confine politico si trova illustrata nelle opere concernenti il
Goriziano, fra le quali ricorderemo qui: ANTONINI (P.), _Il Friuli
orientale_, Milano 1865 — dove due capitoli sono dedicati alla
descrizione della contea di Gorizia e Gradisca — e CZÖRNIG (C.),
_Das Land Görz und Gradisca_, Wien, 1873; NOÈ (H.),
_Landschaftliche Schilderung aus Görz und Gradiska_, in «Die
österreichisch-ungarische Monarchie in Wort und Bild. Das
Küstenland.», Wien 1891; CZOERNIG e SCHNEIDER, _Vorgeschichte,
Geschichte und Culturentwicklung von Görz und Gradiska_, nella
stessa opera.
[10] Per la storia delle rappresentazioni cartografiche del Friuli
in genere e della nostra regione in particolare cfr. MARINELLI
(G.), _Saggio di cartografia della Regione Veneta_, Venezia, Dep.
di St. Patria, 1881; BIASUTTI (G.), _Cartografia Friulana.
Appunti_, «In Alto», 1900 e 1901; MARINELLI (O.), _Una antica
carta geografica del Friuli_, Firenze, (per nozze) 1902; — _I
monti del Friuli nelle più antiche carte geografiche stampate
della regione_, «In Alto», 1902; — _I monti del Friuli nelle carte
geografiche nel secolo XVII_, «In Alto», 1903 e 1904; COSTANTINI
(G.), _Una vecchia carta dei dintorni di Tricesimo_, «In Alto»,
1906.
[11] Interessano le nostre prealpi i 4 fogli: G. 2, G. 3, H. 2, H.
3. Su questa carta cfr. MARINELLI (G.), _Saggio_ ecc., al n. 1649.
Fra le carte precedenti si potrebbero tutto al più menzionare qui
quella del MALVOLTI (_Carta topografica della Provincia del
Friuli_ ecc.) pubblicata intorno al 1818 ed alla scala di
1:160mila circa (cfr. MARINELLI (G.), _Saggio_ ecc. al n. 1516).
[12] Interessano la nostra regione, per piccola parte, i quadranti
II («Chiusaforte», ril. 1891, corr. 1902) e III («Tolmezzo», ril.
1891, corr. 1902) del foglio 14 della Carta dell'I. G. Mil.; e,
per parte maggiore, le tavolette I, NE («Montemaggiore», ril.
1891, e di nuovo 1906), I, SE («Platischis», ril. 1891, corr.
1902), I, SO («Tarcento», ril. 1891, corr. 1906), I, NO
(«Lusevera», ril. 1891 e di nuovo 1906), II NE («Cividale», ril.
1891, corr. 1902), II SE, («Premariacco», ril. 1891, corr. 1902),
II, NO («Tricesimo», ril. 1891, corr. 1906), III, NE («Fagagna»,
ril. 1891, corr. 1902); III, NO («S. Daniele», ril. 1891, corr.
1902), IV, NE («Gemona», ril. 1885, corr. 1906), IV, SE («Buia»,
ril. 1885, corr. 1902), IV, SO («Maiano», ril. 1885, corr. 1906),
IV, NO («Trasaghis», ril. 1885, corr. 1902) del foglio 25; le
tavolette III, NE («Stregna», ril. 1891, corr. 1902), III, SO
(«Prepotto», ril. 1891, corr. 1902), III, NO («S. Pietro al
Natisone», ril. 1891, corr. 1902), IV, SE («Drenchia», ril. 1891,
corr. 1902) e IV, SO («Rodda», ril. 1891, corr. 1902) del foglio
26 e la tavoletta I, NE («Manzano», ril. 1891, corr. 1902) del
foglio 40. Per l'area oltre confine si deve ricorrere ai fogli
col. IX, zona 20 («Flitsch», ed. 1906) col. IX. zona 21
(«Tolmein», ed. 1903), e col. IX, zona 22 («Görz u. Gradisca», ed.
