Die _xviii_ d’aprile 1498.[907]

Io Frate Lucha d’Andrea della Robbia schrivo qui di mia mano quello

che io feci in Santo Marcho, e quello che io vidi fare agli altri;

cioè, che io quando e’ venne el popolo là, mi armai d’una meza testa e

una chorazina e una spada e una partigana per difendermi; dipoi presi

una rotella: e questo feci, perchè vidi fare agli altri. E quegli che

io chonobi si fu Lionello boni[908] e Francesco Davanzati, Iacopo del

Bientina, chon uno ischoppietto in mano, e Girolamo Gini chon arme in

mano, e uno che si chiama el Monacho; e Pagholo della Robbia armato

cholla choraza, meza testa, spada e partigana, dimolti altri armati,

e quali non so e nomi loro: e chosì quegli che traevano chollo archo

buso, che se io gli vedessi, duti gli chonoscerei. Dipoi, quando el

popolo entrò drento, tuti ci riducemo in choro; e dipoi ch’egli ebono

rotti tutti gli usci, quando e’ furo a l’uscio del choro, egli era

il choro pieno tra frati e secholari, e Fra Girolamo è in choro chol

Sagramento in mano, e’ resto erano ginoghioni intorno a’ Sagramento;

e quatro o sei in fuora, tutti gli altri erano disarmati; e quelgli

ch’erano armati, si erano uno co l’altro Pagholo della Robbia; l’altro

si era Nicholaio chalzaiolo, a gl’altri no chonoscho per nome. Dipoi

istando tutti ginochioni intorno al Sagramento, aspetando la morte;

e quando e frati erano intorno al Sagramento aveano dimolti torchi

in mano: e dipoi un frate aperse l’uscio, e aveva uno torchio, entrò

là tra loro; e chosì dua altri, e chominciorono a menare cho que’

torchi; e dipoi togliemo le spade che avava posate, e ucimo fuora, e

chominciorono tutti a fugire, e noi chorravamo lor drieto. Io andai

nel secondo chiostro, gli afrontamo difilandomi dreto a tre; ne gunsi

uno, e mena’ gli colla spada in sulle rene; e se io lo feri’ non

potetti vederlo, perchè fugì via. Dipoi andai adosso a un altro, e non

gli volli dare di filo. Ver’è che io gli detti chol pome della spada

in sul viso. Chosì menavo agli altri di piatto, per far loro paura;

e chosì ne spogliai dua; uno nel sechondo chiostro: e sanno loro che

noi faciavamo poi loro onore, e non faciavamo loro dispiacere: e chosì

ispiolglai quello che voi chiamate el Changliacio; e come io dissi,

quelle arme che io tolglievo loro se le missono indosso quelgli mia dua

fratelgli frati. E chosì vidi qualche frate che se ne mise di quelle

che spogliavano. Ora quello è detto che io so, e chosì è la verità.

. . . . . . .

A dì 27.

Frate Francesco dice gli dixe, che e’ portassi sua arme in San Marco.

7.

Esamine di Lionello Boni.

La storia di Girolamo Savonarola e de' suoi tempi, volume 2 (of 2) · 第 119 / 142 题