Piero decto, domandato circa più cose, confessò havere dicto a Fra
Salvestro, che non renderebbe fave se non a quelli che credevano al
Frate. Et questo dixe in presentia di Fra Salvestro, che gli diceva gle
ne haveva decto più volte; et dixe: Io non me ne ricordo mi sia decto.
6.
Esamina di Fra Luca della Robbia.
A dì XII. In sala del Consiglio, SINE TORTURA.
Io Frate Lucha d’Andrea della Robbia fo fede qui di quello che io feci,
e di quello che io vidi fare agli altri.
Prima, dodici dì inanzi al chaso fu’ richiesto una sera da Frate
Francescho de’ Medici, se io volevo andare a stare in Sancto Marcho
alle volte la sera, perchè avevano un po’ di sospetto; e io gli dissi
di sì: e dimanda’ gli se io vi portavo arme, e lui rispose di sì.
E chosì feci. E andavovi delle tre sere l’una; e quello che io vi
portai si fu una spada e una partigana, e una meza testa. E chosì vi
stetti tre o quattro sere; e quelgli che io vi conobbi si fu Nicholaio
chalzaiolo, Girolamo Gini, Iachopo del Bientina, Ridolfo Panciatichi,
Baccio mercaio; e chosi parechi altri, ’e quali non chonosco per
nome. E l’arme che v’erano, si erano queste qui di sotto, cioè: dieci
o dodici chorazze, e chosì altre tante mezze teste, e da sedici o
diciotto pardigane, da cinque o sei balestre, e altre tante rotelle;
e chosì targhoni, e da quatro archi busi: e quest’è quante arme io
vi vidi. Donde elle si venissino, io nollo so. E di poi la domenica
dello ulivo, andando io al vespro, udito che io ebi el vespro, dissi a
tre mia chonpangni se volevano venire a udire la sua predicha a Santa
Maria del Fiore, perchè io non avevo mai udito la sua predicha. Dipoi
andamo; e quando fumo dal chanto d’Andrea Chanbini, chomincorono a
tirare di molti sassi e fanciugli inverso el popolo: e quando e’ furono
dalla chasa d’Andre’ Chanbini, furono parechi che trasseno in chasa
Andrea Chanbini. Et choloro che traevano erano gharzoni e fangugli; e
choloro ch’erano in chasa si rivolsono, e traevano. E dipoi io dissi a
quegli mia chonpagni, che volevo andare a chasa a bere, perchè avevo
una gran sete: e loro vennono chon esso mecho. E chosì beuto che noi
avemo, ce ne venimo per ire in Santo Marco; e quando fumo al chanto
alla Macina, vedemo per la via Largha di molti armati: e dicendo io
a choloro se volevano venire in Santo Marcho, sì mi dissono di no. E
io andai allora in San Marcho. E chome io fu’ là, io vi vidi di molti
armati; e quali erano Francesco Davanzati e Lione Boni e Pagholo della
Robbia, Nicholaio chalzaiolo, Girolamo Gini, Iachopo del Bientina,
Ridolfo Panciatichi, e Bacio merciaio, e di molti altri, e quali io
non so e nomi loro. E dipoi istandoci chosì nel chonvento, fatta che
fu la sera, el popolo chaccò[906] fuoco nelle porte. E veduto questo,
Frate Girolamo venne in choro, e prese el Sagramento in mano, e
ginochiosi, e chosì fecono tutti e frati e secholari; e Fra Girolamo
chomandò che si posasse l’arme: e chosì fu fatto. Tutti e secholari
posoro l’arme, e da quatro o sei non si chavoro le coraze; et tutti
gli altri si disarmorono: e quelgli sei posorono le spade, e chi le
partigani. E quegli che io chonobbi, si fu Pacholo della Robbia, e
chosì gli altri, Ridolfo Panciatichi; e gli altri non chonoscevo; e
Lucha della Robbia. E dipoi istando chosì, e aspetando la morte, el
popolo entrò drentro, e venne alla porta del choro; e dipoi uscì fuora
del chore tre frati cho’ torchi e cholle chroce in mano, gridando:
Viva Cristo. Entrarono là tra loro, e scaramucorono un pocho; e dipoi
tutti si fugirono, esendo e secholari in choro: quelgli quatro o sei
che avevano le chorazine uscirono fuora, e tutti si fugirono chi pel
chonvento e chi fuora, e andamo nel sechondo chiostro; e quivi ve n’era
fugiti assai. Entrando là, choremo lor dreto: e io difilandomi drieto
a tre, ne gunsi uno; e mena’ gli cholla spada in su le rene: se io lo
feri’ no ve lo so dire, perchè si fugì. E dipoi andai, e presine uno
autro, e non gli feci male; se none che spogliai. E dipoi ritornamo
nel primo chiostro; e quegli tutti si fucirono fuora. Dipoi andamo
per quelle stanze, e trovamo quivi di molti armati; entrando dredo sì
si rachomandavano, e no’ dicevamo che non avessino paura, perchè non
torceremo loro. E dipoi facendomi inchontro, fu uno povero uomo che
mi menò d’una spada ruginosa, e ferìmi un pocho nella ghola; e io mi
gli achostai, e tolsigli quella spada, e de’ gli chol pome della spada
in sul viso: benchè io non gli fei male. Spogliamo quello che voi
chiamate el Changniaco; e chosì toglemo di molte arme; e le dette arme
le pigliavano quegli frati, e che’ quegli che traevano coll’archo buso,
non gli chonoscevo, puro io m’ingenierò di daveli ad intendere. E’ ve
n’è uno omo picino, che doveva avere 40 anni, zuchone; e uno tedesco,
u’ bello giovane: e chosì uno omo grasso, che aveva el mantello e
chapucco; e questo è quello che io vidi. E chosì è la verità.
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