1901), della così detta _Spezialkarte_ della Monarchia
Austro-Ungarica, alla scala 1:75.000.
[13] MARINELLI (G.), _Le Alpi carniche_ ecc., loc. cit., pag. 124
_Guida del Canal del Ferro_, Udine 1894, pag. 20.
[14] MARINELLI (O.), _Descriz. geolog. dei dint. di Tarcento_
citat. alla nota seg. pag. 127. A. BÖHM (_Eintheilung der
Ostalpen_, «Geogr. Abhandl. herausg. v. A. Penck», I, fasc. 3,
Wien 1887, pag. 471) sceglie un confine intermedio fra i due qui
indicati, uno cioè che fra il torrente Resia e l'Uccea, passerebbe
per Vplanieh (1661 m.) della carta austriaca «Flitsch» (ed. 1881).
Lo stesso autore denomina assai impropriamente le prealpi fra
Tagliamento ed Isonzo «Maggiore Gruppo» — nella carta che
accompagna la memoria è scritto anzi «Maggiora Gruppe» — e questa
designazione erronea ed impropria è usata poi anche dal FUTTERER,
nella carta tectonica che accompagna la memoria _Durchbruchsthäler
in den Süd-Alpen_ («Zeitschr. d. Gesellsch. für Erdkunde zu
Berlin», 1895, tav. I).
[15] Vedi MARINELLI (G.), _La Terra_, Vol. IV, _Italia_, pag. 150.
[16] Assai ricca è la letteratura geologica della regione
considerata in questo capitolo; fra i lavori vecchi si
consulteranno sempre con profitto: PIRONA, _Lettere geologiche sul
Friuli_, estr. dall'«Annotatore Friulano», Udine 1856; HAUER, _Ein
geologischer Durchschnitt der Alpen von Passau bis Duino_,
«Sitzungsber. d. math.-nat. classe der k. Akad. der Wissensch.»,
Vol. XXV, 1857, pag. 78-94 dell'estr.; STUR, _Das Isonzo Thal von
Flitsch abwärts bis Görz, die Ungebungen von Wippach, Adelsberg
Planina und Wochein_, «Jahrb. d. k. k. geol. Reichsanst.», 1858;
PIRONA, _Sulle antiche morene del Friuli_, «Atti della Soc. Ital.
di Sc. Nat.», II, 1860; — _Cenni geologici sul Friuli_, «Ann.
dell'Ass. Agr. Fr.», IV, 1861; TARAMELLI, _Sulla formazione
eocenica del Friuli_, «Atti Acc. Udine», I, 1870; — _Dei terreni
morenici ed alluvionali del Friuli_, «Annali dell'Ist. tecn. di
Udine», 1875; — MARINONI, _Di un lembo eocenico alle falde
settentrionali del Monte Plauris_, «Atti Ist. Ven.», 1877; —
_Ulteriori osservazioni sull'eocene friulano_, «Atti Soc. It. Sc.
Nat.», 1879; TARAMELLI, _Catalogo ragionato delle rocce del
Friuli_, «Mem. Acc. Lincei. Cl. Sc. Fis. Mat. e Nat.», I, 1877; —
_Spiegazione della Carta Geologica del Friuli_, Pavia, 1881. In
queste due ultime pubblicazioni del Taramelli e nell'altra:
_Geologia delle Provincie Venete_, «Mem. d. Acc. di Lincei. Cl.
