Certamente no. La porta di strada è ben chiusa. Il signor Maurizio dovrà

picchiare.

ROSALIA

_(timida)_ Picchierà tre volte, come al solito. Mi ha avvertito apposta

di non aprire se non sento i tre colpi alla porta.

CLAUDIA

_(che non l'aveva vista)_ Perchè sei qui anche tu?

ROSALIA

È il signor Maurizio che m'ha fatto chiamare. Ha voluto che Teresina se

ne andasse a casa. La poveretta cascava dal sonno.

CLAUDIA

Non voglio tanti guardiani! Va via! _(Quasi con asprezza)_ Tu hai i tuoi

figli che ti aspettano.

ROSALIA

Dormono tutti, signora bella.

CLAUDIA

_(più dolcemente)_ Non dài più latte al piccino?

ROSALIA

Sì, ma lui dorme come gli altri, adesso. È così tranquillo!

CLAUDIA

_(di nuovo con asprezza)_ Va via!

ROSALIA

_(rassegnata, obbediente, fa qualche passo verso il fondo. Indi, si

volta. Ha gli sguardi imploranti.)_

CLAUDIA

Vieni qua....

ROSALIA

_(le si avvicina, con le lacrime agli occhi)_ Signora bella!

CLAUDIA

_(prendendole le mani)_ Grazie, mia Rosalia! Lo so che vorresti

aiutarmi. Ma che puoi fare tu per me? Che puoi fare?

ROSALIA

Voi non volete che io resti qui, e non ci resterò. Passo un momento per

casa mia e poi andrò a pregare in chiesa. E sarà meglio. La chiesa

dev'essere già aperta, perchè si apre ogni giorno un'ora prima

dell'alba. Io ci entrerò ginocchioni, signora bella, e bacerò la polvere

della terra e la bagnerò di lacrime finchè avrò occhi per piangere, e

alla nostra Madonna dirò ancora con le parole e con l'anima tutto quello

che saprò dire, come se fosse per me stessa e per i figli miei!

CLAUDIA

_(impressionata, affettuosamente confidenziale)_ E che speri tu?

ROSALIA

È lei che ha salvata la vita di tante mamme!

CLAUDIA

La mia, pur troppo, non corre più nessun pericolo, Rosalia!

ROSALIA

È lei che ha salvata la vita di tanti figli!

CLAUDIA

Quando erano già nati!

ROSALIA

È lei che farà per voi il più grande miracolo suo!

CLAUDIA

_(esaltandosi ad un tratto pazzamente)_ Ah sì.... Il più grande! Il più

grande! Lo spero anch'io. Lo spero perchè lo voglio. È vero, è vero,

Rosalia! È vero!... Tu puoi aiutarmi. Tu sola, tu sola puoi! Va, va a

pregare per me.... Va a pregare per me! _(La sospinge verso il fondo. —

L'abbraccia e la bacia.)_

ROSALIA

_(esce.)_

SCENA II.

SUOR FILOMENA _e_ CLAUDIA.

SUOR FILOMENA

_(quasi immobile nella sua serenità semplice, osserva tutto e contempla

Claudia con intensità indagatrice.)_

CLAUDIA

_(diritta, con le braccia penzoloni, abbandonate nelle lunghe maniche

che le nascondono le mani, si aggira lenta per la camera, guardando

intorno come se cercasse qualche cosa. A un punto, si ferma, e, torcendo

il collo, fissa gli sguardi sul pozzo, che nella oscurità biancheggia

appena, come una tomba. Indi, con dissimulazione, distoglie dal pozzo

gli sguardi e si rivolge alla monaca con la voce tremante di palpiti)_

Suor Filomena....

SUOR FILOMENA

Signora....

CLAUDIA

Vorrei riposare.

SUOR FILOMENA

Vi gioverebbe.

CLAUDIA

Compiacetevi di prepararmi il letto.

SUOR FILOMENA

È già preparato.

CLAUDIA

Allora... vi prego.... Precedetemi.... Aprite le finestre.... Fate

entrare dell'aria.... Lì dentro non si poteva respirare....

SUOR FILOMENA

_(impallidisce. Ma non un passo, non un gesto.)_

CLAUDIA

Suor Filomena! Non mi avete udito?

