[44] Sulle piene più notevoli del Torre e del Natisone vedi:

CICONI (G. D.), _Sulle principali inondazioni del Friuli_, in

«Strenna Friulana» per l'anno 1855; _Antiche inondazioni in

Cividale_, «Foro giulio», numero unico a beneficio degli inondati,

11 nov. 1882, Cividale, 1882; DAL TORSO (F.), _Una inondazione del

Torre nel 1724_, «Pag. Friulane», VIII, 1895, pag. 97 e seg.

[45] Secondo i computi di G. Marinelli la lunghezza del Torre fino

alla confluenza del Natisone sarebbe di km. 49, anzichè 47 ed il

corso totale di 68.

[46] Secondo le misure di G. Marinelli la lunghezza complessiva

del Natisone (compreso il ramo sorgentifero iniziale, cioè il R.

Bianco) sarebbe di 60 km. Il R. Bianco è lungo effettivamente

circa 5 km.

[47] Col nome di Chiarò si designano due corsi d'acqua, cioè il

Chiarò di Torreano e quello di Prestento o Sclesò; qui ci si

riferisce al primo, come più importante.

[48] Tuttavia fra Caporetto e Gorizia la pendenza del fiume non è

maggiore in media del 4 per mille, inferiormente è di poco più

dell'1 per mille.

[49] Secondo i dati del Servizio Idrografico austriaco il bacino

dell'Isonzo sarebbe esteso: a monte della confluenza con l'Idria

kmq. 630, a monte della confluenza del Torre 2290 kmq., alla foce

3457 kmq. Il bacino complessivo del Tagliamento secondo i dati

ufficiali italiani ha un'area di 2390 kmq.: quindi è molto meno

esteso di quello dell'Isonzo.

[50] Nel capitolo precedente (pag. 29 e pag. 33) fu già data la

bibliografia relativa ai fenomeni carsici nella regione

considerata, e nella nota al principio di questo quella relativa a

sorgenti ed acquedotti; per quanto riguarda le grotte, si rimanda

da un lato agli scritti là citati e dall'altro alle indicazioni

che relativamente ad ogni singola caverna saranno date nella parte

speciale di questa guida. Fin d'ora però si ricordano, per

l'importanza loro: TELLINI (A.), _Peregrinazioni speleologiche in

Friuli_, «In Alto», 1898-99; — COPPADORO (A.), _Le due Maseriate_,

Ivi, 1899; — MUSONI (F.), _La Velika Jama_, «Mondo Sotterraneo»,

1905; — DE GASPERI (G. B.), _Visite ad alcune grotte_, Ivi, 1908;

— GORTANI (M.), _Avanzi di mammiferi rinvenuti in alcune grotte

friulane_, Ivi, 1908; — DE GASPERI (G. B.), _La grotta di

Vedronza_, Ivi, 1909; _Cret dal Landri_, Ivi, 1909; _La base da

l'Ors_, Ivi, 1909.

[51] Nelle eccezionali può scendere fino ad 8, mentre può salire

forse a 50 ed oltre nelle piene.

[52] Tuttavia da sorgenti che sgorgano nella cerchia morenica fu

derivato il vecchio acquedotto di Udine e quello di

Feletto-Umberto. Il primo, che ha la presa nei pressi di Lazzacco,

ora è quasi abbandonato; il secondo, che s'inizia sulle colline di

Leonacco superiore, funziona ancora; ma manca d'acqua nei periodi

più caldi e meno piovosi dell'anno.

[53] La prima proposta di incanalare le acque del Ledra e del

Tagliamento per l'irrigazione delle aride pianure del Friuli fu

fatta nel 1457 dal nobile Nicolò di Maniago al consiglio minore di

Udine. Ma, come scrive G. Occioni Bonaffons, «quella volta il

Consiglio maggiore vi si oppose. Nel 1487 due luogotenenti

ripresero il progetto, e già erasi cominciata la escavazione,

quando il Parlamento della Patria, cioè la rappresentanza

provinciale, negò il suo voto all'opera benefica, e la Signoria,

sconfessando l'operato dei suoi luogotenenti, diede ragione al

Parlamento. Invece nel 1527, per la viva opposizione dei gemonesi,

non ebbe seguito un più modesto progetto, sebbene lo approvasse la

Signoria, presso la quale s'erano recati all'uopo il co. Gerolamo

Savorgnano e il dott. Giacomo Florio. Così passarono parecchi

lustri, finchè nel 1592 il famoso ingegnere militare e generale

delle artiglierie, conte Giulio Savorgnano, ripropose da Venezia

al consiglio della città di Udine la escavazione del canale, ma

anche questa volta senza esito alcuno. «Prima del moderno

definitivo trionfo della buona causa, il progetto, di cui è

parola, era stato rimesso in piedi nel 1666 dall'ingegnere

Giuseppe Benoni, e finalmente nel 1829 il professore Giambattista

Bassi ne fece lettura e proposta concreta all'Accademia udinese.