Sc. Fis. Mat. e Nat.», 1882, sono riassunte tutte le cognizioni
che si avevano 30 anni fa sulla geologia del Friuli e quindi della
regione che ci interessa. Delle pubblicazioni uscite nell'ultimo
trentennio le più importanti sono GUMPRECHT, _Der mittlere Isonzo
und sein Verhältnis zum Natisone_, Leipzig, 1886; TOMMASI, _Sul
lembo cretaceo di Vernasso nel Friuli_, «Ann. Ist. Tecn. Udine»,
1889; MARCHESETTI, _Sull'antico corso del Fiume Isonzo_, Trieste
1890; CLERICI, _I legni fossili quaternarî rinvenuti alle sorgenti
del torrente Torre_, «In Alto», 1891; TELLINI, _Da Tarcento a
Resia_, «In Alto», 1891; TOMMASI, _I fossili senoniani di Vernasso
presso S. Pietro al Natisone_, «Atti Ist. Ven.», 1891; BOZZI, _La
flora cretacea di Vernasso in Friuli_, «Bollettino della Società
Geologica», 1892; MARIANI, _Appunti sull'eocene e sulla creta nel
Friuli Orientale_, «Ann. Ist. Tecn. di Udine», 1892; TELLINI,
_Descrizione geologica della tavoletta Maiano_, «In Alto», 1892;
BRÜCKNER, _Eiszeit-Studien in den südöstlichen Alpen_, X
«Jahresbericht d. Geogr. Gesellsch. in Bern», 1890; TARAMELLI,
_Una brevissima ma interessante gita dal Ponte di Moggio a
Portis_, «In Alto», 1893; BOEHM, _Beitrag zur Gliederung der
Kreide in den Venetianer Alpen_, «Zeitschr. d. D. Geol.
Gesellsch.», 1897; TELLINI, _Intorno alle tracce abbandonate da un
ramo dell'antico ghiacciaio del fiume Isonzo nell'alta valle del
fiume Natisone e sull'antica connessione fra il corso superiore
dei due fiumi_, «Ann. Ist. Tecn. di Udine», 1897; SACCO, _Gli
anfiteatri morenici del Veneto. Studio geologico_, «Ann. Acc. Agr.
Torino», 1899; OPPENHEIM, _Ueber einige alttertiäre Faunen der
Oesterreichisch-Ungarischen Monarchie_, «Beitr. z. Pal. u. Geol.
Oesterr. Ung. und d. Orients», XIII, 1901. Non sono qui citati
alcuni miei scritti perchè i risultati degli studî geologici da me
fatti nella regione, specialmente fra il 1893 ed il 1896, sono
esposti poi nell'opera: MARINELLI (O.), _Descrizione geologica dei
dintorni di Tarcento in Friuli_, «Pubbl. dell'Ist di Studî Sup.».
Firenze, 1902. Fra gli scritti posteriori vedi: MARINELLI (O.),
_Il Senoniano di Vernasso, i klippen ed i conglomerati
pseudo-cretacei del Friuli orientale_, «Atti acc. Scient. Ven.
Trent. Istr. Cl. Sc. Fis. Mat.», I, 1904; — _Osservazioni varie
fatte durante una escursione al Matajur_, «In Alto», 1905; KOSSMAT
(F.), _Geologie des Wocheinertunnels und der Südlichen
Anschlusslinie_, «Denkschr. d. Math. Naturwiss. klasse d. k. Ak.
d. Wissensch.», LXXXI, Wien 1907; FERUGLIO (D. e G.), _Contributo
allo studio delle carte agronomiche in Friuli preceduto dalla
descrizione geologica della tavoletta Tricesimo_, «Bollettino
dell'Associazione Agr. Friulana», 1907-1908; NIEVO (J.),
_L'anfiteatro morenico del Tagliamento e le successive fasi
glaciali_, «Boll. della Società Geol. Italiana», 1908; KOSSMAT
(F.), _Beobachtungen über den Gebirgsbau des mittleren
Isonzogebietes_, «Verhandl d. k. k. Geol. R. A.», 1908, n. 1-2,
pag. 69-84; PENCK e BRÜCKNER, _Die Alpen in Eiszeitalter_,
Leipzig, 1909; KOSSMAT, _Das küstenländische Hochkarst und seine
Tektonische Stellung_, «Verk. d. k. k. Geolog. R. Anst.». 1909; DE
GASPERI (G. B.), _I dintorni di Cividale nel Friuli, studio
geologico_, «Bull. Ass. Agr. Fr.», 1909; DAINELLI (G.), _Nota
preliminare sopra i lamellibranchiati eocenici del Friuli_, Estr.
d. «Mem. Soc. Tosc. Sc. Nat.», vol. XXV, Pisa, 1909.
