MAURIZIO
_(andando verso il fondo)_ Donna Claudia! Non vi scalmanate così,
benedetto Dio! È aria di raffreddori!
ROSALIA
_(a Maurizio)_ È buona come la Madonna la vostra signora. Ve la possiate
godere per cento anni!
MAURIZIO
Auff!
ROSALIA
_(va via ripetendo_:) Cattivacci! Cattivacci!
MAURIZIO
Per quest'altra, io sono addirittura il marito!
TERESINA
Che aspettate per sposarla?
MAURIZIO
Sta zitta tu, non m'irritare.
TERESINA
Quando non avevate voglia di sposarla, non dovevate essere così
imprudente!
MAURIZIO
Fammi la grazia, Teresa: vattene in cucina!
TERESINA
Ho da sparecchiare.
MAURIZIO
Non vedi che la signora ha da mangiare ancora la carne?
TERESINA
Non la mangerà più. Siete voi che le fate perdere l'appetito.
MAURIZIO
Non irritarmi, Teresa, e non mi ballare dinanzi agli occhi, chè mi si
aggrava il mal di capo. Ho due chiodi qui! _(Si tocca le tempie.)_
TERESINA
_(portando via il piatto con la carne)_ Se fossi stata io....
MAURIZIO
Vattene in cucina!
TERESINA
Neanche un'unghia mi sarei fatta toccare! _(Esce a sinistra.)_
_La voce di_ CLAUDIA
_(chiamando)_ Maurizio!
MAURIZIO
_(rispondendo)_ Donna Claudia!
_La voce di_ CLAUDIA
Io vado a casa di Rosalia per vedere il piccino infermo. Volete venire?
MAURIZIO
Grazie, no.
_La voce di_ CLAUDIA
E la passeggiatina del dopo pranzo?
MAURIZIO
La faccio al coperto.
_La voce di_ CLAUDIA
Torno fra dieci minuti. Mi aspettate?
MAURIZIO
Vi aspetto.
_(Ancora più lontano, il gridìo dei bimbi.)_
_La voce di_ CLAUDIA
Che guerra che faremo se vi piglio!
SCENA V.
TERESINA, MAURIZIO, ALFREDO.
TERESINA
_(entrando in fretta)_ Signore! Signore! C'è un signore che vuol parlare
alla signora.
MAURIZIO
_(molto perplesso, tra sè)_ Dio mio! Sarà il dottor Berner. _(A
Teresina)_ Digli che la marchesa non è in casa, ma che torna subito. E
intanto può favorire, se vuole.
ALFREDO
_(dalla sinistra)_ Ti ringrazio del permesso....
MAURIZIO
_(vivamente sorpreso)_ Sei tu!
TERESINA
_(esce.)_
MAURIZIO
Io non potevo immaginare che fossi proprio tu.
ALFREDO
Io, al contrario, avevo immaginato di trovarti qui. _(Osserva i due
coverti)_ Non ti confondere, perchè, anzi, io ci contavo sulla tua
presenza. E il caso è stato provvidenziale. Sono giunto a pranzo finito,
e mia moglie è fuori. Ciò mi dà agio di parlare con te invece che con
lei. E sarà bene.
MAURIZIO
Tua moglie è andata a far visita alla massaia di questo podere. Ora te
la chiamo, la faccio venire, e io me ne vado in santa pace. _(Piglia il
cappello e s'avvia verso il fondo.)_
ALFREDO
_(fermamente)_ Tu non la chiamerai, e avrai la compiacenza di
ascoltarmi. _(Poi, con mitezza)_ Vedrai che ho avuto ragione di contare
su te.
MAURIZIO
_(resta titubante, interdetto.)_
ALFREDO
Siedi e stammi attento.
_(Siedono ambedue.)_
ALFREDO
Suppongo che tu sappia... che le pratiche per la separazione legale
saranno tra breve iniziate.
MAURIZIO
Lo so.