SUOR FILOMENA

Sì.

CLAUDIA

Ebbene?

SUOR FILOMENA

_(con accento mite, ma fermo)_ Io non vi lascio sola, signora.

CLAUDIA

Per un istante....

SUOR FILOMENA

Io non vi lascio sola! _(Si accosta a lei amorosamente)_ Mettetevi a

letto, signora Claudia.

CLAUDIA

_(cupamente)_ No! _(Poi, con dolcezza, come per impietosirla)_ Non

volete concedermi un poco di libertà?

SUOR FILOMENA

Non devo.

CLAUDIA

Siete il mio carceriere?

SUOR FILOMENA

Sono la vostra infermiera.

CLAUDIA

Se foste la mia amica!...

SUOR FILOMENA

Sono la vostra amica, anche.

CLAUDIA

Non è vero.

SUOR FILOMENA

Perchè?

CLAUDIA

Perchè non sapete... non potete sapere!

SUOR FILOMENA

Io so quanto mi basta per esservi amica.

CLAUDIA

Non potete sapere!

SUOR FILOMENA

Io so che lì, nell'ombra, quel pozzo vi attira come un rifugio, come un

asilo di salvezza. So che in questo momento un solo pensiero vi possiede

e v'invade tutta, ed è il pensiero di sottrarvi al martirio!...

CLAUDIA

Ma non è concesso a voi di misurare l'immensità di questo martirio!

SUOR FILOMENA

Nei panni dell'umile suora che vi sta davanti c'è una donna, signora; e

sono i suoi dolori di donna, i suoi dolori più profondi e più umani che

hanno dato alla povera suora il privilegio di comprendere e soccorrere i

dolori altrui.

CLAUDIA

Voi, dunque, mi comprendete?

SUOR FILOMENA

Sì.

CLAUDIA

Mi comprendete e m'impedite di morire?!

SUOR FILOMENA

Sì.

CLAUDIA

E quale soccorso mi offrite?

SUOR FILOMENA

Nessun soccorso. Vi offro soltanto l'esempio di chi, probabilmente, ha

sognato come voi, di chi, come voi, avrà visto svanire fra le miserie

del mondo i suoi sogni più belli!

CLAUDIA

_(prorompendo)_ Lo vedete che siete tanto lontana da me?... Non è un

sogno il mio, non è un sogno, ormai. È una realtà. Voi non immaginate

neppure quale differenza ci sia tra il sogno che svanisce e la realtà,

la realtà concreta, materiale, palpitante, che si frantuma nel più vivo

della vita.

SUOR FILOMENA

Ma se è la morte che invocate!...

CLAUDIA

La morte, la morte appunto, prima che mi si strappi dalle viscere la mia

creatura!...

SUOR FILOMENA

E non sarebbe identica la rinunzia?

CLAUDIA

No, perchè la mia creatura verrebbe con me, perchè con me morirebbe,

della medesima morte, intendete?, nel medesimo attimo. Neanche Dio me la

potrebbe togliere più, e nessun possesso di madre sarebbe stato mai più

vero ed intero di questo! _(La stanchezza e le sofferenze incalzano; ma

ella, con lo sforzo della sua volontà indomabile, continua a parlare,

eccitandosi sino alla frenesia.)_ La sentenza pronunziata ieri dai tre

dottori, che vennero qui a torturarmi di nuovo, non era che la conferma

di quella, ben chiara, che per ordine del vecchio Berner era stata da me

letta fino da un mese fa. In questo mese, non mi si è mai sorvegliata

tanto severamente come da ieri vi ostinate a sorvegliarmi voi. Mi

sarebbe riuscito forse facile di sfuggire alla sorveglianza e di

finirla.... E non l'ho fatto. Non l'ho fatto perchè, in fondo,

m'illudevo. Mi sembrava di essere ancora abbastanza resistente.... Non

volevo, non volevo convincermi che si nascondesse in me una così

terribile rovina! Ma, da qualche giorno, mi sento peggio, Suor Filomena,

assai peggio, assai peggio!... Sono persuasa, oramai, che i dottori

hanno ragione. _(Come ossessionata)_ Fra pochi minuti, udremo bussare

alla porta!... Fra pochi minuti, verranno!... Verranno per dilaniarmi il

corpo e l'anima, per impossessarsi di mio figlio, per ucciderlo, per

mettere in salvo la mia vita!... Io sono perduta! Io sono perduta, Suor

Filomena, io sono perduta se voi non mi lasciate morire!

