_Due lettere d’un agente segreto del duca di Milano_.[655]
1.
Ill^{mo} Principe et Ex^{mo} S^{re} mio.
Qui dai più canti si ha adviso che Vitelleschi et Bayoni si mettono
ad ordine per uscire alarme, et se scrive in diversi modi; perchè
alcuni teneno siano ad uno volere,[656] al modo usato; alcuni scrivono
altrimente, cioè: che tra epsi Vitelleschi et Bayoni sono nate alcune
discordie, et che per questo li Vitelleschi aspirano con lo Ill. S.
Duca de Urbino, et hanno intelligentia assieme, per rimettere li Oddi
et altri fuorusciti in Perugia. Io, quantunque existimo che V. Ill. S.
ne habi adviso per altre vie, nondimeno mi è parso dargliene notizia;
maxime havendo visto alcune lettere de alchuni del Borgo San Sepolcro,
che fanno mentione di questa cosa, quali concludono che fra pochi
giorni si intenderanno i successi di questo preparamento al arme de
quello Cantone.
Il Magn. M. Zoanne, per quanto ha udito, o da quello amico segreto[657]
o da altra persona, pare habi adviso che ad Firenze bollino l’animi
de alcuni de quelli principali, che hanno fino ad hora governato; et
che, per questa cosa del Frate o sia per altra caussa, fra pochi giorni
se ne habi a riuscire a qualche movimento o tumulto, per mutare forse
quel Stato in altra forma; et ognuno tene non possi durare il presente
governo; o sia perchè Francesi hanno facta pocha dimostrazione curarse
de’ soij amici in quella città et altrove; o perchè quello populo sia
straccho, et si accorga che le cose del Stato el republica loro vanno
ogni dì de male in pegio. et corrono pericolo de ruynare, incomenzando
accorgerse de la hypocrisia et vanità del Frate, et di molte altre cose
simulate. Qui anche si è dicto, che la parte Fratescha ha mandato ad
Lyone, per respondere in bona....[658] de’ dinari, perchè la Maestà
del re gli habi ad mandare succorso, la quale offeriva mandarcelo per
mare, et fare altri movimenti, se Fiorentini lo subvenivano de 200^m
ducati; quali le offerivano darli, sol si moveva per forma, che ne
potesse reuscire la securezza del Stato loro, cioè de quelli che hanno
per anchora il governo in mano. Io non credo tante cose; chè nuovamente
hanno fatto divulgare essere giunti in Asti alchune genti d’arme, et un
thesorero che ha incommenzato ad dare denari, et molte altre cose vanno
facendo divulgare, ad designare le cose ad suo proposito. Il che mi
è parso dovere significare alla Celsitudine Vª alla bona gratia della
quale indesinenter mi raccomando.
Ex Bononia XX Martii 1498.
Fidel. Servus
JOANNES FRANCHEDINUS.
(A tergo.) Ill^{mo} Principi et Ex^{mo} domino domino meo
observantissimo, domino Lud.º Mariæ Sfortie, Duci Mediolani.
2.
Ill^{mo} Principe et Ex^{mo} Sig^{re} mio. Data alligata lettera de
Paulo de Fiorenza, ho participato, secondo il solito, con li Magn^{ci}
Zoane et Segretario veneto, quali, etiam che ci sia adviso di queste
cose del Frate per altre vie, nondimancho quello che ne scrive Paulo
particolarmente gli è gratiss^{mo} intendere; et ne ringratiano
generalmente Vª Ill^{ma} Sig^{ria}. Pare a caduno di loro cosa di non
pocho momento, che quella città di Fiorenza, per causa et opera di
questo Frate, sii in tale agitatione et pericolo, di venire a qualche
novi scandali et inconvenienti maggiori che li passati, come per una
mia de heri ho in parte specificato a Vª Ill^{ma} Sª; et Dio voglia che
quella Sig^{ria} che si trova essere hora, sappi reuscire meglio che
non ha facta qualche altra, ad beneficio di quella Repubblica. Saltem,
per estirpare la mala impressione et erronea persuasione de quello
loro bon Frate, ad modo de molti de loro, quello ne habi ad seguire
non credo habi andare in longo; che se ne vedranno effectti, se hanno
cervello et sentimento quelli a chi toccha o po tocchare. Mi raccomando
sempre et humilmente.
Bononiæ 29 Martii 1498.
Fidel. Servus
JOANNES FRANCHEDINUS
(A tergo.) Ill^{mo} Principe et Ex^{mo} domino domino meo
observantissimo, domino Lud.º Mariæ Sfortie, Duci Mediolani.