sovrana la flora propria dei luoghi elevati, son però innumerevoli i
punti in cui essa manda lontane propaggini o ha lasciato sparse colonie.
Queste e quelle, per la loro frequenza particolare nei monti dolomitici,
si possono spiegare in gran parte con la facilitata discesa offerta da
simili terreni agli elementi microternaici; ma in parte devono l'origine
loro anche a un altro fenomeno. Tutta quanta la zona submontana, massime
nell'anfiteatro morenico del Tagliamento, è sparsa di vegetali
termofughi o psicrofili (propri delle regioni montana o subalpina), che
vi si trovano ora isolati, ora in gruppi e colonie anche assai numerose.
Quando si noti che fatti analoghi ci mostra altresì la pianura friulana,
e che perfino il nostro lido marittimo è abbellito da piante che hanno
sui monti la loro abitazione consueta, non si può disconoscere a tutto
ciò una causa comune. E tale causa va ricercata nella storia geologica
della regione, che nel quaternario antico fu invasa e ricoperta a lungo
da immensi ghiacciai.
Ma prima delle invasioni glaciali le nostre colline, lambite dal mare,
erano coperte da una flora di tipo piuttosto caldo; e questa flora,
benchè ricacciata e in massima parte distrutta nel periodo frigido, potè
in qualche punto meglio riparato resistere o rimmigrare più tardi.
Testimoni di tali vicende sono alcune specie schiettamente mediterranee,
che vivono tuttora sui colli di Quisca, Gorizia e Cormons, e per Albana,
Faedis, Tarcento si spingono fino a Gemona lungo l'antichissima costa
del golfo friulano.
VI.
LA FAUNA
Schizzo zoogeografico di ARRIGO LORENZI
=La conoscenza zoogeografica delle Prealpi Giulie=[64]. La fisonomia
delle diverse contrade della Terra dipende da un insieme di circostanze
esteriori, quali il profilo delle montagne, la colorazione del cielo, la
forma delle nubi, la trasparenza dell'aria, le piante e gli animali.
Così il modo di essere della natura esterna conduce la mente
dell'osservatore ad avvezzarsi e a certe formule definite della vita,
espresse da specie viventi in determinate condizioni, e a certi quadri
complessivi risultanti dal convegno delle dette specie in uno spazio.
Studiare, con la guida dei risultati della geografia fisica regionale,
una regione ristretta come sede della vita animale, cioè la costituzione
dei gruppi biologici della sua fauna nelle stazioni disponibili, le
correlazioni spaziali di queste e la reciproca distribuzione di quelli,
è il tema della zoogeografia speciale (regionale, locale), fondamento
primo e indispensabile per la soluzione di più generali e vasti problemi
sulla distribuzione della vita. Il metodo dello studio corologico delle
faune locali è simile a quello delle flore, ma non può dirsi ancora bene
stabilito.
Sin dalla metà del secolo scorso non mancarono tuttavia naturalisti che
si diedero a illustrare almeno parzialmente alcune faune locali, con
criteri topografici e geografici: ma questo indirizzo fu quasi del tutto
trascurato in Italia, dove gli zoologi più spesso attesero alle pure
determinazioni sistematiche, accontentandosi il più delle volte di
segnalare le specie in un catalogo. Per quanto riguarda il Friuli, un
primo breve sguardo sintetico alla flora e alla fauna si trova in una
pubblicazione del prof. G. A. PIRONA, al quale si deve anche un catalogo
di molluschi; dove di molte specie egli riferisce le condizioni di
dimora, senza però prendere in particolare esame la distribuzione
altimetrica, per cui allora mancava il sussidio delle carte topografiche
con piani quotati. Questo catalogo, non è ricco di località: servì
tuttavia a determinare il posto tenuto dalla fauna friulana nelle grandi
divisioni della regione paleartica; posto geobiologico intermedio,
precisato dalle ricerche posteriori, e che sembra anche confermato dalle
ricerche del GORTANI sui coleotteri e trova riscontro nella coesistenza
di elementi nordici e pontici nella flora.
