IV.

--All'armi! all'armi! tonò Pardo, e dato l'amplesso d'addio ad Iza,

sfoderò la spada; poi strappata di pugno ad un navichiero la bandiera

tricolore, si avviò correndo alla piazza e là sventolandola ripetè ad

alta voce:

--All'armi! all'armi!

--All'armi! all'armi! rispose la turba, e più di cento gli

s'affollarono intorno, con zagaglie e falci alcuni, altri con schioppi

e pistoni, pochi con carabine. Animati da spirito battagliero,

eccitati dall'annunzio della nuova libertà, scossi dalle parole

ardenti dei patrioti, quei montanari bramavan davvero di misurarsi col

nemico; epperò al grido di guerra di Pardo si serrarono in colonna e

sfilarono. Lo sposo d'Iza e Diego misersi a guida dei Suterani, e

salutati i vecchi e le donne lasciarono il paese alla volta di

Acquaviva. Quella brigata di montanari, veduta da lungi, avrebbe

stupito l'osservatore; perocchè il luccicare delle armi ai raggi del

sole scendente e il canto marziale degli inni mettevano in cuore un

tripudio tutto nuovo, indefinibile. Camminavano allegri, e su quelle

fronti abbrunate brillava la gioia e si specchiava il proposito fermo

di vincere o morire. Baldi e spediti, serravano al petto con militare

letizia le povere armi che loro era fatto portare, ed un sorriso di

benevolo plauso sarebbe spuntato sulle labbra del mio lettore nello

scorgere i dieci o quindici provvisti di carabina pulirlo marciando,

spazzarne l'anima, nettarne il focone, caricarla, metterne il cane a

mezzo punto, aggiustar ai fianchi la palliniera. Ed anco gli altri

davano occhiate agli arnesi, apprestandoli e passandoli al più vicino

commilitone in esame. Era proprio il coraggio italiano che li animava;

e lo stesso Pardo, cacciatore provato, d'animo bellicoso, uso alle

fatiche e alle lotte, ne inorgoglì;... giovani tutti, infiammati dal

sacro amor di patria, desiosi di quella libertà per la quale avevano

cospirato e sofferto, incoraggiati dai baci e dagli evviva, mescevano

speranze e conforti, auguravano insieme alla lor terra ed ai

confratelli felicità e gaudio!

--Oh Diego--dopo lungo silenzio disse Pardo all'amico--oh Diego, fra

poco saremo alle mani cogli oppressori. Il tuo annuncio mi ha

sollevato; ora spero!

--Non credo che Mussomeli sia ancor tenuto dai regi. Cletto stamane li

ha cacciati.... e i gendarmi eran quaranta.

--E pensi abbian sloggiato? si saranno serrati nella torre.

--La quale è comandata....

--Da Orlando.... ma anche a lui non è dato scoprirsi ad una numerosa

brigata di sgherri!

--Orlando è audace. Avrà resa la torre....

--A dispetto dei soldati?!.... a quest'ora sarebbe morto.

--E Cletto avrebbe potuto rimaner inerte spettatore dello strazio d'un

fratello?....

--Cletto non sa che Orlando è dei nostri.

--Dunque?...--insiste Diego commosso--dunque?

--Ne sarà nato uno scontro e noi giungeremo opportuni a finirlo.

--E se il capitano è morto?

--Non ha Italia l'albo dei martiri?--e queste parole Pardo pronunziò

in tuono solenne e in atto di convinzione profonda.

Ambedue tacquero, e per alcuni istanti non s'udì che il grave passo

del drappello. Ma di lì a poco due fra i seguaci ruppero il monotono

silenzio e parlarono assai rapidamente questo dialogo:

--Senti, Sandro, credi che la vittoria sarà nostra?

--Che dici, Maso, hai paura?

--No, non temo... abbiamo a capo Pardo, lui...

--Lui sì bravo, sì valente...

--Ardito e prode, ci condurrà a certo trionfo... non sai quanto valga

il nostro Pardo... tre anni or sono... te ne ricordi?

--O che, Maso, pensi che non m'abbia memoria? L'amico Pasquale fu

liberato...

--I gendarmi ebber la peggio...

--Lasciaron due morti... e si nascosero su quel di monte Puccio. Pardo

tambussò per quattro...

--E quel che più monta inspirò coraggio a noi... e ci diresse bene.

--Animo, compagni... gridava lui... animo... salviamo l'amico!

--Pardo sarà sempre il nostro capo; anche quei di Villalba e

Castronuovo eleggeranno lui!... tutti lo sanno bravo.

--Viva Pardo!

--Si, viva il nostro capo--disse forte Maso--Viva!

--Anche voi fidate in Pardo?--interruppe un terzo.

--Senza dubbio, Ascenso, nessuno in Sutera merita più di Pardo la

nostra fiducia...

--Non in Sutera soltanto... anche a Cammarata... a Termini, nella

valle... l'ho sentito lodare... e ne godevo come d'elogio fatto a me

stesso.

--Nell'inverno passato a me mancò il grano e Pardo me lo donò.

--Ed a me rifornì il casale.

--Alla mia vecchia mamma... lo sapete Maso?... regalò coltri e

lenzuola...

--Tutti nella valle lo amano e lo salutano.

--Con lui vinceremo.

--Dovremo a Pardo la libertà delle Madonie.

--Viva Pardo!

--Viva!--gridarono tutti. Viva! ripetè senz'altro Diego. Pardo (chi

nol sapesse) non era facile agli improvvisi entusiasmi, per il che

all'osanna de' suoi rispose:--Amici, grideremo viva sull'orme del

tiranno... allora soltanto! oggi fa d'uopo ordine e coraggio.

--Coraggio! coraggio!

Le tre valli della Sicilia · 第 12 / 39 题