_Minuta di una lettera della Repubblica Veneziana all’ambasciatore in
Roma, circa le cose di Piero de’ Medici_.[637]
Die IV Aprilis, 1498.
Quod Nuntio Mag. Petri de Medicis dicatur et respondeatur in hunc modum.
Domine Petre: le lettere ne havete monstrate del Rev. Card. et Magnif.
Pietro, a vui directive, insieme cum le scripte da Fiorenza, ne hanno
dichiarito el novo pensier de quelli amici de casa de Medici; sopra
el qual, per laffectione portamo al dicto Mag. Pietro, volemo farvi
intender quanto ne occorre, et cum brevità, secundo el nostro costume.
La dispositione nostra amorevole et optima verso casa de Medici,
credemo la experientia dele cosse passate haver possuto demonstrar,
et più cum effecti cha cum parole; in modo che, si come la expulsione
del Magnif. Pietro ne fu molestissima, cussì continuamente havemo
desyderato et procurato el suo ritorno: il che, piui che mai,
vossamo fusse al presente, sapendo l’amore el porta a la Sig. nostra.
Ricordano i soi amici,[638] che per nuy, cum le forze nostre, o sole
o accompagnate, el sia reponuto in casa; circa il che nuy vi diremo
ingenuamente la nostra opinione. Pare a nuy, che quando se prehendesse
per la Sign. nostra tale impresa, questo senza dubio produria molte
difficultà, opposite da tutti quelli che troppo attendeno a le sue
particular passione; immo tegnimo, che la cossa se riduria piui facile
et factibele, quando da altri non fusse deprhensa[639] la intention
nostra. Confortamo, però, el Rev. Card. et el Mag. Pietro, che cum
la solita sua prudentia et dexterità, voglino proponer et praticar la
cossa cum la Santità del pontefice, et cercar de tirar la Beatitudine
soa a questa via, cum quelli mezzi li apparerano sijno expedienti;
perchè, ritrovandose Fiorenza neli termini la è al presente, credemo,
in molti casi; non meno opererieno le lettere cum dexterità, cha le
forze cum le arme, come fano mentione le lettere per vui presentate.
Et a ciò chel Mag. Pietro cognossi ben el desyderio nostro de la sua
restitutione: da mò li dechiarimo, ad la secunda parte proponeno li soi
amici, che quando Pisani habino ad esser ne la libertà, ne esta scripto
et ben veduti, acarezati et honorati, sì che in questo non se habi ad
aver alcuna dubitatione; et insieme, che nuy siamo cauti de dover haver
le spese per nuy facte ne la defension de Pisa, come offeriscono quelli
amici vostri. Stanti fermi questi doi presuppositi, nuy se adaptessamo
ad ogni altra cossa fusse conveniente.[640]
Ne havemo dicto molto largamente el concepto del cuor nostro; et però
sia tenuto el tuto per vui secretissimo, et confortate in nostro nome
el Reverend. Card. et el Magnif. Pietro, ai quali scriverete el tutto
secretissimamente in zifra, che facino el medesimo: mettendo questo
sentimento nostro in constructo et proposito de le cose sue.
De parte 134
De non. 36
Non sync.[641] 7