=Caratteri zoogeografici generali delle Prealpi Giulie.= Cinque regioni
faunistiche abbastanza bene individuate s'incontrano in Friuli: la
germanica, l'alpina meridionale, l'alpina orientale, la carsica e
l'italica. Affinchè però non sia dato un valore troppo generale a tale
classificazione zoogeografica del Friuli occorrerà tener presenti le
grandi differenze che si verificano nella distribuzione geografica dei
vari gruppi del sistema zoologico, rispetto a molti dei quali si
richiedono ancora ricerche metodiche di specialisti.
I molluschi proprii dei paesi settentrionali d'Europa (come alcuni
_Limax_, _Conulus fulvus_[65], _Helix hispida_, _H. arbustorum_, _H.
ruderata_, _Balea perversa_, _Planorbis spirorbis_, _Pl. rotundatus_,
alcune _Limneae_, _Pisidium pusillum_) si trovano nelle Prealpi Giulie
insieme a specie della regione mediterranea (come alcuni _Zonites_,
_Pomatias_, _Cyclostoma elegans_, alcune _Clausiliae_, del qual genere
vi è gran numero di specie in Friuli e nelle contigue province
orientali) e a specie dell'Europa orientale (_Helix solaria_, _H.
candicans_, _H. austriaca_, _Bulimus quinquedentatus_, _Clausilia
filograna_). Altre specie sono invece ristrette all'Italia
settentrionale o alla regione alpina in senso largo: _Vitrina elongata_,
_Buliminus tridens_, _Helix personata_, _H. ciliata_, _H. fruticum_, _H.
intermedia_, _Clausilia ventricosa_, alcune _Pupae_ ecc. ecc. Il genere
_Horatia_, della penisola balcanica, è nella valle del Natisone
rappresentato da un particolare sottogenere (_Hauffenia_) che con _H.
Tellinii_ e _H. valvataeformis_ costituisce un notevole endemismo: anche
_Paludestrina forojuliana_ e _Acme Pironae_, come le due precedenti,
descritte dal dott. C. POLLONERA, sono proprie delle nostre prealpi. A
esse si possono aggiungere le specie cavernicole esclusivamente
friulane, che saranno nominate più avanti.
Siffatti convegni di forme provenienti da diversi centri dispersivi sono
il risultato di cause molto complesse, che agirono lungamente e
variamente, e per le quali la regione friulana assunse l'attuale
fisonomia fisica e biologica. Così, analogamente a quanto fu già
dimostrato per la flora friulana e dallo HEER per la flora e per la
fauna svizzera, la presenza di molluschi nordici nelle nostre prealpi,
ai quali si possono aggiungere alcuni coleotteri (_Harpalus
laevicollis_, _Oreina tristis_, _O. gloriosa_ ed altri) sembra non
potersi attribuire se non alle antiche glaciazioni, che della loro
esistenza, insieme alle morene ed ai massi erratici, lasciarono
testimoni piante ed animali che giustamente furono chiamati
_erratici_[66]. In complesso però l'epoca quaternaria è ben lungi dal
determinare un _hiatus_ tra la fauna attuale e le precedenti, colle
quali è intimamente collegata; la distribuzione di molti gruppi
zoologici inferiori risalendo a remoti periodi geologici. Ma non è
questo il luogo di trattare delle vicende geologiche e climatiche del
Friuli e delle ardue questioni zoogeografiche che vi sono connesse.
Ci limiteremo invece ad osservare come, assai meglio dei mobilissimi e
molto diffusi omotermi o dei pochi vertebrati eterotermi, a
caratterizzare nettamente la fauna locale servirebbero molti gruppi di
invertebrati che sono ricchi di specie, compiono movimenti più o meno
lenti e sono più intimamente legati ai molteplici fattori della dimora e
del clima. Li additiamo alle ricerche dei giovani alpinisti; per i quali
in queste pagine non intendiamo certo di presentare una sequela di tanti
nomi scientifici quante sono le specie del paese; bensì di tratteggiare
rapidamente, servendoci anche di qualche notizia inedita, le condizioni
di _habitat_; affinchè il dilettante o lo studioso, con la scorta della
bibliografia regionale, possa tener presente sotto quali condizioni varî
la distribuzione degli animali e delle loro comunioni, e quali, per
intenti così generali come speciali, siano le stazioni ove rivolgere le
ricerche[67]. E come l'artista getta su un foglio uno schizzo, qua con
linee nette e precise, là ancora incerte e indefinite, e attende un
miglior momento per la sua concezione, così la zoogeografia deve oggi
accontentarsi di trattare a grandi linee, e con diversa misura, dei
gruppi zoologici delle Prealpi Giulie, perchè non debba un giorno
pentirsi della smania di concludere.
