(Vol. II, pag. 52.)
_Minuta di due lettere della Signoria all’ambasciatore in Roma_.[631]
1.
Die X Augusti 1497: Alexandro Braccio, Romæ.
Per altra vi demo notitia della captura di Lamberto dell’Antella,
la quale ha causato che pure si è scoperta la radice di qualche
maligno humore in persone da non poter perseguire; finalmente[632]
altro che vani effecti, dove intervengono pochi huomini di qualità.
Et non dimanco, saria inesplicabile a narrarvi con quanta unione
et buona volontà si proceda per questi magistrati a chi specta, et
altri cittadini sopracciò deputati allo examine et investigazione
trita di ogni cosa; sanza havere alcun respecto ad altro, che a
resecare dove sia mancamento, et portare buona et evidente securità
alla conservatione della nostra libertà et dignità pubblica: et si va
con tale ordine che indubitatamente si spera ne habbi ad sortire un
iudicio generoso, giusto et maturo. Ecci parso darvi questa notitia per
ogni respecto, et maxime per vostra notitia et consolatione; a fine
che, se cosa alcuna vi fossi portata fuor della verità (come spesso
interviene), voi possiate stare con l’animo interamente quieto: come
veramente potete et havete a stare, perchè se mai fu repubblica unita
et disposta alli sopraddecti effecti, et ad conservarsi immune da ogni
specie di tyrannide, non che da quella che sarebbe manifesta; questa
è epsa. Et non si è visto un minimo cenno in contrario di nessuno, per
cosa che insino a qui si sia havuta a fare, nè si vede segno alcuno che
altrimenti habbia a succedere.
2.
Die XXI Augusti 1497: Alexandro Braccio, Romæ.
Poichè vi scrivemo a dì 15, per staffetta habbiamo avuto tutte
le vostre lettere, che l’ultima è de 18, et molto vi commendiamo
della diligentia vostra in ogni parte; et sebbene voi potete havere
desiderato più spesso nostre lettere, havete solo a tribuir la
dilatione a essere stati parecchi dì in non piccola occupatione:
prima nelle examine, et poi nel iudicar con iustitia et dignità
pubblica, et finalmente nella resolutione circa la executione da
farsi, di questi parricidi et perfidi nostri cittadini. Perchè, se
ben mai è caduta in alcuno una minima discrepantia, che ne sarebbe lo
effecto conveniente,[633] come per altre vi s’è scripto; nondimeno,
procedendosi in questa repubblica con gravità, et secondo li modi
che civilmente si debbe; et volendo intorno a ciò, non solamente
il consiglio et parere, ma lo assenso per expresso di moltissimi
magistrati et cittadini, e pur bisogna consumarvi qualche tempo.
Pure questa sera, per gratia dell’altissimo Dio, s’è concluso molto
unitamente, et con grandissimo animo et promptissima volontà di numero
grande di Magistrati et cittadini, ut supra, et erano circa a 200:
che si metta ad executione la sententia, quale a dì 17 del presente
fu, eodem modo promulgata, contra Bernardo del Nero, Niccolò Ridolfi,
Giovanni Cambi, Giannozzo Pucci et Lorenzo Tornabuoni, capi et autori
dello errore, di perder la vita et la roba, et così è successo. Di
che speriamo la nostra repubblica haver immortale obbligo a Dio; per
havere passato questo pericolo imminente alla libertà, per la avaritia,
ambitione et perfidia di quegli soli scelesti et dolorosi[634]
cittadini; et che[635] avere purgato simile humore, si starà gran pezzo
in buona valetudine: et maxime la brigata è tutta inanimata a invigilar
et extirpar qualunche simile tristo rampollo si vedessi surgere, et
questo popolo non potrà più restare contento.[636] Et, come per altra
vi si dixe, state sicuro che qui non è huomo che non sia di optima
dispositione, et insino alli propri coniuncti sono stati sollecitatori
che la iustitia si faccia. Sappiamo che la S. di N. S., come amatore
et padre clementissimo di questa repubblica, harà piacere d’intendere
questo successo; epperò habbiamo voluto darvi la presente notitia,
perchè, volendo, lo possiate conferire a S. S. e a tutti gli altri
amici nostri in cotesta corte.
Siamo a hore VII di nocte, et in questo punto s’è finita la executione
della iustitia sopra decta. Dio habbia havuta misericordia di quelle
anime, che veramente, havendo voluto tradir la patria, ne hanno
bisogno. Et per non tardar la staffecta, rimetteremo a rispondervi per
un’altra, all’altra parte della lettera vostra.