oggi... stanotte...

--Amici--gridò in quella, correndo loro incontro, un giovane

montanaro--amici, sulla postale di Cammarata appare una colonna di

regii. Il denso polverio impedisce lo scorgerne il numero, ma temo

sian molti!

--Soldati?... è dunque un assalto... su, su compagni, asserragliamo le

vie... barrichiamo le porte...

--Volete combatter qui?--osservò Orlando--qui?... all'aperto?...

tagliati dal fiume?... esposti ai loro colpi dall'alto? no, no

Cletto... pieghiamo su Acquaviva...

--Avremo Sutera alle spalle... Pardo vedrà e verrà. Acquaviva è più

sicura.

--È almeno meglio difendibile.

--Dunque ad Acquaviva!--tonò Cletto; e d'un salto fu in piazza.

Intanto gli armati di Vallelunga, Villalba e Mussomeli s'erano

raccolti e schierati; ed allorchè Navarro gridò loro che il nemico

s'avvicinava e che giovava ordinarsi in battaglia sulle alture vicine

ad una voce tutti risposero:

--Ad Acquaviva!

E ad Acquaviva giunsero mezz'ora dopo. E allora appunto Frazitto

occupava Mussomeli.

Le tre valli della Sicilia · 第 14 / 39 题