=Zone ipsometriche e planimetriche. Gruppi biologici e loro gradi.=
Accanto a specie animali ristrette a determinate zone altimetriche dei
nostri monti, ve n'ha delle altre che si mostrano indifferenti a
condizioni di clima molto diverse. Di queste specie localmente estese,
citeremo alcuni esempi: la _Daphnia obtusa_, piccolo crostaceo, dagli
stagni presso Udine (m. 100) sale a m. 1702 sulle Alpi Gortane;
_Polyphylla fullo_, il grosso maggiolino marmorato, in Friuli vive tanto
nelle basse pianure quanto presso i ghiacciai del m. Canin (m. 2130); le
vitrine, piccole conchiglie sottili e pellucide, dalla pianura salgono
ad altitudini considerevoli, fino a strisciare sui nevai; l'ululone
_Bombinator igneus_ si trova nelle pozze di pianura e nell'alta
montagna; la lucertola, _Zootoca vivipara_ ha un'analoga distribuzione.
Ma simili casi di specie che si direbbero resistenti, perchè
ubiquitarie, non sembrano essere molti: in generale le parti alte dei
monti escludono molte specie delle regioni basse, talvolta sostituendole
con altre strettamente affini, sì da aversi anche, dal basso all'alto
una seriazione di forme affini (p. es. farfalle del gen. _Parnassius_);
in generale ogni specie ha un limite altimetrico superiore (e spesso
anche inferiore) cioè abita una determinata zona ipsometrica conveniente
alle sue esigenze biologiche, rispetto ai varî fattori climatici,
topografici ed edafici[68]. Questo in tesi generale: uno spigolo
montuoso sufficientemente alto, ha le sue falde fasciate da tali zone
ipsometriche della vita, che nelle Prealpi Giulie si presentano
nettamente nelle catene interne, nelle quali è spiccato il contrasto
biologico tra le parti più basse e le più elevate. Ma se consideriamo la
distribuzione della vita nell'insieme della regione montuosa qui
esaminata, vediamo che sulla ripartizione in zone altimetriche prevale
quella in zone planimetriche, dall'esterno verso l'interno, in
corrispondenza alle tre zone geognostico-tectoniche distinte dal prof.
O. MARINELLI[69]. Oltre alle molteplici azioni esterne attuali, entrano
a complicare la distribuzione altimetrica, togliendo anche ai limiti il
carattere della fissità rigorosa, le peculiari e svariatissime
attitudini biologiche delle specie (prima fra queste attitudini la
facoltà di moto), dipendenti dalle organizzazioni e funzionalità tanto
diverse per grado di complicazione e per varietà di adattamenti. Gli
aspetti di quel complesso poliedro che è la vita animale, non possono
restringersi in definizioni unilaterali dei limiti altimetrici o nel
semplicismo delle cause: la molteplicità e interferenza di queste, la
reciprocità fra esse e i loro effetti, esigono che nello studio delle
variazioni corologiche, come in quello delle somatiche, si tenga
presente e si scruti un gran numero di fatti. Diremo brevemente che
tutti gli animali, la cui esistenza è in qualche modo subordinata a
tutto un insieme di determinate condizioni esterne, variabili
essenzialmente nel caso nostro, con l'altitudine e dall'esterno
all'interno della regione montuosa, si daranno convegno nella stessa
zona, di cui si ripartiranno la dimora, formando così comunioni
(_biocenosi_), abbastanza ben definite da una sorta di equilibrio
biologico. Nelle Prealpi Giulie, in relazione allo stato attuale delle
nostre cognizioni e provvisoriamente, possiamo distinguere tre zone o
regioni corrispondenti a tre biocenosi fondamentali: 1º regione delle
colline pedemontane; 2º regione degli altipiani; 3º regione delle creste
o culminale. Nella prima comprendiamo non solo le vere e proprie colline
pedemontane, ma anche l'anfiteatro morenico del Tagliamento, e i rilievi
più bassi delle due zone interne; nella seconda oltre agli «altipiani
submontani» anche la zona delle medie altezze più interne, nella terza
