VIII.[485]

_Un contratto di Lorenzo Violi, per stampare un volume di Prediche del

Savonarola_.[486]

Jesus.

Al nome di Dio, a dì quatro di giugno M. D. V.

Manifestasi per la presente scritta, come Ser Lorenzo di Iacopo Violi

alluoga a stampare a Ser Antonio di Domenico Rubini prete fiorentino,

et a Andrea di messer Bartolommeo da Pistoia stampatori, uno libro di

prediche facte da frate Hieronymo da Ferrara l’anno 1497 et parte 1498,

con questi pacti et modi etc:

In prima: che e’ decti stampatori sieno tenuti stampare volumi

millecento del decto libro, et condurli a tucta perfectione, piegati

et quadernati come si usa; et decto ser Lorenzo sia tenuto dar loro e’

fogli che bisogneranno per decta opera; et in prezzo et premio della

fatica di decti stampatori, il detto ser Lorenzo permette[487] dar

loro lire dua et soldi cinque piccoli, cioè L. 2. s. 5. piccoli d’ogni

lisima stampata; et promecte pagargli septimana per septimana, secondo

che monteranno e’ fogli stampati.

Item: e’ decti stampatori promectono a decto ser Lorenzo stampare ogni

dì da lavorare, almanco uno foglio intero, cioè fogli millecento; et

inoltre promectono consegnare dì per dì, secondo che parrà a decto ser

Lorenzo, tucto lo stampato, e mandargliene dove a lui parrà.

Item: promectono degli stampatori a decto ser Lorenzo presente e

ricevente, stampare decto libro fidelmente, e non ne pigliare copia

alcuna nè darne ad altri; ed in caso che epsi, o alcuno di loro

contrafacessino, da hora vogliono et così promectono pagare al decto

ser Lorenzo soldi cento larghi di fº[488] in oro per sua danni et

interessi: et quali danni et interessi, da hora, le decte parte,

d’accordo, tanto stimano. Le quali cose le decte parti promectono l’una

all’altra, et e converso, attendere et observare; et per observantia

di quelle obligano ogni loro e qualunque di loro erede, beni presenti

et futuri, et renuntiano ad ogni benefitio che per loro o qualunque di

loro facessi. Et io Filippo di Cione di Giovanni notaio fiorentino,

non come pubblica ma come privata persona, ho facta la presente di

mia propria mano, di consentimento et volontà delle sopradecte et

infrascripte parti, le quali si soctoscriveranno qui da piè, di lor

propria mano, d’esser contente ad quanto in queste si contiene, anno,

mese et dì decto di sopra.

Io ser Antonio di Domenico Rubini sono contento quanto di sopra si

contiene, anno, dì, mese detto di sopra; et però mi sono soscripto di

mia propria mano.

Io Andrea di messer Bartolommeo Ghyrlandi da Pistoia sono contento a

quanto di sopra si contiene, anno, dì et mese decto di sopra; et però

mi sono sottoscripto di mia propria mano.

Io Andrea di messer Bartholomeo Ghyrlandi

da Pistoia sopradecto ho ricevuto da ser

Lorenzo di Iacopo Violi, insino ad questo

dì 16 di luglio 1505, in più volte, in

danari contanti, lire octantasei e soldi

nove, in nome mio et di ser Antonio decto

di sopra; et però ho facto questa di mia

mano, decto dì L. 86. s. 9. —

Et per insino a dì 2 d’agosto, ducati

cinque, cioè lire trentacinque » 35. — —

Et a dì 8 d’agosto, contanti ducati

tre d’oro in oro, cioè lire ventuna » 21. — —

Et insino a dì 22 d’agosto, contanti

ducati sei in tre volte, cioè lire

quarantadua » 42. — —

Et per insino a dì 29 d’agosto lire venti,

soldi quindici et danari octo » 20. s. 14. (sic) 8

Et più habbiamo insino ad questo dì octo

di novembre, in più volte, lire

trentadua e soldi uno » 32. s. 1. —

Et per insino a dì 12 di dicembre, ebbi

contanti fiorini dua d’oro in oro, cioè » 14. — —

Et infino a questo dì 14 di luglio 1508,

ducati tre d’oro in oro; ricevuto uno,

oggi questo dì; et gli altri dua, prima » 21. — —

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L. 272. 4. 8.

La storia di Girolamo Savonarola e de' suoi tempi, volume 2 (of 2) · 第 41 / 142 题