ALFREDO
Nè puoi ignorare che lo scopo essenziale a cui tende mia moglie con la
separazione non è davvero quello di sottrarsi alle formalità d'una
unione, la quale sarebbe diventata sempre più effimera. Ella vuole
sopprimermi ufficialmente come marito soltanto per sopprimermi come
padre. Ciò sarebbe evidente anche se ella non lo avesse più volte
affermato. E giacchè suo figlio, a quanto ella asserì con tanta
insistenza, non è mio figlio, io, a sangue freddo, non ho potuto che
accondiscendere al riscatto da lei sognato. In queste condizioni, il
separarsi legalmente non è un fine: è un mezzo. I termini sono
invertiti. Non è già che bisogna provare l'adulterio per separarsi; ma
bisogna separarsi per provare l'adulterio. Bisogna, cioè, procedere allo
scandalo d'una separazione per adulterio affinchè venga proclamato
dinanzi a lei, dinanzi a me, dinanzi alla società, dinanzi alla legge,
che io non sono il padre della sua creatura.
MAURIZIO
_(vivissimamente)_ Non avresti dovuto accondiscendere!
ALFREDO
Io ho avuto anzitutto l'intenzione di riconoscere tutta la nobiltà che è
nella sua monomania di madre.
MAURIZIO
Tu hai accondisceso quando hai perduto ogni speranza di riconquistare
tuo zio e quando, data la tua diffidenza, non vedevi nel figlio di tua
moglie che un cumulo di grattacapi.
ALFREDO
Ma sono state appunto la sua follia e la sua ostinazione che hanno
soffiato in quella diffidenza per mutarla in convincimento.
MAURIZIO
_(animandosi)_ Se tu fossi stato un uomo degno di lei....
ALFREDO
_(interrompendolo con severità)_ Bada che non permetto a te di farmi
delle prediche!
MAURIZIO
Sei tu che hai desiderato di parlare con me, e, adesso, perdinci, non
m'impedirai di dirti tutto quello che mi passa pel capo. Ah no! Non mi
trovi più disposto a farti da pertichino. Le vicende a cui ho assistito,
e nelle quali mi son trovato complicato per un capriccio del caso, mi
hanno scosso dal mio torpore e mi hanno costretto a _pensare_ e a
_sentire_, rivelando alla mia coscienza un'anima non completamente
frigida e un cervello non completamente fossilizzato. Se tu fossi stato
un uomo degno di lei, ella non avrebbe mai concepita l'idea di
emancipare la sua maternità e di staccare radicalmente da te la sua
creatura. Visto che la maternità è stata l'idea e la meta della sua
esistenza, ella non poteva tollerare, nel fatto compiuto, l'intervento
di un uomo che non aveva avuta nessuna qualità per esserle marito, che
aveva dubitato di lei come una sgualdrina e aveva aspettata la nascita
di un figlio, magari adulterino, per farne lo strumento della sua
venalità. L'orrore suscitato in lei dalle miserie di cui tu minacciavi
il suo altare, ha spinto il suo culto sino al fanatismo, ha spinto il
suo attaccamento sino all'ebbrezza di credere e mostrare che la
paternità è un incidente del tutto trascurabile e che su questo mondo,
al cospetto dei figli, non ci sono che delle madri! Ella non è soltanto
la donna che procrea ed è felice di procreare come tante altre. No!
_(Eccitandosi e commovendosi)_ Ella è la personificazione imponente e
raggiante della maternità; e, nel fenomeno singolare della sua
meravigliosa monomania, si concentrano, allo stato acuto, gl'istinti, i
diritti, le aspirazioni, le passioni, le gelosie e le cupidità divine di
cento madri unite in una madre sola! _(Pausa. Indi, cambiando tono, ma
avendo ancora nella voce l'emozione dell'animo)_ Una volta, forse,
avresti riso sentendomi parlare così; e ne avrei riso certamente io
stesso. Ora, non ne ridiamo più nè tu nè io. Ma... siccome mi accorgo
di... di avere un po' scantonato, me ne dolgo assai con me stesso... e
ti prego di continuare il tuo discorso, liberamente. Continua, continua.
_(Un silenzio.)_
ALFREDO
_(che lo avrà ascoltato acutamente e ne avrà osservato il contegno,
sentendo anche lui una vaga commozione insolita, ha ora un accento meno
freddo e più piano e lievemente angoscioso.)_ Le tue parole mi fanno
approfondire anche di più la gravità di ciò che sto per dirti. Io ne ho,
in questo momento, una sensazione complicata, che mi paralizza, che mi
turba. Vorrei ignorare. Vorrei tacere. Ma il tacere oggi con te non
farebbe che privar lei della tua assistenza.
MAURIZIO
Della mia assistenza?!