le parti cacuminali delle montagne più elevate. Queste tre regioni
esprimono in modo sintetico un complesso di fattori climatico-edafici,
dai quali, perchè fissa al suolo, è influenzata intensamente la
vegetazione, con cui l'animalità vive, per così dire, consocialmente. La
regione delle colline corrisponde alla regione fitogeografica della
quercia, del castagno e dell'orno; quella «degli altipiani»
principalmente alla zona del faggio; quella culminale alla zona degli
arbusti alpini. In ciascuna regione ci accontenteremo di distinguere gli
animali terragnoli dagli animali acquatici, accennando, secondo
l'opportunità, alle distinzioni di gruppi biologici minori: nelle
biocenosi dei terragnoli potremmo distinguere i boschi fitti e radi, i
prati secchi e umidi, i greti asciutti e le rupi, tenendo conto della
insolazione, della ventilazione, ecc.; e potremmo passare a distinzioni
di terzo e quarto grado fino a considerare separatamente, per esempio,
nei boschi gli alberi, il sottobosco, il suolo; e poi le cortecce, i
tronchi infraciditi, l'_humus_, i muschii, i sassi smossi, i fiori, come
altrettante sedi particolari di insetti, miriapodi, onischi, aracnidi,
molluschi, con tutta la varietà più o meno legata a quelle condizioni
tanto speciali, di animali superiori, dalle vipere insidiose agli
uccelli canori. Altrettanto potremmo fare per la stazione acquatica e
distinguere non solo le acque stagnanti, le sorgive e le correnti, ma
dalle stazioni intermedie con le terrestri (terricoli, muscicoli,
limicoli) passare alla stazione riparia con le sue numerose gradazioni e
varietà, per considerare poi le acque libere in uria infinità di
contingenze. E, in tutte queste diverse condizioni di ambiente, vedremmo
animali fitofagi (p. es. di certe crittogame, di radici o tuberi, di
legno, di foglie normali o florali, di nettare, di frutti ecc.), animali
che tramano insidie, esercitano violenze sopra altri e li divorano,
animali che costruiscono difese contro i nemici, che si riparano contro
l'inclemenza delle stagioni, che presentano curiose armonie di
colorazione con l'ambiente, che sono gregarî o solitarî, che presentano
singolari fenomeni di sviluppo, che abbandonano i loro nati o invece li
guidano e li allevano, e via via, pur senza entrare a discorrere delle
specie men note o delle questioni meno facili di biologia. Ma non
occorre essere naturalisti, per veder subito la vastità e complessità di
tali quadri biologici, per i quali potrebbe essere insufficiente un
grosso volume.
=Zona pedemontana.= Nella regione _pedemontana_ comprendiamo le colline
più basse, dal Collio all'anfiteatro morenico, fino ai limiti della
quercia e del castagno che sono le essenze vegetali caratteristiche di
questa zona, limiti che qua non sono superiori ai 300 m. là possono
attingere i 600 metri. Notiamo subito che l'anfiteatro morenico, come si
distingue dai rilievi d'origine marina per la natura geologica e per le
condizioni topografiche che ne sono la conseguenza, e ha particolari
caratteri fitogeografici, così anche sotto l'aspetto faunistico, per
ripercussione delle predette circostanze, merita di essere considerato a
parte. Particolarmente le numerose basse raccolte d'acqua in diversi
stadî di evoluzione (laghi, pozze, torbiere) recinte dalle morene, assai
ricche di crostacei, insetti, molluschi e vertebrati acquatici, formano
un vero contrasto biogeografico tra la regione morenica e l'attigua
regione prealpina propriamente detta, priva, può dirsi, di cavità
limniche. Anche il lago di Ospedaletto, scavato nei calcari giuresi
dall'antico ghiacciaio, subito a nord dell'anfiteatro morenico, e di
carattere stagnale, può includersi nell'aggruppamento zoogeografico
delle colline glaciali.