L'unica carta geologica a scala abbastanza notevole che abbraccia
l'intera regione è quella al 200 mila del Taramelli; uno schizzo
al 75000, ove sono segnati i terreni diluviali e le morene della
valle dell'Isonzo fra Saga e Sela accompagna la memoria del
Gumprecht sopra citata, una carta geologica al 25 mila dei
dintorni di Bergogna, Prosenicco e Starasella è annessa a quella
del Tellini: _Intorno alle tracce abbandonate_ ecc., alla mia
_Descr. geol. d. dint. di Tarcento_ va unita una carta geol. al
100 mila che rappresenta le prealpi dal Tagliamento fino un po' ad
oriente di Oseacco, Carnizza, Monteaperta e Forame, comprendendo
anche la parte di NE dell'anfiteatro morenico; al lavoro del
Feruglio sopra citato è unita una riduzione al 50 mila della tav.
«Tricesimo» colorita geologicamente e a quello del De Gasperi una
della tav. «Premariacco» (con l'aggiunta della parte del comune di
Cividale che non vi è compresa), il lavoro del Kossmat per primo
citato è accompagnato da una carta geologica al 75000 che
abbraccia anche un lembo delle nostre prealpi verso Tolmino e S.
Lucia. Lo schizzo geologico che accompagna la presente guida (fig.
1ª) è basato in gran parte su osservazioni personali; per la sua
costruzione si tenne però conto della letteratura e delle carte
qui indicate ed inoltre, per il bacino di Plezzo, di: DIENER, _Ein
Beitrag zur Geologie des Centralstockes der Julischen Alpen_,
«Jahrb. d. k. k. Geol. R. A.», 1884, con carta geologica.
[17] Del modo con cui sono ricavati questi dati orometrici renderò
conto altrove.
[18] Cfr. sull'argomento: MARINELLI (O.), _Fenomeni carsici,
grotte e sorgenti nei dintorni di Tarcento_, «In Alto», 1897; —
_Fenomeni carsici, grotte e sorgenti nelle Prealpi Giulie
Occidentali_, «Riv. Geogr. Ital.». 1897; — _Escursione nei
dintorni di Faedis_, «In Alto», nov. 1901; — _Osservazioni fatte
durante una escursione al Matajur_, «In Alto», 1905; LAZZARINI,
_L'altipiano carsico del M. Bernadia_, «Mondo Sotterraneo», II,
1905; MUSONI, _Esplorazione di due voragini_, Ivi, III, n. 5,
1907; — _Fenomeni carsici sopra Iainich_, Ivi, IV, n. 1-3, 1908;
BUBBA, _Fenomeni carsici a Merso di sotto_, Ivi, IV, n. 4-5, 1908;
MUSONI, _Fenomeni carsici sopra Mersino_, Ivi, V, n. 1-2, 1908; —
_Una voragine sul monte Hum_, Ivi; DE GASPERI (G. B.), _Una gita
al Juanes_, «In Alto», 1909; vedi, del resto, per ciò che si
riferisce più specialmente alle grotte, la nota bibliografica data
al capitolo seguente.
[19] Cfr. LORENZI (A.), _Fenomeni simili ai carsici nei
conglomerati messiniani di Ragogna e Pinzano_, «In Alto», 1902-03.
[20] Di un particolare morfologico relativo ad un lembo di tali
formazioni si tratta in LORENZI, _Lis Foranis, nicchie di
disfacimento meteorico nella breccia di Portis_, «Mondo
Sotterraneo», II, n. 2-3, Udine, 1905.