SUOR FILOMENA

Dio mio, datemi il potere di combattere contro questa sventurata!

CLAUDIA

_(gettandosi ai suoi piedi e a poco a poco lacrimando in una fiduciosa

effusione di dolore)_ Chiedetegli, chiedetegli piuttosto l'ispirazione,

il consiglio della carità che io chiedo a voi. Vi giuro di non esserne

indegna. Non sono stata una perversa, non ho veramente sentito odio per

chi mi ha tradita, non ho invidiato, non ho peccato nemmeno nei sensi,

perchè l'amore per l'amore non l'ho conosciuto.... Pensate che il

condannarmi a vivere sarebbe una crudeltà senza confronti! Io non vi

dico di restare qui a vedermi morire... no, no!... Lo so che questo non

è possibile.... Allontanatevi, dunque.... Io dichiarerò in iscritto di

avervi ingannata.... Dichiarerò di esservi sfuggita.... Implorerò il

vostro perdono.... E lo imploro anche adesso, anche adesso per le

torture che infliggo alla vostra coscienza.... Ma rispondetemi...

rispondetemi.... Commovetevi per me.... Non siate così spietata!... Non

siate così inesorabile!

SUOR FILOMENA

_(con desolazione)_ Io sono custode d'una legge che impone a noi mortali

di non disporre della nostra vita.

CLAUDIA

È della vita di mio figlio che io voglio disporre per impedire che ne

dispongano gli altri!

SUOR FILOMENA

È la stessa legge divina, mia povera martire, che non ve lo consente.

CLAUDIA

_(drizzandosi impetuosa in un repentino risveglio di energia)_ Ma chi

siete voi che credete d'intendere la legge divina? Essa è tutta qui,

qui, nel mio sangue, nella mia carne.... Io la sento! Io la sento!...

Essa mi sostiene... essa mi protegge... essa mi rende così forte che

nessuno in questo momento è più forte di me! _(Si slancia verso il

fondo.)_

SUOR FILOMENA

_(Sulla soglia, le sbarra il cammino con le braccia spalancate,

disegnando, nella penombra, la sagoma della croce)_ Dio mio, datemi il

potere di combattere contro questa sventurata!

CLAUDIA

Suor Filomena, io vi abbatterò se voi non mi lasciate passare!

SUOR FILOMENA

Sono forte e protetta anch'io, mia povera martire.

CLAUDIA

_(va fino a lei con le mani protese e minacciose. Non osa toccarla.

Retrocede. Si agita qualche istante per la camera, fremendo e

dibattendosi come in un delirio di ferocia. Si arresta col capo

arrovesciato in un atto d'invocazione e di volontà suprema, e rocamente

ruggisce:)_ Il mio stesso male mi aiuterà! _(Poi, con un grido

trionfale:)_ Sono io che posso ancora tutto! _(Si getta a terra bocconi,

disperatamente.)_

SUOR FILOMENA

_(dando un urlo di terrore, accorre. Si china su lei, le solleva la

fronte, la chiama:)_ Signora Claudia! Signora Claudia!... Signora

Claudia!...

CLAUDIA

Silenzio!... È la morte.

SUOR FILOMENA

_(silenziosamente la guarda.)_

_(L'Alba)_

CLAUDIA

_(sostenuta da Suor Filomena, erge un poco il torace. Boccheggia. Le

linee del volto si contorcono dolorosamente, ma i suoi occhi paiono

limpidi in una espressione di gioia.)_ Ho vinto!... _(Incrocia e stringe

le braccia sul petto.)_ Con me.... Con me.... _(Abbandona il capo. —

Muore.)_

SUOR FILOMENA

_(volgendo gli sguardi al cielo, serenamente)_ Accogliete, Signore,

queste due anime....

_(Tre colpi alla porta di strada.)_

_(Sipario.)_

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le

grafie alternative (subito/sùbito e simili), correggendo senza

annotazione minimi errori tipografici.

Maternità: Dramma in quattro atti · 第 5 / 5 段