Molte e svariate sono le forme riparie che trovano alimento e albergo
tra gli anfibiotici canneti marginali: le succinee, i carichii tra i
molluschi gasteropodi; esapodi quali parnidi, _Donacia sericea_,
_reticulata_, _typhae_, alcune larve di lepidotteri; efemere
_Libellula_, _Agrion_, _Lestes barbara_, _Diplax flaveola_, _Gomphus
vulgatissimus_ ed altri insetti le cui larve vivono nell'acqua; in
questa, tra le idrofite marginali, si agita un minutissimo microcosmo di
entomostraci, alcuni dei quali limicoli, di briozoi, vermi (naidi,
gordiidi) che darebbero molto da fare allo specialista. Sulle rive della
piccola pozza a nord di Ceseretto, origine di un ramo della Lavia, tra
le foglie infracidite raccolsi in dicembre il _Trichoniscus pusillus_
Bd. L., piccolo crostaceo isopodo. I coleotteri acquatici (_Diticus
marginalis_, _D. circumflexus_; _Graphoderes austriacus_, _Acilius
fasciatus_, _Hydrophilus piceus_, _Gyrinus natator_); e i rincoti
acquatici (_Corixa Geoffroyi_, _C. striata_ Latr., _Notonecta glauca_
Fab., _Gerris paludum_ Latr., _Gerris lacustris_ Latr.) sono cumuni
nelle pozze anche artificiali; coi gasteropodi dei generi _Limnea_,
_Paludina_, _Planorbis_, _Physa_; le bivalvi _Unio pictorum_ e _Anodonta
cygnea_ trovansi nelle maggiori raccolte d'acqua. Le acque delle
sorgenti e dei ruscelli limpidi albergano un'idracna (_Lebertia
insignis_), molti crostacei del genere _Gammarus_ assai diffuso in
Friuli dalla bassa pianura ai laghi alpestri; lungo le rive dei canali
un emittero (_Velia currens_ Latr.); i gammari si trovano anche nel
canale del Ledra, mentre l'_Asellus aquaticus_ preferisce acque lente o
stagnanti dove talora si trova in gran numero. Il lago torboso di San
Daniele ha un notevole specchio di acqua libera e una profondità
discreta, cosicchè offre albergo non soltanto a specie riparie, ma anche
a specie limnetiche (pelagiche): _Ceratium furca_, _Cyclops minutus_,
_Diaptomus gracilis_, _Bosmina longirostris_; mancherebbero, secondo il
Senna, le forme pelagiche tipiche. Il lago di S. Daniele alberga anche
parecchie specie di pesci: _Anguilla vulgaris_, _Tinca vulgaris_, _Alosa
vulgaris_, _Alburnus alborella_, _Scardinius erythrophthalmus_,
_Leuciscus Aula_, _Petromyzon Planeri_, _Squalius cavedanus_, _Cottus
gobio_, _Barbus plebeius_; alcune di queste, insieme a poche altre, si
trovano in altre acque dell'anfiteatro, che per la povertà di rivi
perenni esclude le specie che amano le correnti ricche e profonde. Il
fiumicello Ledra della pianura a nord dell'anfiteatro mette foce nel
Tagliamento e ne ricetta alcune specie (trota, temolo) che si pescano
anche nella derivazione. Il lago di Ospedaletto, pochissimo profondo e
ricco di idrofite, ha una fauna stagnale caratteristica. Compiono il
quadro delle stazioni acquatiche gli anfibi schiettamente acquaioli
(_Triton punctatus_ e _taeniatus_, _Rana esculenta_); accanto ai quali
possiamo porre quelli il cui sviluppo avviene nell'acqua e che abitano i
luoghi umidi (_Rana Latastii_, _Bufo cinereus_, _Salamandra maculosa_)
sono pure frequenti le biscie d'acqua (_Tropidonotus natrix_ e
_Tropidonotus tessellatus_). Stazionarie o di passaggio si notano
parecchie specie di uccelli che vivono lungo le ripe _Alcedo hispida_,
_Acrocephalus arundinaceus_ e parecchi trampolieri o che hanno speciali
disposizioni per il nuoto come le anitre selvatiche e i tuffetti.
Nella regione eocenica le stazioni d'acqua corrente (superficiali e
sotterranee) predominano sulle limniche, le quali si riducono alle
piccole bassure paludose, prive di torba, alla periferia dei colli e
alle pozze artificiali che in molti luoghi, specialmente nel Collio ed
altri punti della zona marnosa, suppliscono alla deficienza di sorgenti
e di pozzi. Il ciprino dorato della Cina (_Carassius auratus_) si è
acclimato qua e là negli stagni della regione eocenica; presenta un
grande numero di variazioni. Tra le specie legate alla presenza delle
acque nella regione pedemontana ricorderemo _Rana agilis_, e _Bufo
viridis_, specie questa in Friuli, a quanto pare, piuttosto rara, mentre
è comune in altre province del Veneto.