[21] Op. cit, pag. 49.
[22] Op. cit., I, pag. 171. In JOPPI, _Notizie della Terra di
Venzone in Friuli_ (Nozze Stringari-Marzona, Udine 1871, pag. 33)
si legge: «Nel 1748 una frana di monte chiuse il corso della
Venzonassa; formatosi un lago pensile, al sopraggiunger di nuove
pioggie si ruppe la diga e seguì l'innondazione del borgo di
sottomonte, la distruzione della chiesa di S. Giorgio con
rilevante guasto di tutta la campagna».
[23] _La collina di Buttrio_ ecc. «In Alto», 1903, pag. 11.
[24] HOERNES, _Erdbeben-Studien_, «Jahrb. d. k. k. Geol. R. A.»,
1878, pag. 441 e seg., tav. XI.
[25] HOEFER, _Die Erdbeben Kärntens und deren Stosslinien_,
«Denkschr. d. Mat. Naturw. Classe der Ak. der Wissensch.», Bd. 42,
Wien 1880, pag. 44-48.
[26] Vedi: TOMMASI, _I terremoti nel Friuli dal 1116 al 1887_,
estr. d. «Annali dell'Ufficio Centrale di Meteorol. e geodinam.»,
vol. VIII, parte IV, 1886, Roma 1888; TARAMELLI, PIRONA e TOMMASI,
_Dei terremoti avvenuti in Tolmezzo ed in altre località del
Friuli nell'anno 1898_, estr. d. «Ann. dell'Uff. Centr. ecc.»,
vol. XII, parte I, 1890, Roma, 1893; CABALETTO, _Terremoto a
Tricesimo_, «Pagine Friulane», VI, 1893, pag. 17; TELLINI (A.),
_Alcuni documenti riguardanti terremoti del Friuli_, «In Alto»,
1895, pag. 13 e seg., 43 e seg., 55 e seg.; BARATTA, _I terremoti
d'Italia_, Torino, Bocca, 1901, specialm. pag. 707-709.
[27] Su questi terremoti vedi specialmente, oltre allo scritto
dell'Hoefer prima citato: HOERNES, _Erdbeben und Stosslinien
Steiermarks_, «Mitt. d. Erdbeben Comm. d. k. Ak. d. Wissensch. in
Wien», Neue Folge, n. VII Wien 1902; pag. 21 e seg., 24 e seg.,
65-67, 71-73.
[28] Oltre l'opera già citata del Baratta cfr. MOJSISOVICS (E.),
_Allgemeiner Bericht und Chronik der im Jahre 1898 innerhalb des
Beobachtungsgebietes erfolgten Erdbeben_, «Mitt. d. Erbeben ecc.»,
X, Wien, 1899, pag. 122 e seg.
[29] Vedi MARINELLI (O.), _Studi orografici sulle Alpi orientali_,
(_Serie 1900_), «Boll. Soc. Geogr. It.», 1902 §§ 116-118.
[30] Cfr. MUSONI (F.), _Le sedi umane nel bacino medio del
Natisone_, in «Scritti di Geografia e di Storia della geografia
concernenti l'Italia pubbl. in onore di G. Dalla Vedova», Firenze,
1908, pag. 80 e seg.
[31] Cfr. LORENZI, _La collina di Buttrio_ ecc. loc. cit. DE
GASPERI, _I dintorni di Cividale_, ecc.
[32] Altri di questi nomi usati per indicare valli o parti di
valli sono: Canale del Torre, Canale di Crosis, Canale del
Pulfero, Canale di Roncina, Canale di Drenchia o Drenchiotto.
