XII.

Durante la benedizione uscii a passeggiare sul sagrato deserto; la

porta della chiesa spalancata sugli arpioni, lasciava vedere l'altar

maggiore illuminato e i riflessi cadevano sulle casupole della

piazzetta.

La sera era buia: nelle tenebre fitte del villaggio, nessun altro lume

che quello della chiesa. Così nella dura vita di quella popolazione

montagnuola solo spiraglio d'ideale era la religione.

Densi globi d'incenso salivano innanzi al tabernacolo

d'argento. Cantavano il _tantum ergo_, inno di lode, dalle intonazioni

gravi e melanconiche come tutti gli altri della chiesa.

Un solo popolo, che io mi sappia, fortunatissimo popolo d'artisti,

fece della gioia un sentimento sacro,--fu il Greco, che inghirlandava

di rose e di verbene le colonne dei suoi templi, e intrecciava danze

festose innanzi all'ara del sacrificio.--Non ostante il biblico

precetto del _servite Domine in laetitia_, il concetto della nostra

religione,--come di tutte quelle che il mistico Oriente ha

generato,--è il dolore. Tutte le sue parole sono meste, tutte le sue

speranze e le sue promesse sono oltre il limite funesto della

tomba.--Seguace d'un Dio che non ha potuto sottrarsi ai patimenti, la

umanità cristiana sale il Calvario, il soffrire è per lei l'unica

salvezza. L'antica filosofia ellenica si è affaticata dietro il veli o

d'oro della felicità mondana.... un bioccolo solo, un minuto di gioia

alla luce del sole!.... Invece Santo Ambrogio, narra un'antica

leggenda, quando trovò un uomo felice ordinò alla sua gente di

seguirlo immantinenti fuori della casa di colui, la quale doveva

essere per la sua fortuna abbandonata da Dio! Chi aveva ragione? È un

problema che la fossa risolve in un modo,--e la croce che vi sta su in

un altro.

Il rito era compiuto: alla salmodia sottentrava il lugubre borbottio

del rosario:--una vecchia dalla voce rauca faceva le proposte; un coro

di gemiti rispondeva. Baccio spegneva le candele.

Poi uscivano dalla chiesa i fedeli, e, quetamente, ad uno ad uno si

perdevano nelle strette viuzze muti come ombre. Un breve scalpiccio

che s'allontanava, poi un lugubre silenzio non interrotto che dal

ciangottare dell'acqua nella vasca della fontana.

Nei paesi dell'alta montagna nessun crocchio la sera; la battaglia

aspra, cupa della vita, da una avemmaria all'altra,--il resto, quando

non è del dolore, è del riposo.

Poco dopo entrando in cucina fui assai sorpreso di trovare Aminta in

vivace colloquio con Mansueta.

M'accorsi ch'io non dovevo essere del tutto estraneo ai loro discorsi,

perchè entrambi si volsero con premura verso di me.

--Ho bisogno di parlarvi, disse Aminta.

--Oh bravo, soggiunse Mansueta, gli dia lei un buon consiglio a questo

povero ragazzo. Io, vecchia ignorante, non ho che gli occhi per

piangere.

Aspettavo che Aminta mi informasse di che si trattava.

Ma egli sembrava tanto smarrito che, dopo le prime parole, non aveva

potuto tirare innanzi.

Memorie del Presbiterio: Scene di Provincia · 第 35 / 46 题