Io Frate Lucha d’Andrea della Robbia schrivo qui di mia mano quello
che io feci in Santo Marcho, e quello che io vidi fare agli altri;
cioè, che io quando e’ venne el popolo là, mi armai d’una meza testa e
una chorazina e una spada e una partigana per difendermi; dipoi presi
una rotella: e questo feci, perchè vidi fare agli altri. E quegli che
io chonobi si fu Lionello boni[908] e Francesco Davanzati, Iacopo del
Bientina, chon uno ischoppietto in mano, e Girolamo Gini chon arme in
mano, e uno che si chiama el Monacho; e Pagholo della Robbia armato
cholla choraza, meza testa, spada e partigana, dimolti altri armati,
e quali non so e nomi loro: e chosì quegli che traevano chollo archo
buso, che se io gli vedessi, duti gli chonoscerei. Dipoi, quando el
popolo entrò drento, tuti ci riducemo in choro; e dipoi ch’egli ebono
rotti tutti gli usci, quando e’ furo a l’uscio del choro, egli era
il choro pieno tra frati e secholari, e Fra Girolamo è in choro chol
Sagramento in mano, e’ resto erano ginoghioni intorno a’ Sagramento;
e quatro o sei in fuora, tutti gli altri erano disarmati; e quelgli
ch’erano armati, si erano uno co l’altro Pagholo della Robbia; l’altro
si era Nicholaio chalzaiolo, a gl’altri no chonoscho per nome. Dipoi
istando tutti ginochioni intorno al Sagramento, aspetando la morte;
e quando e frati erano intorno al Sagramento aveano dimolti torchi
in mano: e dipoi un frate aperse l’uscio, e aveva uno torchio, entrò
là tra loro; e chosì dua altri, e chominciorono a menare cho que’
torchi; e dipoi togliemo le spade che avava posate, e ucimo fuora, e
chominciorono tutti a fugire, e noi chorravamo lor drieto. Io andai
nel secondo chiostro, gli afrontamo difilandomi dreto a tre; ne gunsi
uno, e mena’ gli colla spada in sulle rene; e se io lo feri’ non
potetti vederlo, perchè fugì via. Dipoi andai adosso a un altro, e non
gli volli dare di filo. Ver’è che io gli detti chol pome della spada
in sul viso. Chosì menavo agli altri di piatto, per far loro paura;
e chosì ne spogliai dua; uno nel sechondo chiostro: e sanno loro che
noi faciavamo poi loro onore, e non faciavamo loro dispiacere: e chosì
ispiolglai quello che voi chiamate el Changliacio; e come io dissi,
quelle arme che io tolglievo loro se le missono indosso quelgli mia dua
fratelgli frati. E chosì vidi qualche frate che se ne mise di quelle
che spogliavano. Ora quello è detto che io so, e chosì è la verità.
. . . . . . .
A dì 27.
Frate Francesco dice gli dixe, che e’ portassi sua arme in San Marco.
7.
Esamine di Lionello Boni.