XX.

(Vol. I, pag. 344 e 369.)

_Tre lettere inedite del Savonarola a Carlo VIII_[527]

1ª.

(_Tradotta dal francese._)[528]

Rex in æternum vive. Non è molti giorni che scripsi lettere a vostra

Christianissima Corona, per le quali vi dimonstrai, non dovevate più

dubitare che la mano dello Omnipotente Dio, et non vostre forze, vi ha

condocto in Italia et ridocto fuor di quella et liberatovi da e’ gran

pericoli de’ vostri adversari et inimici contrari di vostra salute.

Et, havendo io da parte di Dio predecto queste cose, non doveva Vostra

Corona più domandar segni per credere alle parole mia; facendovi certo,

Cristianissimo sire, che mai scrissi a vostra Corona, se non quanto

mi è stato comandato da Cielo. Considerato, adunque, quanto Dio vi

ama, et come ha spetial cura di Vostra Corona, degnandosi avvisarvi

di quello avete affare, per darvi gloriosa victoria in tutte vostre

imprese et augumentare il regno di Vostra Excelsa Signoria; da parte,

adunque, dello Omnipotente Dio, di nuovo scrivo a vostra Cristianissima

Maestà, che la fede promessa ai Fiorentini observiate, et restituiate

le cose loro, et più diate loro reputazione et fidatevi di lor

fedeltà, raffrenando vostri servitori dalle lor male e perverse opere.

Et, facendo così Vostra Cristianissima Corona, da parte di Dio vi

prenuntio e prometto che vi darà vectoria, et tanto regno quanto vostra

Cristianissima Maestà vorrà, e faravvi glorioso in tutto el mondo;

ricordando a’ Vostra Corona che, per non aver voluto credere insino

al presente, ha gustato el male el quale vi ho predecto. Avisandovi

di nuovo che, se almanco adesso crederete et observerete le sopradecte

cose che vi ho prenuntiate, arete tutto el ben et gratie che da parte

di Dio vi ho pronuntiate et promesse.

La ragione è questa: che essendo Dio inclinato più alla misericordia

che alla justitia, et affar più presto ben che male alla sua creatura;

et se, non havendo observato quello vi ho pronunziato da parte sua,

havete gustato el male che lui ha mandato; certo molto più dovete

credere che, observando quello vi ho decto da sua parte et pronunziato,

harete etiam molto più presto el bene da lui promesso. E tanto più

dovete servar[529] quello che per me, suo inutil servo, vi comanda;

quanto siate affar questo obbligato, et facendolo non potete far male;

affermandovi che se, facendo questo, non harete di poi quello da parte

sua vi ho promesso, son contento che mai più mi crediate. _Gratia

Domini nostri Iesu Christi et potentia majestatis ejus, tecum. Domine

mi rex, fiat, fiat._

2ª

(_Tradotta dal francese_).

Rex in æternum vive. Lo omnipotente Dio, el quale regge et governa

le creature inferiori per le superiori, illumina prima de’ misteri

della sua Chiesa li angioli superiori per li quali, dipoi, inlumina

li inferiori, et per li inferiori li homini li quali ha electi, per

li quali finalmente inlumina tutto el resto della sua Chiesa.[530]

Et come li angioli inferiori credono alli superiori, et li huomini et

ministri di Dio alli angioli inferiori et a tutte le sue Scripture et

principii; così vuole che li huomini credino alli suoi propheti, quando

sono dalloro inluminati. Et quelli li quali hanno semplicemente creduto

alli servi di Dio, del lor credere ne hanno reportato utilità, honore

et gloria, et col regno temporale hanno acquistato il regno eterno.

Ma quelli che non hanno voluto credere sono stati da Dio reprobati,

et hannovi perso non solo la vita et le cose temporali; ma anchor le

eterne, et di loro sono scripte cose vituperose.