ALFREDO
Sì, dell'assistenza con cui tu, dandole un triste annunzio, potrai
cercare d'attenuarne, in certo modo, l'impressione.
MAURIZIO
_(impallidendo)_ Tu mi spaventi!
ALFREDO
Una circostanza inaspettata elimina la necessità dello scandalo a cui
già mi disponevo. Mia moglie ed io avevamo stabilito di provare in
tribunale non solo l'adulterio ma anche le sue conseguenze per ottenere,
comunque, legalmente, la sua completa indipendenza di madre. Orbene, non
c'è più scopo alcuno per cui io debba sobbarcarmi alla umiliazione
pubblica del marito ingannato....
MAURIZIO
_(ansioso, febbrile)_ Ma parla, finalmente! Non commentare! Qual'è
questa circostanza inaspettata?
ALFREDO
Il dottor Berner ha creduto suo dovere di rivelare a me, marito di
Claudia, ciò che egli ha constatato dopo una indagine scrupolosamente
eseguita.
MAURIZIO
Parla!
ALFREDO
Questo figlio non potrà nascere!
MAURIZIO
Che dici?
ALFREDO
Per un fatale contrasto della natura, il concepimento medesimo che
Claudia invocò ha rivelato, nell'organismo di lei, il mal di cuore, a
cui deve cedere la sua ambizione materna!
MAURIZIO
_(al massimo dell'ansia, incalzando)_ Ma che dici?!
ALFREDO
Dico che se ella non vi rinunziasse, il suo male si aggraverebbe
inesorabilmente per ucciderla e che in questi casi non c'è neppure da
scegliere tra la vita della madre e la vita del figlio. O sottrarre alla
catastrofe quella di lei, o perderle tutt'e due. E quindi la scienza
vuole che s'affretti il sagrificio del figlio per salvare la madre!
MAURIZIO
_(con uno scatto violentissimo)_ Tu menti!
ALFREDO
_(levandosi)_ Maurizio! _(Breve pausa. Indi, con dolorosa malinconia)_
Io non so con esattezza quale sentimento faccia velo al tuo senno e ti
spinga ad abusare della mia posizione.... Non mi riescirebbe difficile
trovare nei tuoi eccessi la conferma... di molte cose. A che servirebbe?
Io non spero di rifarmi una forza morale. Discendo per la mia china
senza neppur tentare di retrocedere, e non mi resta che aggrapparmi a
qualche cespuglio per rendere la discesa meno rapida e meno rovinosa. Ma
non ho mentito. Potrei dartene subito le prove, perchè posseggo,
sigillata, la dichiarazione precisa e solenne del dottor Berner, che
soltanto a Claudia spetta di leggere. Non avrei che a violarne il
sigillo. Non voglio farlo! Dandomi del mentitore, mi hai attribuito, in
sostanza, il tentativo di giungere indirettamente a un delitto enorme.
Io t'impongo... io ti supplico di non credermene capace.
MAURIZIO
_(annientato, attonito, può appena pronunziare qualche parola)_ Ho avuto
torto.... Te ne chiedo perdono.
_(Pausa.)_
ALFREDO
Concludiamo. Un'ora assai triste suonerà tra breve per Claudia. Sarà
necessario dapprima disporne l'animo nel modo più prudente, e poi
assisterla, confortarla, arrecare qualche sollievo al suo dolore
immenso....
MAURIZIO
_(assalito dal terrore)_ No, non posso, non posso!...
ALFREDO
_(sovraeccitato dalla tragedia imminente)_ E vorresti che la notizia le
giungesse all'improvviso, come una coltellata all'oscuro?
MAURIZIO
No!...
ALFREDO
Vorresti ch'ella fosse abbandonata alla sua disperazione e alla rudezza
scientifica del dottor Berner?
MAURIZIO
No!
ALFREDO
O ch'ella continuasse ad alimentare la sua illusione, affinchè, nel
momento dell'urgenza, il martirio le fosse inflitto più terribile e più
raccapricciante?
MAURIZIO
No! No!
ALFREDO
E allora perchè rifiuti?
MAURIZIO
Perchè non avrei il coraggio di veder soffrire quella donna come nessuna
donna ha mai sofferto.
ALFREDO
E avresti la fredda crudeltà di lasciar crescere di ora in ora le
proporzioni del supplizio sicuro?