In proposito cfr. oltre gli scritti relativi ai moderni progetti

sul canale Ledra-Tagliamento citati in precedente nota

bibliografica: GIROLAMO SAVORGNANO, _Scrittura sull'incanalamento

del Ledra_, per Nozze Occioni-Crisicopulo, Udine, Seitz, 1876;

_Rapporto alla signoria di Venezia nel 1488 per l'alveo del

Ledra_, per Nozze Di Colloredo-Manin, Sandaniele, Pallarini, 1877;

_Atto sulla condotta del Tagliamento in Udine_, per Nozze De

Chantal-Braida, Milano, Rechieidei, 1884; MARCOTTI, _Il Ledra_, in

«Bull. Ass. Agr. Fr.», numero unico, nel 50º della fondazione,

Udine, 1895.

[54] Il canale principale del Ledra fino oltre la ferrovia a

mezzodì di Udine (distacco del canale di Castions) è lungo km.

34.7; la portata del primo tronco del canale principale è di mc.

17-1/2 e diminuisce man mano per modo che ad Udine è ridotta a mc.

4. Le derivazioni principali sono quelle di Giavons, di S. Vito di

Fagagna, di Martignacco, di Passons e di S. Gottardo. Quest'ultima

alimenta le così dette rogge di Udine e di Palma con 1/2 mc. per

ciascuna. A valle della ferrovia, dopo la derivazione di Castions,

il canale continua, col nome di canale di Palma, che a circa 5 km.

si divide nei due di Trevignano e di S. Maria.

[55] Si sta ora provvedendo al trasporto dell'attuale presa ad

Ospedaletto, con che lo sviluppo del canale sussidiario del Ledra

sarà aumentato di km. 2.3.

[56] «Annali del R. Istituto Tecnico di Udine», Serie II, anno

VII, 1889; anno XXIV, 1905. Udine, Tip. Seitz e Del Bianco.

[57] TELLINI (A.), _Sulle stazioni meteoriche nuove o riattivate

in Friuli_, «Bollettino Mensuale della Soc. meteorol. It.», nn.

11-12, anno 1903, Vol. XXIII, Torino, 1905.

[58] _Inverno_ si considera il periodo dicembre, gennaio,

febbraio; _Primavera_ marzo, aprile, maggio; _Estate_ giugno,

luglio, agosto; _Autunno_ settembre, ottobre, novembre.

[59] TELLINI (A.), _Carta delle pioggie nelle Alpi Orientali e nel

Veneto_, «Atti dell'Ist. Ven. di Scienze Lettere ed Arti», Anno

accademico 1904-05, Tomo LXIV, parte II, pag. 149 e _Carta delle

nevi delle Alpi Orientali e del Veneto_, Udine, 1905.

[60] Trattano della flora delle Prealpi Giulie: P. ARDUINO,

_Animadversionum botanicarum specimen alterum_, Venetiis, 1764; —

N. T. HOST, _Synopsis plantarum in Austria provinciisque

adiacentibus sponte crescentium_, Vindobonae, 1797; — [P. DE

SUFFREN], _Principes de botanique_ etc. Venise, 1802: — G.

MAZZUCATO, _Viaggio botanico alle Alpi Giulie_, Udine, 1811; — N.

T. HOST, _Flora austriaca_, Viennae, 1827-31; — KOCH, _Synopsis

florae Germanicae_ etc., Francofurti, 1836-39; — M. TOMMASINI,

_Ausflug auf den Berg Matajur_, «Flora», XXV, 2, 1842; — G. A.

PIRONA, _Florae forojuliensis Syllabus_, Utini, 1855; — G. A.

PIRONA, _Vocabolario botanico friulano_, Udine, 1862; — F. KRAŠAN,

_Beiträge zur flora der Umgebung von Görz_, «Oesterr. botan.