I luoghi ombrosi ed umidi sono generalmente la dimora di molti molluschi
terrestri; alcune specie però si trovano anche sulle rupi soleggiate,
come _Helix (Xerophila) unifasciata_, _H. obvia_, _Pupa secale_,
_Clausilia binotata_. Nella zona pedemontana è notevole il fatto che
alcune specie di molluschi rimangono confinate nelle colline eoceniche
fra Natisone e Isonzo, mentre altre si trovano nell'area occidentale
dalla valle del Cornappo o del Torre all'anfiteatro morenico: facendo
attenzione alle molte località date dai cataloghi, sembra risultare che
le forme nordiche ed alpine si presentino specialmente nella regione
morenica. Invece le specie politiche e nordorientali vivrebbero nella
plaga più a levante: nel bacino Torre-Natisone passerebbe pertanto una
linea zoogeografica importante, come termine d'area di specie orientali:
analogamente sulla collina di Buttrio passa il limite occidentale della
_Hacquetia Epipactis_, pianta della regione pontica. È un fatto che
merita ulteriori ricerche.
Lasciando ciò che si riferisce alla distribuzione orizzontale, per
riguardo a quella verticale diremo che la regione pedemontana ha molte
specie d'insetti comuni con la pianura. Ne fanno fede, tra i
lepidotteri: _Papilio Podalirius_ L., _P. Machaon_ L. (che sembra
elevarsi più del precedente), _Aporia crategi_, varie _Pieris_, _Colias
Edusa_ Fabr., _Polyommatus virgaureae_ L., _Tecla rubi_ L., _Lycaena
Icarus_ Rott., alcune _Vanessae_ (_atalanta_, _antiopa_, _urticae_).
Invece _Anthocharis cordamines_ L., _Leucophasia sinapis_ L., _Colias
Hyale_ L., _Rhodocera rhammi_ L., _Polyommatus Phleas_ L., _Erebia
Medea_ W. V., _Epinephele Janira_ L. si spingono alquanto al di sopra
della regione pedemontana, la quale rispetto alla montana, non presenta
neppure riguardo ai coleotteri, secondo il Gortani, nette differenze. I
boschi sono poveri di coleotteri, le ricche associazioni di coleotteri
floricoli della pianura si riscontrano anche nei prati secchi delle
colline pedemontane, dove si notano quasi gli stessi neurotteri ed
ortotteri: lo studio accurato della dott. Mei si riferisce tutto alle
prealpi Giulie da Gorizia a Gemona, ma il numero delle località e delle
specie non permette conclusioni di corologia altimetrica. Tra i fiori
pratensi ronza una schiera svariatissima di insetti d'altri ordini, dei
quali finora si sa assai poco: l'entomologia friulana, considerata non
come un'arida ricerca fatta con criterî da raccoglitore di francobolli,
ma intesa sotto il duplice aspetto corofenologico offre un campo
interessantissimo quasi del tutto inesplorato.
La fauna pedemontana dei vertebrati oltre ai pesci ed anfibi già
nominati, annovera alcuni rettili, dei quali si dirà più avanti, e
parecchie specie di uccelli, sedentarie (come _Accipiter nisus_,
_Syrnium aluco_, _Corvus corone_, _cornix_, _frugilegus_); estive
(_Coracias garrula_, _Oriolus galbula_, _Iynx torquilla_, _Silvia
nisoria_, _Lanius rufus_, _Columba oenas_, _livia_ ecc.). Alcune altre
come _Garrulus glandarius_, _Picus major_, _Sitta europaea_, _Parus
major_, _P. coeruleus_, _Turdus viscivorus_, _musicus_, _Fringilla
coelebs_, _Ligurinus chloris_; _Hirundo rustica_, _Muscicapa grisola_,
_Lanius collurio_, _Columba palumbus_ ecc. si trovano anche nella
regione montana. Dei mammiferi si dirà complessivamente trattando di
quest'ultima.