MAURIZIO
Tu mi soffochi.
ALFREDO
_(energicamente)_ Io esigo che tu faccia quello che oramai cercherei di
fare anch'io se sapessi di essere la causa prima di questa catastrofe.
MAURIZIO
Ma dunque veramente m'accusi? Ancora m'accusi?
ALFREDO
_(offuscato, sconvolto)_ Io non ti accuso. Io non ti giudico. Io non
distinguo e non comprendo nulla. Io mi accorgo solamente che per la
prima volta in vita mia il mio cinismo m'abbandona[1].
[1] NOTA PER GLI ATTORI — Dalla battuta: «_No! non posso_» fino
a questo punto, il dialogo dev'essere affrettatissimo, febbrile.
_(Giungono la voce di CLAUDIA, che grida scherzosamente, e gli urletti
dei bambini di ROSALIA, che le fanno il chiasso intorno.)_
SCENA VI.
CLAUDIA, ROSALIA, MAURIZIO, ALFREDO.
_La voce di_ CLAUDIA
Corriamo, corriamo!... Chi mi vuol bene, appresso mi viene!
_(Risponde lo schiamazzo dei bimbi.)_
_(ALFREDO e MAURIZIO si guardano l'un l'altro negli occhi, quasi
interrogandosi a vicenda, e hanno lo stesso brivido.)_
CLAUDIA
_(attraversa il pergolato, facendo le viste di correre, seguìta a poca
distanza dai bambini vocianti, inebriati dal giuoco.)_ Corriamo!
Corriamo!
_La voce di_ ROSALIA
_(in gran lontananza)_ Attenti per il pozzo, ragazzi, attenti per il
pozzo!
_La voce di_ CLAUDIA
Di che avete paura, Rosalia? Il parapetto è alto....
_La voce di_ ROSALIA
Ma saltano come i grilli questi diavoloni.
_La voce di_ CLAUDIA
Hopplà, hopplà....
_La voce di_ ROSALIA
Non ve li toglierete più d'attorno, signora bella!
ALFREDO
_(paurosamente a Maurizio)_ Mi ha visto?
MAURIZIO
No... non credo.
ALFREDO
_(in fretta prende il cappello, avviandosi verso la porta a sinistra.)_
MAURIZIO
Non fuggire così! Se ella ti scorgesse....
ALFREDO
Non mi scorgerà.
MAURIZIO
La serva glielo dirà che qualcuno è stato qui.
ALFREDO
Dovrai dirglielo anche tu che ci sono stato.
MAURIZIO
Appunto per questo la tua fuga è inutile.
ALFREDO
Lasciami andare....
CLAUDIA
Hopplà, hopplà!... Siamo arrivati. _(Entra tutta agitata, tenendo in
mano un ramo fronzuto, rossa in viso, ansimante, i capelli in disordine,
le pupille risplendenti; e, nel vedere il marito, lo apostrofa con
festosa ironia:)_ Oh oh! Quale apparizione!... _(Senza fermarsi, tutta
affaccendata, apre la credenza.)_
ALFREDO
_(si ferma.)_
_La voce di_ ROSALIA
Luigino! Totò! Nanuccia!... Subito qua!
CLAUDIA
No, no, un momento.
_(I bimbi sono comparsi sotto il pergolato e son rimasti aggruppati,
mezzo nascosti nel verde.)_
CLAUDIA
La signora bella vuol dare le cose buone ai diavoloni. _(Prendendo dalla
credenza una_ bomboniera, _parla a Maurizio)_ Sono ancora i vostri
bonbons: quelli dell'altro jeri. Devono essere igienici!
_(MAURIZIO ed ALFREDO la contemplano con profondo strazio.)_
CLAUDIA
_(torna all'aperto, si accosta ai bambini e distribuisce i_ bonbons) Due
a te, due a te, due a te, e uno — uno solo — per il fratellino malato.
_(Li bacia e li sospinge dolcemente.)_ A rivederci, a rivederci,
diavoloni cari.
_(I bambini spariscono.)_
_La voce di_ ROSALIA
_(lontanissima)_ Qua, Nanuccia! Qua, Luigino!
CLAUDIA
_(rientrando, a Maurizio)_ Voi direte che mi agito troppo. Ma siete un
ignorante. Il moto è indicatissimo. _(Ad Alfredo)_ E così, caro
marchese, a quale evento devo l'onore di questa visita? _(Porgendogli la
scatola scoverchiata)_ Volete?