Zeitschr.», 1863-65; — R. DE VISIANI e P. A. SACCARDO, _Catalogo

delle piante vascolari del Veneto_, «Atti R. Istit. Veneto», (3)

XIV, 1868-69; — F. KRAŠAN, _Anschlusse an die Flora von Görz_,

«Oesterr. bot. Zeitschr.», 1870; — C. MARCHESETTI, _Una

passeggiata alle Alpi Carniche_, Trieste, 1877; — F. KRAŠAN,

_Vergleichende Übersicht der Vegetationsverhältnisse der

Grafschaften Görz und Gradisca_, «Oesterr. bot. Zeitschr.», 1880;

— A. KERNER DE MARILAUN, _Schedae ad floram exsiccatam

austro-hungaricam_, I-VII, Vindobonae, 1881-96; — T. CARUEL, _Note

di una corsa botanica nel Friuli_, «N. Giorn. bot. ital.», 1886; —

E. DE TONI, _Note sulla flora friulana_, I-II, «Cron. S. A. F.»,

1886-88; III, «Malpighia», 1889; IV, «Atti Acc. Udine», 1895; — F.

DEL TORRE, _Crittogame del Cividalese_, Udine, 1890; — P. BOLZON,

_Contribuzioni alla flora veneta_, I-XII, «Boll. Soc. botan.

italiana», 1896-1905; — A. FIORI, G. PAOLETTI, A. BÉGUINOT ecc.,

_Flora analitica d'Italia_, Padova, 1896-1908; — A. LORENZI, _Il

lago di Ospedaletto_, «In Alto», 1897; — P. BOLZON, _Supplemento

generale al Catalogo delle piante vascolari del Veneto_, «Atti R.

Ist. Ven.», (7) IX, 1897-99; — G. CRICHIUTTI, _Piante raccolte sul

M. Quarnan_, «In Alto», 1898-99; — E. POSPICHAL, _Flora des

Oesterreichischen Küstenlandes_, Leipzig, 1897-99; — A. LORENZI,

_Prime note geografiche sulla flora dell'anfiteatro morenico del

Tagliamento e della pianura friulana_, «Malpighia», 1901; — M.

GORTANI, _Sopra alcune forme di vegetali raccolte in Friuli_,

«Bull. Soc. Bot. ital.», 1903; — A. LORENZI, _Schizzo

fitogeografico della collina di Buttrio_, «In Alto», 1904; — A.

LORENZI, _La sorgente del Clapuçç presso Ruttars nel Coglio_, «In

Alto», 1905; — M. MINIO, _Erborazioni nel bacino medio del

Natisone_, «N. Giorn. bot. ital.», 1905; — A. BÉGUINOT, _L'area

distributiva di Saxifraga petraea_, «Atti Acc. Sc.

Ven.-trent.-istr.», 1905; — L. E M. GORTANI, _Flora friulana con

speciale riguardo alla Carnia_, Udine, 1905-06; — A. FIORI, A.

BÉGUINOT, R. PAMPANINI, _Schedae ad floram italicam exsiccatam_,

I-X, «N. Giorn. bot. ital.», 1905-08; — G. PAOLETTI, _La flora del

lago di San Daniele_, «Mondo Sotterr.», Udine, 1907; — G. V. BECK,

_Vegetationsstudien in den Ostalpen. I. Die Verbreitung der

mediterranen, illyrischen und mitteleuropäisch-alpinen flora im

Isonzo-Tale_, «Sitzb. k. Ak. Wiss. Wien», CXVI, 1, 1907; — G. V.

BECK, _Bemerkungen über Cerastium subtriflorum Reich. und C.

sonticum n. sp. aus dem Isonzotale_, «Oesterr. bot. Zeitschr.»,

1908. — Bibliografia e testo si riferiscono alle solo piante

vascolari, essendo le cellulari quasi del tutto ignote.

[61] Le 1250 specie di piante vascolari spontanee delle Prealpi

Giulie Occidentali sono i 71/100 di quelle viventi nell'intera

regione friulana (1762); le 500 varietà e forme sono invece appena

i 40/100 (in tutto il Friuli 1615). Tali cifre, che tolgo

dall'ultimo censimento delle piante friulane, compilato da mio

Padre e da me, non potrebbero oggi subire che modificazioni

lievissime.