[33] La letteratura relativa alle acque superficiali e sotterranee
delle Prealpi Giulie è assai ricca, come risulta anche dalla nota
bibliografica che segue, la quale non ha però in alcun modo la
pretesa di essere completa, ma rappresenta l'elenco delle
principali opere consultate dagli autori per compilare il presente
capitolo. Si avverte però in proposito: anzitutto come qui si sia
omessa la citazione dei precedenti tre volumi della Guida, ove
sono pure importanti notizie anche sulle acque del nostro
territorio; in secondo luogo che, non ostante la numerosa serie di
studî relativi alla idrografia, all'idrologia ed all'idraulica
della regione considerata, manca un recente studio monografico
sulle acque della zona che ci interessa, come d'altronde su quelle
del resto del Friuli; in terzo luogo che per un tale studio, e
quindi per il saggio di esso da noi tentato nel presente scritto,
assai scarsi sono gli elementi sicuri specialmente per ciò che
riguarda il regime dei corsi d'acqua e delle sorgenti. Solo quando
sarà completamente organizzato ed avrà funzionato per qualche anno
il servizio idrometrico che sta piantando il Magistrato delle
acque, si potrà avere qualche notizia sicura, ma per ora,
relativamente ai corsi d'acqua che ci interessano, non sono
pubblicati elementi se non per l'Isonzo dal servizio idrografico
austriaco (_Hydrographischer Dienst in Oesterreich. Jahrbuch d. k.
k. hydrographisches Bureaux_, I, 1893 ed annate seguenti). Per
supplire alla deficienza di dati sicuri relativi alle portate dei
nostri fiumi e poco fidandoci di quelli delle nostre pubblicazioni
ufficiali abbiamo raccolto, per quanto ci fu possibile, anche dati
di osservazioni fatte da privati o da consorzi idraulici e società
industriali; per i materiali fornitici dobbiamo anzi ringraziare i
signori L. Armellini fu Giacomo, P. D'Orlandi, A. Malignani e ing.
A. Zanoletti.
Segue ora l'elenco bibliografico disposto per ordine cronologico:
BASSI (G. B.), _Memoria sull'antico divisamento di costruire un
Canal Navigabile da Udine al mare_, Udine, Mattiuzzi, 1829;
_Notizie statistiche intorno ai fiumi, canali, lagune e porti
comprese nel governo di Venezia_, Milano. 1834; — BUCCHIA (G.).
_Relazione informativa sui progetti intesi a derivare dal Fiume
Ledra acque irrigue e potabili a benefizio di un vasto territorio
inacquoso nella Provincia del Friuli_, Udine, 1858; — BERTOZZI (G.
C.), _Relazione al commissario del re Q. Sella sul divisamento di
formare con le acque dei fiumi Tagliamento e Ledra una rete di
canali d'irrigazione_, Torino, 1866; — MOSCHINI (L.) e SPORENI
(A.), _Determinazioni del grado idrotimetrico di alcune acque
potabili del Friuli_, «Ann. Istituto Tecn. Udine», I, 1867; III,
1869; — BUCCHIA, _Sul progetto d'irrigazione dell'agro
Monfalconese compilato dall'Ing. Dott. Raffaello Angelo
Vicentini_, Gorizia, 1868; — TATTI (L.), _Progetto di un canale da
ricavarsi dal Ledra e dal Tagliamento_, Milano, 1869; — RINALDI
(G.), _Relazione intorno alle condizioni attuali del torrente
Tagliamento, sui gravi pericoli d'innondazione ecc._, Udine, 1870;
— MARINELLI (G.), _Territorio e Clima_, in «Annuario statistico
per la provincia di Udine», anno I, 1876; — MIN. DEI LAV. P.,
_Cenni intorno ai singoli servizî compilati in occasione
dell'Espos. Univ. di Parigi del 1878_, Roma, 1878; — BROILI (G.),
_La nuova presa d'acqua del consorzio rojale di Udine_, Udine,
1880; _Sulle sorgenti del Torre_, «La Patria del Friuli», 5 Agosto
1880; — PESTALOZZA (A.), _Sullo stato attuale dei canali del
consorzio Ledra-Tagliamento_, Udine, 1881; — MIN. DEI LAV. P.,
_Cenni ecc. comp. in occ. dell'Espos. di Milano, 1881_, Roma,
1881; — NALLINO(G.), _Saggio analitico dell'acqua delle sorgenti
del Torre_, «Cron. S. A. F.», 1881; — VICENTINI (R. A.), _Sulla
irrigazione e bonifica dei terreni posti sulla sponda destra del
fiume Isonzo_, Trieste, 1882; — BROILI, _Compimento in muratura
della Pescaja del consorzio Rojale di Udine_, Udine, 1884; — MIN.