ALFREDO
_(fa appena un gesto di diniego.)_
CLAUDIA
Io, sì. _(Mette in bocca un bonbon)_ A voi, Maurizio: servitevi, se è la
vostra ora per gli zuccherini, e riponete.
MAURIZIO
_(studiandosi di parer disinvolto)_ Vi servo. _(Esegue.)_
CLAUDIA
_(ad Alfredo, sempre con gaiezza di sovreccitazione)_ Del resto, proprio
in questi giorni io pensavo di offrirvi... un abboccamento. C'è più d'un
dettaglio importante su cui sarebbe tempo d'intenderci meglio. E se voi
mi avete prevenuta, io ve ne sono veramente grata. Intanto seggo...
perchè non ne posso più. _(Il suo volto ha i segni d'uno spasimo
passeggero. Si abbandona sopra una sedia. — Breve pausa.)_ Sedete anche
voi, vi prego. _(Ripigliando il tono allegro, nonostante la respirazione
asmatica)_ Parleremo come due vecchi amici. A condizione però che
smettiate quell'aria truce, che non vi sta bene. Capisco che dobbiate
adottarla per l'occhio del mondo; ma qui non c'è che Maurizio, e
Maurizio... è di famiglia. Cominciate voi? o comincio io?
ALFREDO
_(senza sedere — mendicando le parole)_ No, Claudia.... Io, che sono per
voi un estraneo e che tale mi sento di essere, non ho nulla a dirvi.
CLAUDIA
E la vostra visita?
ALFREDO
Convengo d'aver commesso un errore venendo qui.
CLAUDIA
Eppure, una ragione l'avrete avuta per venire.
ALFREDO
Sì....
CLAUDIA
Quale?
ALFREDO
_(smarrendosi)_... Cercavo di lui... di Maurizio....
CLAUDIA
Non potevate vederlo in città? Maurizio non abita mica in questa casa.
ALFREDO
Ed è perciò che ho confessato d'aver commesso un errore.
CLAUDIA
Per altro, se venivate precisamente qui per trovar Maurizio, sapevate
bene di non trovarlo solo.
ALFREDO
È vero.
CLAUDIA
Sicchè avevate stabilito di parlargli dinanzi a me.
ALFREDO
Forse....
CLAUDIA
Il vostro _forse_ non ha senso comune. Non avete che a rispondere o
francamente _sì_ o francamente _no_.
ALFREDO
Ebbene, sì, dinanzi a voi volevo parlargli....
CLAUDIA
Dunque,... si... trattava di me.
ALFREDO
_(sempre più imbarazzato)_ Si trattava anche di voi....
CLAUDIA
Ed avete già esaurito l'argomento?
MAURIZIO
_(intervenendo con uno sforzo)_ Sì, signora Claudia, abbiamo terminato.
CLAUDIA
Spero che mi farete sapere di che cosa vi siete occupati.
MAURIZIO
Lo saprete....
CLAUDIA
Io voglio saperlo subito.
MAURIZIO
Subito, non è possibile.
CLAUDIA
Ma che aspettate?
MAURIZIO
Prima di prendere una decisione, dobbiamo riflettere, dobbiamo
ponderare....
CLAUDIA
Voi due state per prendere una decisione che mi riguarda, una decisione
della cui importanza non dubito, visto che essa ha già fatto tacere i
vostri rancori e vi ha riuniti in una solidarietà così bizzarra, e io
dovrei ancora ignorare quel che mi preparate? _(Si leva. Guarda l'uno e
l'altro, cercando d'intuire, di capire, d'indovinare.)_
_(ALFREDO e MAURIZIO, pallidissimi, immobili, vorrebbero sottrarsi
all'intuito di lei, e non sanno.)_
_(Un silenzio.)_
CLAUDIA
_(con profonda trepidazione)_ Voi mi nascondete... una sventura?
_(Pausa.) (Si trasforma in viso e con una mano nei capelli pare che
voglia premere il cervello per fermarne il pensiero vertiginoso.)_ Ma di
quale sventura vi affaticate a ritardare l'annunzio? Di quale sventura
io vi sembro la vittima se fuori della mia persona, fuori della vita che
è tutta chiusa nella _mia_ vita, nessuna sventura può essere veramente
mia? _(Un altro silenzio.)_ Voi tacete come due colpevoli... come due
responsabili!... E allora... è una infamia quella che mi riserbate!...