[62] L'espressione non è esagerata, quando si rifletta che le 1250

specie segnalate con sicurezza in un territorio relativamente così

ristretto sono i 3/10 delle specie italiane, quali risultano dalla

_Flora Analitica_ di A. Fiori, G. Paoletti, A. Béguinot.

[63] Secondo il v. Beck, il Colle di Medea sarebbe occupato dalla

flora illirica, mentre la flora mediterranea comparirebbe in massa

sulle alture di Cormons, di Podgora e di Quisca (monte Sabotina),

ove secondo me non si hanno invece che relitti più o meno

numerosi. Non è qui il luogo di discutere tale questione; per ora

noto soltanto, a scanso di equivoci, che per vegetali

caratteristici della flora mediterranea intendo quelli propri di

tutti i littorali circummediterranei epperò anche della penisola

balcanica), mentre non posso considerare tali le piante che in

Italia si trovano comunemente anche nell'ambito della flora

submontana.

[64] Interessano la fauna del nostro territorio i seguenti

scritti: LAURENTI (I. N.), _Specimen medicum exhibens sinopsin

reptilium emendutam_. Vienna, 1768 (contiene forse le più antiche

notizie su anfibi e rettili delle Prealpi Giulie); — PRADA (T.),

_Catalogo dei gasteropodi terrestri della valle dell'Isonzo_,

«Giorn. dell'Istit. Lombardo», III, 1852; — PIRONA (G. A.), _Voci

friulane significanti animali e piante_, Udine, Tip. Trombetti e

Murero, 1853; — DE BETTA (E.), _Erpetologia delle provincie

venete_, Verona, 1857; — PIRONA (G. A.), _Animali_ [di Gemona e

distretto] nel Cap. IV della pubblic. «Gemona e il suo distretto»,

Venezia, 1859; — NARDO, _Prospetto sistematico degli animali delle

provincie venete_, «Atti Ist. Veneto», Venezia, 1860; — PIRONA (G.

A.), _Prospetto dei molluschi terrestri e fluviali finora raccolti

in Friuli_, «Atti dell'Istituto Veneto», serie III, vol. X, 1865;

— NINNI e SACCARDO, _Commentari della Fauna Flora e Gea del Veneto

e del Trentino_, Venezia, 1869; — DE BETTA (E.), _Malacologia

veneta_, «Atti del R. Ist. Veneto», vol. V. ser. III, 1870; —

PIRONA (G. A.), _Relazione intorno alla pesca di lago e di fiume

nella prov. di Udine_, «Annali del Min. di Agricolt.», vol. II, p.

I, pag. 538-568, Genova, 1874; — _La provincia di Udine sotto

l'aspetto storico-naturale_, «Cronaca del R. Liceo Stellini per

l'anno 1875-76», Udine, 1877; — ERJAVEC, _Molluschi della contea

di Gorizia_, 1877; op. riassunta dal KOBELT, _Studien zur

Zoogeographie_, 1897, pag. 293; — DE BETTA (E.), _Sulla Vipera

ammodite nell'Italia_, «Atti dell'Istit. Ven.», ser. V, Tomo V,

1879; — _Sulla distribuzione geografica dei serpenti velenosi in

Europa_, «Atti Ist. Ven.», ser. IV, Tomo VI, 1880; — CAMERANO

(L.), _Monografie dei rettili ed anfibi italiani_, pubbl. nelle

«Mem. della R. Accademia delle Scienze di Torino», tomi 35, 36,

37, 39, 41; — DE BETTA, _Terza serie di note erpetologiche_, «Atti

dell'Ist. Veneto», serie VI, tomo I, 1888; — _Sulle diverse forme

della Rana temporaria in Europa_, «Atti d. Ist. Ven.», 1885; —

NINNI (E. P.), _Sopra le Ranae fuscae del Veneto_, «Atti R. Ist.

Ven.», serie VI, Tomo III, 1885; — _Cenno critico sopra il

recentissimo scritto del Comm. De Betta sulle diverse forme_ etc.

«Atti Soc. Ital. di Scienze Natur.», vol. XXXIII, 1886; — VALLON

(G.), _Note sull'avifauna del Friuli_, «Boll. Società Adriatica di

Scienze naturali», IX, 2. 1886; — POLLONERA (C.), _Molluschi della

valle del Natisone_, «Boll. Soc. Malacol. Ital.», vol. XII, 1886;

— DE BETTA, _Sulla questione delle rane rosse in Europa_, «Atti

dell'Ist. Veneto», tomo V, serie VI, 1887; — PIRONA, _Nuove

catture di Vipera ammodite in Friuli_, «Atti Ist. Ven.», ser. IV,

vol. VI, 1888; — TACCONI (G.), _Le libellule del Friuli_, «Boll.

