1. Alla compiuta distruzione dell'impero germanico dopo la felice
resistenza della Prussia e la pace che le conservò la Slesia.
2. Alla distruzione del principio emesso nel trattato di Westfalia,
che l'equilibrio consistea nel proteggere i deboli contro i forti e
nell'evitare l'ingrandimento degli ultimi. La divisione della Polonia
fece violare il principio, e fu discussa la divisione dell'impero
ottomano. Si volevano evitare le guerre tra i forti che molto costavano
e poco fruttavano.
3. All'influenza della Russia e della Prussia sull'equilibrio europeo,
la quale aggiunta all'azione negativa che vi esercitavano per cause
diverse la Spagna e l'Italia, e allo stato di crisi in cui era la
Francia politicamente e militarmente considerata, faceva sí che il
settentrione dominasse il mezzogiorno e che i potentati che per lo
innanti camminavano in prima linea or secondassero.
4. Alla dominazione che esercitava l'Inghilterra come potenza marittima
e coloniale su tutto il globo.
5. Alla creazione del novello Stato americano che annunziava la vicina
caduta del sistema coloniale.
Ci pare aver risoluto il problema che ci eravamo proposto ed avere
compiutamente risposto ad ogni quistione. Questa vasta trasformazione,
che non toglie alla societá il suo carattere ma invece la rafferma in
esso, sorge dal modo di costituirla, dalle guerre, dal modo di farle e
prepara nuovi avvenimenti. Passioni ed errori han reso talvolta assai
dolorose anzi detestabili le guerre; ma esse nascevano dal principio
indicato di sopra che la conservazione delle societá dipende dal loro
progresso, e la ignoranza di una tal veritá precipita gli avvenimenti
a spese dell'umanitá.