ALFREDO
No, Claudia!
CLAUDIA
È un'infamia, sì, sì, è un'infamia di cui l'autore principale sei
certamente tu, giacchè tu sei il mio nemico!
ALFREDO
Non lo sono più, non saprei esserlo più.
CLAUDIA
_(con gli occhi fiammanti di odio)_ Tu, tu, la causa d'ogni male, la
minaccia d'ogni bassezza!
ALFREDO
Ah, Claudia! Con la ferocia del vostro sdegno voi mi strappate dal cuore
quel poco di bontà che mi pareva ci fosse entrata, non so come, non so
perchè, in un quarto d'ora vissuto in questa casa. Sarebbe stato molto
meglio che me ne fossi allontanato prima che voi arrivaste.... E non ci
resterò più oltre per non esasperarvi maggiormente e per conservare, se
non altro, intatto, il ricordo di qualche cosa che m'è passata
stranamente per l'anima facendomi soffrire... e facendomi del bene!
_(Prende il cappello per uscire.)_
CLAUDIA
No, tu non mi lascerai sotto l'incubo di mille dubbi atroci!... _(Gli si
aggrappa addosso, trattenendolo)_ Dimmi tutto, dimmi tutto, te lo chiedo
in grazia, dimmi tutto!
ALFREDO
_(si ferma.)_
CLAUDIA
_(se ne distacca.)_
MAURIZIO
_(fa qualche passo verso di lui.)_
ALFREDO
_(a Claudia, con dolcezza e gravità)_ C'è una sventura che vi aspetta:
non un'infamia. Anche questa sventura, è vero, ha in certo modo un
responsabile, perchè tale è colui che vi ha resa madre; e la misteriosa
indipendenza della maternità nasconde nella vostra coscienza il suo
nome. Se il responsabile sono io, maleditemi! _(Commosso)_ Ma se
realmente non cade su me la funesta responsabilità, Claudia,... odiatemi
un poco meno! Il documento, che affido a Maurizio, vi dirà, a suo tempo,
che avete avuto torto di aggredirmi così. _(Cava in fretta di tasca una
busta sigillata e la porge subito a Maurizio.)_
MAURIZIO
_(va per impadronirsene, gridando:)_ Alfredo!
CLAUDIA
_(afferra il documento con un rapido atto felino)_ Mio!
ALFREDO
_(esce rapidamente.)_
CLAUDIA
_(in piedi, tremando come se il suo corpo fosse squassato dal vento,
lacera la busta, apre la carta e legge. A ogni parola, il suo volto
diventa più terreo, più contratto, più stecchito, e le sue pupille si
dilatano.)_
MAURIZIO
_(nel terrore e nella paura d'una crisi ferale, vigila le alterazioni
spaventose di lei.)_
_(Quando ELLA ha letto l'ultima parola, le sue pupille restano
spalancate in una fissità vitrea. La sua persona, ritta, irrigidita,
barcolla. — MAURIZIO corre a sostenerla, la trascina a una sedia, dove,
ella, inerte, si lascia adagiare.)_
_(Sipario.)_
ATTO QUARTO.
_La stessa scena. — È notte. — Sulla credenza un lume acceso. — La porta
che dà sul pergolato è aperta._
SCENA I.
ROSALIA, SUOR FILOMENA _e_ CLAUDIA
ROSALIA
_(È sola. S'inginocchia, e prega.)_ Madonna di Roccaromita, Madonna
santa e pietosa, Regina di pietà per tutte le mamme sante che soffrono,
per tutte le mamme che portano nel cuore la bontà e nelle viscere il
frutto che Dio ha destinato e il dolore che Dio ha comandato; Madonna
nostra benedetta dal Signore, benedetta in cielo e in terra, benedetta
dalle mamme poverelle che hanno partorito sopra letti di paglia e dalle
ricche d'ogni bene che hanno partorito sopra letti di penne e di seta,
benedetta da quelle che hanno vista la morte con gli occhi, benedetta da
quelle che hanno visto nascere il figlio in mezzo alle rose; Madonna
santa e pietosa, Regina di pietà e di soccorso, soccorretela voi questa
signora bella, proteggetela voi questa signora buona, benignatevi di
darle la salute per lei e per l'angelo suo, e, se Dio non vuole così...,
benignatevi di darle la forza di soffrire! _(Resta inginocchiata, in
silenzio.)_
SUOR FILOMENA
_(sulla soglia della porta a destra. Sommessamente)_ Rosalia....