Assoc. Agr. friul.», Udine, 1888; — POLLONERA (C.), _Un nuovo

Zospeum italiano_, «Boll. d. Soc. Malacologica Ital.», vol. XVI,

1889; — SENNA (A.), _Escursione zoologica a due laghi friulani_,

«Boll. della Soc. Entomologica Italiana», 1890; — LESKOVIC (S.),

_La grotta di Villanova_, «In Alto», 1892; — MARIANI (F.),

_Contributo alla fauna del Friuli_ [Aracnidi], «In Alto», III,

1892; — TACCONI, _La fauna [del Canal del Ferro]. Guida del Canal

del Ferro_, p. 73-99, 1893; — LAZZARINI (A.), _Catalogo di

coleotteri friulani_, «In Alto», V e VI, 1894-95; — TELLINI, _I

pesci e la pesca d'acqua dolce in Friuli_, «Annali Istituto

Tecnico di Udine», XIII, 1895; — LAZZARINI (A.), _Catalogo di

ortotteri e neurotteri del Friuli_, «Pastorizia del Veneto», nn.

20-23, Udine, Doretti, 1886; — LORENZI (A.), _Una visita al

laghetto di Cima Corso_, «In Alto», Cronaca d. Società Alpina

friulana, Udine, 1896; — GLOWACKI (JULIUS), _Die Fischfauna der

Save und des Isonzo. Eine Studie über die Süsswasserfische unserer

Heimat_, «I. Jahresbericht des kk. Staatsgymnasiums in Cilli»,

Cilli, 1896; — LAZZARINI, _Anfibi e rettili del Friuli_, «Pagine

friulane», 1897; — LORENZI (A.), _Esistenza di una fauna profonda

nel lago di Cavazzo_, «In Alto», Udine, 1897; — _La fauna dei

laghi del Friuli_, «In Alto», Udine, 1897; — _Il lago di

Ospedaletto nel Friuli_, «In Alto», Udine, 1897; — TELLINI (A.),

_Il gabinetto di storia naturale del R. Istituto Tecnico «A.

Zanon» in Udine_, «Annali del R. Istituto Tecnico di Udine», serie

II, anno XIV, 1896; — LORENZI (A.), _Prime osservazioni zoologiche

sulle acque freatiche del Friuli_, «In Alto», 1898; — DE TONI

(E.), _Note sulla flora e fauna veneta e trentina_, «Atti

dell'Accademia di Udine», ser. II, anno V, 1898; — SCOTTI (L.),

_La distribuzione dei pesci d'acqua dolce in Italia_, Roma,

«Giornale italiano di pesca e acquicoltura», n. 1-6, 1898; —

POLLONERA (C.), _Intorno ad alcune conchiglie del Friuli_,

«Bollettino dei Musei di Zoologia ed Anatomia comparata di

Torino», n. 334, 1898; — LAZZARINI, _La fauna_ (della Carnia).

Nella «Guida della Carnia», I ediz., 1898; — TELLINI (A.),

_Peregrinazioni speleologiche nel Friuli_, «In Alto», Cron. Soc.

Alpina friulana X e XI, 1898-1899; — LORENZI (A.), _Note

zoologiche sul pozzo di Pozzuolo nel Friuli_, «In Alto», 1900; —

_Per la faunistica friulana: presenza in Udine dell'Orchestia

gammarellus_, «In Alto», 1900; — VALLON (G.), _Intorno alla nuova

specie di civetta scoperta nel Friuli_, «Atti Accad. di Udine»,

ser. 3ª, vol. VIII, Udine, 1901; — _Fauna ornitologica friulana_,

«Boll. Soc. Adriatica di Scienze Naturali», XXI, Trieste, 1902; —

LORENZI (A.), _La collina di Buttrio nel Friuli_, «In Alto»,

annate 1902, 1903, 1904 e particolarmente l'ultima; — _Alcune

notizie biologiche sul laghetto di Cornino_, «In Alto», 1904; —

FERUGLIO (G.), _Spelaeosphaeroma julium. Nuovo crostaceo isopodo

cavernicolo_, «Mondo sotterraneo», I, 1904; — POLLONERA (C.), _I

Zospeum italiani_, «Proteus», Rivista di Biologia sotterranea,

Bologna, 1905; — MEI (LEA), _Ortotteri del Friuli_, «Bollett. dei

Musei di zoologia ed anatomia comparata della Univ. di Torino», n.