Christianissimo Sire, le mie parole decte a vostra Corona non son

mia, ma di Dio. Priego pensiate ben quello che il re eterno si è

degnato di farvi noto, et che si sforzi[531] di observarle; perchè le

parole di Dio non cadranno in terra, come è scripto: _Cœlum et terra

transibunt, verba autem mea non transibunt_. Christianissimo Re, li

vostri Fiorentini vi hanno dimonstro la lor fedeltà, essendo stati

patienti insino a questa ora nel fuoco et nell’acqua; et nientedimancho

Vostra Maestà non ha renduto le cose loro, et per questo stanno in

grandi angustie. Dio ha molto per mal questa cosa, perchè le lacrime

de’ suoi servi sono venute dinanzi alla sua maestà, et ha cominciato a

farne qualche dimonstratione verso di Voi. Vi priego, adunque, che non

vi lasciate tirare nè svolgere a chi vi consiglia male; et che vostra

Maestà observi li pacti, non tanto alli Fiorentini et a me, quanto

acciocchè Dio non si adiri et non ritiri in tutto a se la mano. Et

ancho vi ho scripto come sono stato spirato, un’altra volta.[532]

3ª.

(_Scritta in italiano._)

Rex in æternum vive. Dolendomi assai delle tribolationi le quali

son sopravvenute a vostra Cristianissima Maestà, non mi son potuto

contenere non vi scriva quel che Dio mi ha spirato per la vostra

salute. Christianissimo Sire, la man del Signore la qual vi fece

vectorioso in Italia, di nuovo vi ha guardato et custodito da

grandissimi pericoli con molta misericordia; et sapendo vostra Corona

che el Signor si è degnato, innanzi alla victoria di Napoli, farvela

predire per el servo suo inutile; acciocchè intendessi questa victoria

esser venuta dallo Omnipotente et non per vostra virtù; et non havendo

voluto conoscer questo, vi ha facto predire dal medesimo servo le

difficoltà le quali avevi a sopportare, per la incredulità vostra, per

li peccati vostri et delli vostri servidori; acciocchè, verificandosi

tutte le cose come il servo suo vi ha prenuntiato, non cerchiate più

altri segni; ma crediate alle sua semplici parole et facciate tutto

quello el quale vi ho prenuntiato da parte dello eterno Dio.

Vedilo qui quel che vi ho predecto, cioè: la rebellion de’ vostri

popoli et le gran contrarietà che havevi a havere da vostri adversari.

Dal che non crediate essere stato liberato per le vostre forze; ma

solo per misericordia di Dio, mediante le orationi le quali habbiamo

facto per conservation di vostra corona. Di nuovo, da parte di Dio vi

pronuntio che, se non crederete, et non observerete a’ Fiorentini di

restituir le cose loro, et non rafrenerete e’ vostri servitori dalle

lor male et perverse opere; vi darà maggior tribolatione che non è

stata questa. Nella quale se sarete ostinato et non vorrete humiliarvi;

io vi prenuntio da parte sua, che Dio rivocherà la vostra electione da

questo ministerio al quale vi ha electo suo ministro, et eleggerà un

altro. Ma se crederrete et observerete la fede a’ Fiorentini, rendendo

le cose loro et dando lor reputatione, in quel modo che altre volte

ho scripto a vostra Christianissima Maestà; et se tracterete bene e’

popoli vostri, gastigando e’ captivi et exaltando e’ buoni, Dio vi darà

un’altra volta victoria, et tutto il mondo non vi potrà resistere, et

regno et impero vi darà quanto vorrete. Vostra Christianissima Corona,

adunque, pensi bene le mie parole, et non presti audientia a quelli li

quali non intendono el divin consiglio, nè cercan la gloria tua, sire

Cristianissimo, ma la loro et il lor proprio bene. Io pregherrò Dio

che inlumini el vostro core, acciò non habbia più a piangere le vostre

tribulationi, come pianse Samuel propheta la reprobazione di Saul re

d’Israel.

La storia di Girolamo Savonarola e de' suoi tempi, volume 2 (of 2) · 第 63 / 142 题