ROSALIA
_(levandosi)_ Eh?
SUOR FILOMENA
È rinvenuta. Ha chiesto da bere.
ROSALIA
Come Gesù sulla croce, Suor Filomena?
SUOR FILOMENA
Presto, dell'acqua, per favore.
ROSALIA
Vi servo.
SUOR FILOMENA
_(sparisce)_
ROSALIA
_(prende un bicchiere e il lume, si accosta al pozzo, e, dalla secchia
che è sul parapetto, versa l'acqua nel bicchiere. Ritorna. Rimette il
lume sulla credenza. Va alla porta a destra e, sottovoce, chiama:)_ Suor
Filomena!
SUOR FILOMENA
_(rientra.)_
ROSALIA
_(dandole il bicchiere colmo)_ Se poteste metterla a letto....
SUOR FILOMENA
Lo so. Ma non vuole. _(Via.)_
ROSALIA
_(resta presso la porta in ascolto.)_
_La voce di_ CLAUDIA
_(piena di paura)_ Non ancora! Non ancora! Aspettate!
_La voce di_ SUOR FILOMENA
Tranquillatevi. Sono io, sono io: Suor Filomena.
_La voce di_ CLAUDIA
I miei carnefici!
_La voce di_ SUOR FILOMENA
No, no!
_La voce di_ CLAUDIA
Sono di là!
_La voce di_ SUOR FILOMENA
No, signora Claudia....
_(Un silenzio.)_
ROSALIA
_(vedendo venire Claudia, si scosta e si rincantuccia in un angolo
oscuro come per nascondersi, guardando attenta e ansiosa.)_
CLAUDIA
_(in una vestaglia bianca, coi capelli sparsi sulle spalle, si avanza
rapidamente. Poi, non vedendo nessuno, si ferma rassicurata. È disfatta.
Gli occhi, dentro le orbite infossate, hanno una lucentezza fredda.)_
SUOR FILOMENA
_(la segue a distanza, vigile e serena.)_
CLAUDIA
_(a Suor Filomena, con una specie di dolce rancore)_ Voi mi seguite
sempre, Suor Filomena!... Sempre!
SUOR FILOMENA
_(con un gesto di umiltà devota, si scusa.)_
CLAUDIA
È questa la consegna?
SUOR FILOMENA
_(ha un altro gesto umilmente affermativo.)_
CLAUDIA
_(dopo una pausa)_ Non c'è il signor Maurizio?
SUOR FILOMENA
No, è andato via.
CLAUDIA
Da quanto tempo?
SUOR FILOMENA
Da circa cinque ore.
CLAUDIA
Così lungamente sono stata priva di sensi?
SUOR FILOMENA
_(attenuando)_ Eravate come assopita.
CLAUDIA
E dove è andato il signor Maurizio?
SUOR FILOMENA
In città.
CLAUDIA
Nel cuore della notte?
SUOR FILOMENA
Teresina gli ha potuto far trovare giù, in paese, una carrozza con due
buoni cavalli. E con la stessa carrozza egli sarà di ritorno, non più
tardi dell'alba.
CLAUDIA
Ve l'ha detto?
SUOR FILOMENA
Ne era sicuro.
CLAUDIA
Perchè così presto se tutto era stato fissato per mezzogiorno?
SUOR FILOMENA
In verità, il signor Maurizio s'è un po' impensierito della crisi; e
allora ha deciso di....
CLAUDIA
Di anticipare il martirio.
SUOR FILOMENA
No.... Di condurre subito qualche dottore....
CLAUDIA
Ho inteso: il dottor Berner con i suoi assistenti! _(Un silenzio.)_ Che
ora è?
SUOR FILOMENA
Sarà poco più delle quattro.
CLAUDIA
Quanto ci vuole per l'alba?
SUOR FILOMENA
_(reticente)_ Una mezz'ora, credo.
CLAUDIA
Mezz'ora! _(Riflette. Poi, di scatto)_ Non entreranno all'improvviso,
Suor Filomena?
SUOR FILOMENA