510, vol. XX, 1905; — GORTANI (M.), _Saggio sulla distribuzione

geografica dei coleotteri in Friuli_, «In Alto». ann. XVI e XVII

(1905-1906); — GOZO (A.), _Gli aracnidi di caverne italiane_,

«Boll. Soc. Entomol. Italiana», XXXVIII (1906), 1908.

[65] Per ragioni di spazio, ometto i nomi degli autori: per comodo

degli studiosi, particolarmente dei principianti e dei dilettanti,

avvertiamo che per i mammiferi ci riferiamo al _Compendio della

fauna italiana_ dei prof. CAMERANO e LESSONA; per gli uccelli alla

seconda _Avifauna italica_ del GIGLIOLI (1907), per i rettili e

gli anfibi al DE BETTA e al CAMERANO e particolarmente al citato

_Compendio_, per i pesci alla fauna del CANESTRINI. Nella

bibliografia, che non è tutta quella consultata, per economia di

spazio, si evitarono inutili sfoggi di erudizione: un ricco elenco

bibliografico per i vertebrati del Veneto si troverà nella memoria

dell'ARRIGONI sulla fauna padovana («Atti della Soc.

Veneto-Trentina di Scienze Naturali», serie II, vol. II, fasc. I,

1895, pag. 44-81). Le specie di invertebrati sono seguite dal nome

dell'autore se per il Friuli sono inedite; negli altri casi, mi

riferisco ai lavori speciali sul Friuli citati nell'elenco, che in

ogni caso fu, di proposito, ristretto ai soli lavori puramente

regionali.

[66] Questo fatto è complicato nelle Prealpi nostre col generale

abbassamento dei limiti altimetrici delle specie animali e

vegetali componenti le attuali associazioni biologiche e

provenienti da centri dispersivi _ben diversi_, e con la presenza

di specie (piante, entomostraci, coleotteri e molluschi) propri

del versante alpino settentrionale. Che una specie animale o

vegetale sia un relitto glaciale non può stabilirsi se non con

l'attento esame delle affinità sistematiche delle aree di

distribuzione e dei centri di origine, dei documenti

paleontologici. Le difficoltà di distinguere tra i fenomeni di cui

si parla non sono nè piccole nè poche; ma non sarebbe questa una

buona ragione per confonderli insieme, classificando tra i relitti

glaciali delle specie schiettamente _pontiche_ o orientali solo

perchè trovate in luoghi poco elevati sul mare.

[67] Non ripetiamo qui le considerazioni svolte al cap. V, § 5

(«In Alto», 1904), della _Collina di Buttrio_. Un esempio di

minuta indagine entomogeografica, condotta con rigore di metodo, è

il citato saggio del prof. M. GORTANI.

[68] Intendonsi qui col nome di _edafiche_, per analogia con la

nomenclatura fitogeografica, le particolari condizioni locali

determinanti le stazioni delle specie, quali le qualità

fisico-chimiche del suolo, il nutrimento disponibile,

l'esposizione ecc.

[69] _Studi orografici nelle Alpi Orientali_, § 45 e 55. «Boll.

Soc. geografica Ital.», 1900.

[70] Vedi A. VIRÈ, «Bulletin du Muséum d'histoire naturelle»,

Paris, 1902, n. 2.

[71] Come si è già altrove avvertito qui si considerano

specialmente i cinque distretti di Cividale, S. Pietro, Tarcento,

Gemona e S. Daniele.

[72] Archivio di Stato di Venezia, Cod. Miscell., 125.

[73] Arch. di Stato, Cod. idem.

[74] _Bevölkerungsgeschichte der Republik Venedig_, Estr. dai

«Jahrbüchern für Nationalökonomie und Statistik», Jena, 1889, pag.

13.

[75] Queste cifre sono ricavate da una _Relazione anonima della

Patria del Friuli_, Arch. di Stato in Venezia, Segreta, Filza 49.