DEI LAV. P., _Cenni ecc. compil. in occas. dell'Espos. di Torino
1884_, Roma, 1884; — VALUSSI (P.), _Riassunto descrittivo della
provincia del Friuli sotto l'aspetto naturale ed economico_,
«Annali d'Agric.», 1885, Roma, 1885; — MARKUS (A.), _Sul progetto
d'irrigazione dell'Agro Monfalconese_, Gorizia, 1886; — MANTICA
(N.), _Controsservazioni sul progetto di un canale d'irrigazione
dell'agro Monfalconese_, Udine, 1887; — PUPPATI (G.), _Rendiconto
morale-tecnico economico del nuovo acquedotto della città di Udine
derivato dalle sorgenti di Zompitta a tutto l'anno 1892_, Udine,
1893; — TELLINI (A.), _I pesci e la pesca d'acqua dolce in
Friuli_, «Ann. Ist. Tecn. Udine», 1895; — LORENZI (A.), _Il lago
di Ospedaletto nel Friuli_, «In Alto», 1897; — MIN. DI AGR. IND. E
COMM., _Carta Idrografica d'Italia, Relazioni, Veneto_, Roma,
1897; — CROCI (A.), _Il fiume Tagliamento e la sistemazione dei
suoi tronchi inferiori_, «Giornale del Genio Civile», 1899; —
RIZZANI (G. B.), _Opere economiche di difesa lungo i torrenti_,
Ivi, 1900; — TELLINI (A.), _Le acque sotterranee del Friuli e la
loro utilizzazione_, «Ann. Ist. Tecn. Udine», 1898-1901; — TONINI
(V.), _Inventario delle forze idrauliche della provincia di
Udine_, Udine, 1903; — MUSONI (F.), _Il lago di S. Daniele del
Friuli_, «Mondo Sotterraneo», II-III, 1906-1907; _Le sorgenti
della valle media del Natisone_, «Mondo Sotterraneo», IV,
1907-1908; — FRATINI (F.), _L'acqua della sorgente Mòntina in
comune di Torreano da servire per l'acquedotto di Premariacco
(Udine)_, «Mondo Sotterraneo», IV, 1908; — MUSONI (F.), _La
regione sorgentifera del fiume-torrente Natisone_, «Mondo
Sotterraneo», V, 1908; — FRATTINI (F.), _L'acqua della sorgente
Fontanate in comune di Nimis (Udine)_, Ivi; — DE TONI (L.),
_Progetto per l'acquedotto consorziale del Rio Gelato_, Udine,
1908; — TELLINI (A.), _Relazione geologica sopra la sorgente
Pojana_, Cividale, Stagni, 1908; — PAOLETTI (G.), DE PACIANI (E.),
GRANZOTTO (U.), _Intorno a nuovi studi sulla possibilità di
toglier l'acqua dalla fonte Pojana in territorio italiano_,
Cividale, Fulvio, 1908; — MUSONI (F.), _La sorgente Naklanz e le
altre due, l'Arpit e la Pojana_, «Patria del Friuli», 24, X, 1908;
— FRATINI (F.), _La dibattuta questione dell'acquedotto Naklanz_,
Ivi, 31, X, 1908; — CAMURRI (L.), _L'acqua della sorgente
Naklanz_, «Il Paese», 20, XI, 1908; — FERUGLIO (G.), _Una ultima
parola sulla Naklanz e la Pojana_, «Patria del Friuli», 19, XII,
1908; — LORENZI (A.), _Intorno alla caratteristica idrografica
della pianura pedemorenica del Friuli_, «Riv. Geogr. It.», 1909; —
FRATINI (F.), _L'acqua della falda acquea sotterranea del Torre
raccolta con speciale galleria filtrante per l'acquedotto di
Povoletto. L'acqua ecc. per l'acquedotto di Segnacco_, «Mondo
Sotterraneo», 1909; — MARINELLI (O.) _Les conditions hydrologiques
du Frioul_, «La Géographie», XX. n. 2, 15 Agosto 1909.
