(Vol. II, pag. 108.)
_Due lettere che annunziano quelle scritte dal Savonarola ai
Principi_.[659]
1.
Domino Nicholao del Nero, oratori Florentino in Hispania.
Pro regibus Hispaniarum.
Carissimo fratello. Tu sai quanto tempo in questa città, el venerabile
Frate Hieronymo da Ferrara se è sforzato introdurre el ben vivere
cum la fede di Christo, et di quanto bene è stato causa, maxime della
salute di tutto questo popolo, et quanta experientia se è facta della
sua singolare doctrina el della integrità de vita, et quanti segni
mirabili siano visti delle cose per lui predicte, parte verificate in
la nostra città: et così speramo s’habbia ad verificare el resto. Lui
non cessa predicare la renovatione della chiesa, et conversione de
infideli alla vera fede de Cristo, minacciando molto ad questa Italia
et maxime ad Roma, per la scellerata et pessima vita de’ prelati et
preti, in li quali senza dubbio regna omne abominatione de vitii.
Et per questo, sentendosi loro pungere et reprehendere di quello
che pubblicamente non si vergognono fare, si sono adirati et voltati
insieme cum tutti li captivi, così della città nostra come di fuori,
ad perseguire crudelmente questo servo di Dio; unde el Papa, sotto
pretesto di disubbidienza, lo ha excomunicato perchè non predichi. Ma
essendo troppo manifesta la malignità e iniquità di decta excomunica,
facta per ruinar questa città et tutto el ben vivere, non se ne
tiene conto alchuno; anzi dicto Fra Hieronymo ha scripto al Papa una
lettera molto terribile di sua propria mano,[660] come la vedrai per
la inclusa copia, la qual ho procurato de haver ad puncto. Et ultra,
ha detto in pergamo, di voler scoprire cose da far stupire el mondo,
et provarle, non solo cum rasone et via humana, ma cum miraculi;[661]
le quali cose sono da stimare assai et doverebbono far resentire ogni
fedel cristiano, udendo tanto vitupero nella chiesa de Dio, el qual
mi maraviglio come habbi comportato fin ad qui: et però credo senza
dubbio abbia ad seguir quello che minaccia questo nostro padre, quando
mai[662] lui non lo dicesse; perchè altramenti bisognerebbe dire che
Dio havesse abbandonata la chiesa sua.
Et, però, sapendo io che la Maestà de quelli Ser^{mi} Re et Regina
sono zelantissimi della fede di Christo; le ho scripte queste cose
degne de adviso, acciocchè li possi informar del tutto, perchè a loro
principalmente tocharebbe ad provvedere ad simili errori cum li debiti
Concilii, che già erano usati farsi. Et certo, sarebbe maior merito
ad pigliar cura di questa, et perseguire questi scellerati, che far
guerra ad Turchi et a Mori; perchè, non provedendogli, el fondamento
della fede cristiana va per terra, et quelli che li ponno far qualche
remedio, non facendolo, ne haranno ad render rasone ad Dio.
Non sarebbe maraviglia ch’el decto padre ne scrivesse un dì, qualche
cosa ad quelli principi, essendone inspirato da Dio; perchè dice
lo vuol fare noto ad tutto el mondo, et io l’ho molto confortato
ad ciò, per la fede che io ho in la devotione di cotesti christiani
et chrystianissimi Re et Regina; ad li quali Dio daghi victoria et
felicità sempre, in questo et nell’altro seculo. Bene vale.
2.
Domino Joachino de Guasconibus, oratori Florentino in Gallia.
Pro rege Francorum.
Magnifico et honorando ambasciadore. Credo havete inteso quante
persecutioni sieno nuovamente excitate contro el nostro P. Fr.