Cifre poco differenti relative a singole località ci danno pure un

_Sommario delle città, castelli, ville et anime che sono in

terraferma sotto l'ill.ma Signoria di Venezia_ (senza indicazione

dell'anno, ma certo di quell'epoca) in un Codice Contarini della

Bibl. di S. Marco (Cod. ital. Cl. VII 924); inoltre tre Codici

Cicogna del Museo Correr, cioè 2177 (1880), 1316 (1440), 1315

(1070). Finalmente dati parte coincidenti, parte alquanto

differenti dai sopraindicati ci dà un codice manoscritto della

Bartoliniana di Udine, senza data, nè autore, intitolato: _Elenco

delle ville e comunità della Patria del Friuli col rilievo delle

anime fatto nel 1548_.

[76] Le cifre relative al 1557 si trovano nella stessa precitata

_Relazione anonima_ ecc. aggiuntevi posteriormente, come provano

l'inchiostro e la scrittura differenti, da altro autore sui

margini delle singole pagine accanto ai dati del 1548,

trascrittivi pur essi.

[77] Relazione pubblicata per nozze Mangilli-Ronchi. Udine, Seitz,

1875, pag. 10.

[78] Intorno a queste relazioni scrisse: MARCHESI (V.), _Le

relazioni dei Luogotenenti della Patria del Friuli_. Udine, «Ann.

del R. Ist. tecnico», 1897. — Per ciò che riguarda le pestilenze

vedi: ALFONSO CORRADI, _Annali delle epidemie occorse in Italia

dalle prime memorie fino al 1850_, opera in VII volumi, con

appendice. Bologna, 1892.

[79] Tutte queste relazioni sono conservate unite in apposito

cartolario nell'Arch. di Stato in Venezia. _Relazioni. Collegio V

(Secreta) F. 49._ Parecchie di esse furono stampate in varie

occasioni: io le esaminai manoscritte per la comodità di averle

tutte insieme.

[80] Per queste notizie vedi le relazioni precitate dei

Provveditori di Cividale del Friuli all'Archivio di Stato.

[81] Circa il modo onde eran fatti i censimenti della Repubblica

veneta, vedi: BELOCH, _Bevölkerungsgeschichte_ ecc., cit.;

CECCHETTI (B.). _Delle fonti della statistica negli Archivi di

Venezia_, «Atti del R. Ist. ven. di Sc. Lettere e Arti», Serie IV,

vol. I, 1871-2; — CONTENTO (A.), _Il censimento della popolazione

sotto la Repubblica veneta_, «Nuovo Arch. Ven.», T. XIX, Parte I,

Venezia, 1906; — MORPURGO (E.), _Saggi statistici ed economici sul

Veneto_, Padova, Prosperini, 1868.

[82] I dati relativi al Friuli si trovano nel V volume delle

_Analisi di tutto lo stato della Serenissima Repubblica di

Venezia, comandata dell'ecc.mo Senato coi suoi decreti ed eseguita

dal Magistrato ecc.mo de' signori deputati ed aggionti sopra la

provisione del danaro, divisa in cinque volumi_. Venezia,

Stamperia ducale, 1768. Se ne conservano esemplari, di cui furono

impressi solo 7, alla Marciana e all'Archivio di Stato. Altre

numerazioni furono ripetute nei successivi quinquenni fino al

1790, ma di essi non si hanno che risultati riassuntivi per larghe

circoscrizioni, inseriti a penna sui formulari a stampa. Secondo

EMILIO MORPURGO (_Saggi statistici_, ecc., cit.), Cividale e

territorio nel 1795 contavano ab. 30609. Vedi anche ROMANIN,

_Storia documentata di Venezia_, vol. IX, documenti.

[83] Vedi _Anagrafi_ ecc. vol. V: Parrocchia SS. Gervasio e

Protasio: Comuni: Bergogna, Canal di Grivò, Cergneu di Sotto,

Cergneu di Mezzo, Cergneu di Sopra, Chialminis, Monteaperta,

Nimis, Remandolo, Taipana, Torlano, Val di Montagna: famiglie 178,

anime 991. — D'altra parte vedi: _Stato personale del Clero della

città e Arcidiocesi di Udine per l'anno 1908_. Udine, tip. del

Crociato, 1907, pag. 93. Parrocchia dei SS. Gervasio e Prot. Mm.

di Nimis: Nimis, Torlano e Valle Montana, Chialminis, Monteaperta,

Monteprato, Cergneu, Taipana: anime 8579.

Guida delle Prealpi Giulie Distretti di Gemona, Tarcento, S. Daniele, Cividale e S. Pietro · 第 24 / 26 段