[34] Qui si prescinde dalle condizioni artificiali create dopo la
costruzione del canale Ledra-Tagliamento di cui si dirà in
seguito.
[35] Che le condizioni idrologiche del campo di Osoppo sieno
identiche, come già s'avvertì nel capitolo precedente (pag. 37), a
quelle della pianura friulana, che esso riproduce in iscala
minore, risulta anche dal fatto ricordato dal Tellini, che «dove
esiste la presa del rio Gelato (vedi su di esso quanto si dirà in
seguito), approfondendo di qualche metro tubi di ferro, si ebbe
acqua saliente».
[36] I dati di lunghezza dei fiumi sono quasi tutti tratti dallo
scritto di G. Marinelli citato nella nota bibliografica, quelli di
aree dei bacini da varie fonti; solo nei casi in cui non si
trovarono siffatti elementi s'eseguirono misure col curvimetro e
planimetro sulle tavolette dell'Istituto Geografico Militare e
sulla carta austriaca al 75 mila. I dati risultano quindi poco
omogenei e di diverso valore, ma non credemmo prezzo dell'opera
rifare tutte le determinazioni, specialmente sapendo imminente un
lavoro simile da parte del Magistrato delle acque e ritenendo
sufficiente per lo scopo nostro l'approssimazione dei valori
accettati.
[37] Si badi che questi valori di portata rappresentano non solo
l'acqua che naturalmente raccoglie il Ledra, ma anche quella (meno
però di 1 mc.) che ad esso porta la roggia di Gemona, alla quale
si accennerà in seguito.
[38] Emissario del L. di S. Daniele è il così detto Repudio; degno
di nota è il fatto che questo durante i periodi di siccità,
anzichè uscire dal lago, v'affluisce, portandovi l'acqua del Toia.
[39] Si badi che sebbene il Torre abbia alveo che prosegue fino
all'Isonzo, non solo manca generalmente la continuità del corso
superficiale, ma è probabile, come notò il Tellini «che una parte
delle sue acque sotterranee prendano, come le rogge le quali ne
furono derivate, una via diversa da quelle di piena, cioè più
occidentale e vengano ad alimentare le sorgenti che nascono a
mezzodì di Palmanuova e che formano poi il fiume Ausa-Corno». Si
aggiunga che la continuità idrografica manca, non solo fra Torre
ed Isonzo (per circa 35 km.), ma anche fra Malina e Torre (per
circa 10 km.), fra Natisone e Torre (per circa 8), fra Corno di
Dolegnano e Judri (per circa 7), fra Judri e Torre (per circa 10).
[40] Il bacino del Torre a monte della sua confluenza col
Natisone, secondo i dati ufficiali austriaci, ha una estensione di
441 kmq.; l'intero bacino del Torre è, secondo la medesima fonte,
esteso 1105 kmq.
[41] Da qualcuno si ritiene però che il Torre a Tarcento in
siccità straordinarie sia sceso anche sotto 1 mc. per secondo.
[42] Si stima che questa portata abbia raggiunto il Torre a
Tarcento nella notte fra il 6 ed 7 ottobre 1909. La piena è stata
causata da un vero nubifragio limitato alla zona prealpina.
[43] Il bacino del Natisone a monte della confluenza col Torre,
ha, secondo i dati ufficiali austriaci, un'area di 337 kmq.