Hieronymo da Ferrara, maxime da Roma, per scoprir lui le ribalderie
della cherica abominabile a Dio et al mondo. Unde el Papa, sotto
colore di disubbidientia, lo ha excomunicato, minacciando a voi dello
interdecto, acciò non predichi; istigato maxime da alcuni cattivi della
vostra città, che vorrebbeno poter fare ad lor modo. Ma tutti li boni
et amatori della verità et del vivere civile, conoscendo tanta expressa
iniquità, per la qual si cerca di ruinar tutta questa città et el viver
Christiano, non ne fanno stima; maxime havendo tanti anni experimentato
la singolare doctrina et sancta vita di questo homo, el li fructi
mirabili facti in la nostra città, del ben vivere, et da quanti
pericoli per li boni documenti et sancte orationi sue siamo stati
liberati. Et queste cose ne ha predicte, che habbiamo tocco con mano
esser seguite; tra’ quali è questo della excomunica et persecutione
grave che haveva ad venire. Certo, cosa mirabile è ad veder quanto
più ogni dì se accende in fervore, predicando tuttavia approximarse
la renovatione della chiesa, et conversione de Pagani alla fede di
Christo; et minacciando terribilmente de’ flagelli ad tutta Italia,
maxime ad Roma, per le intollerabili iniquità sue.
Et, però, el Papa cum tutta quella corte, fulmina; chè non vorrebbono
essere biasimati di quello che non si vergognano far pubblicamente,
in vituperio di Cristo. Ma il bon servo di Dio, disposto per la
verità a mettergli la vita, per questo non resta; anzi ha scripto,
per divino instincto, una lettera molto rigida al Papa, come vederete
per la inclusa copia, la qual ho cercato de haver ad puncto, ad ciò
la possiate monstrare alla Maiestà di cotesto cristianissimo sire.
Et oltra, predica haver ad scoprire cose che farà stupir tutto el
mondo; le quali proverà, non solo cum rasoni humane, ma etiam cum
miraculi divini. Grande cose sono queste, et non più udite nè viste
ai tempi nostri, et da fare riscaldare ogni adiacciato pecto; maxime
vedendo in quanto vituperio è ridocta la chiesa de Dio. Et pare che
nessuno se muova ad provederli, cum fare li debiti Concilii, como già
si soleva; et spetialmente chi gli potria provedere, come è quello
christianissimo Syre; che dubito non ne habbi, e lui et li altri a
chi specta, ad rendere una gran rasone a Dio, provocandosi gravemente
contra se medesimi l’ira d’epso Dio, per tanta negligentia et poca
cura havuta dello honor suo: che senza dubbio et senza comparatione,
sarebbe molto maggior merito ad provvedere ad simili inconvenienti,
che ad sottomettere tutti li infedeli; perchè mancando el fundamento,
ruina tutta la fede di Cristo. Et, però, non me maraviglio, se el Padre
dice che la chiesa si habbi ad renovare; che quando questo non fussi,
bisognerebbe dire che l’havessi in tutto abbandonata. Dio metta in
core a cotesto Syre et ad chi può, di non lassare in tanto vilipendio
el pretiosissimo sangue de Christo, che, in vero, sta peggio in mano
di questi scellerati prelati et preti, che non staria in mano de Judei
et de Mori; perchè pur quelli credono qualche cosa, ma questi, per le
opere sue, mostrano non credere nulla. Et chi ne vole esser certo, vada
ad Roma et veda quel che se fa in pubblico; non dico poi in occulto,
chè sotto el ciel non si potria pensare le maggiori scelleraggini. Dio
sia quello che gli proveda.
Stimo questo servo di Dio habbia ad far o ad manifestar qualche gran
cosa; et sono certo che de’ primi lo haranno ad sapere, lo farà noto ad
cotesto christianissimo Syre; perchè più volte ha decto quello essere
electo ministro de Dio, et molto desidera et ama la salute sua; et io
per me, crede potrebbe[663] fare un gran bene ad se et ad noi insieme,
li quali per suo amore siamo in captivi termini, et in obbrobrio ad
tutto el mondo, che non è piccolo incarico all’anima sua; ma molto più
è quello che io ho predecto dello honor de Dio.[664] Pur stiamo in bona
speranza de sua Maestà, cum la gratia de Dio, che ci bisogna.