(Lib. I, cap. VIII.)
_Un brano delle Giornate di Ser Lorenzo Violi, in cui si discorre delle
Prediche del Savonarola_.[480]
Proemio et contenuto del presente libro.
Contiene il presente libretto un dialogo e disputa di dodici giornate
fatto tra dua disputatori delle cose di fra Ieronimo Savonarola
di Ferrara, predicate e predette da lui in Firenze, dall’anno 1494
continuamente fino all’anno 1495, cioè sino alla sua morte; per trovare
la verità et il vero sono di questi sua detti: e li interlocutori
e disputanti sono Didimo et Sofia. E perchè in questa contesa sia
necessario allegare e’ libri e le prediche del prefato padre fra
Ieronimo, et li sua detti in che libro et in che prediche si trovono;
primo, per migliore intelligentia di chi leggerà la presente operetta,
è da sapere che dopo il quadragesimale delle prediche dell’Arca, che
lui predicò nella Chiesa di S. Lorenzo di Firenze l’anno 1492, le quali
sono stampate latine, benchè molto scorrette, che Dio perdoni a chi
così stampar le fece; è da sapere, dico, che dopo quelle il prefato
padre predicò quasi sempre in Santa Reparata, duomo principale della
città di Firenze; e lì furon raccolte tutte queste altre sue prediche
che sono stampate, le quali sono state distinte in sette libri. Il
primo fu quel libretto di prediche 23, che contiene il fine della
detta Arca che non haveva finita nè serrata in S. Lorenzo; et in questo
libretto expose qualche cosa di Egeo Profeta; et cominciò in questo la
prima predica il dì 1º di novembre 1494: il secondo suo libro delle
prediche fu el quadragesimale sopra Iob, l’anno 1495, ch’è prediche
40: l’altro libro son prediche 30, sopra più Salmi e Vangeli de’ dì
festivi, del detto anno 94; ma nello stampar, male ordinate, perchè
le prime prediche di detto libro furon fatte inanzi alle prediche di
Iob, et il resto sono poi dopo quelle di Iob: l’altro, cioè il quarto
libro, è tutta la quadragesima dell’anno 96, sopra Amos e Zaccaria, che
sono prediche....:[481] el quinto Libro sono prediche 29, sopra Rut et
Michea, fatte per quella state sequente dell’anno 96, e dì festivi:
e il sesto libro che sono prediche....[482] tutte sopra Ezechiel,
cominciate dell’advento dell’anno 1497, et finite per tutta la
quadragesima di detto anno: et il settimo et ultimo suo libro sono le
prediche sopra l’Exodo, cominciate la quaresima dell’anno 1498; ma non
finite per tutta la quaresima, perchè in quella fu impedito predicare,
e poi preso e morto; però solo sono prediche 23. Ho voluto notare tutti
questi libri et prediche, perchè allegandosi in questo dialogo quelle,
et le carte et il libro, sappia chi leggerà quest’opera, che qui sono
allegate secondo quella prima stampa, che furon da principio impresse.
Questo dico perchè, essendosi di poi molti di questi libri ristampati
altre volte, non riscontrano le carte con quella prima stampa o forma
che da principio furono impresse.
_Altro brano dello stesso MS., sopra il medesimo soggetto._[483]
_Didimo_. Facciasi come tu hai detto, perchè io per me non sapevo che
cotesta cosa fussi di tanta lunghezza; ma almanco lievami per oggi
un’altra difficoltà, se ci è tanto tempo per oggi che basti, della
quale nel principio del nostro dire te ne detti un motto; il qual
parlar fu, per ultimo, di voler sapere che scritti furon questi delle
prediche di fra Hieronimo, che lui in verità ci ha lasciati. E non te
ne domando senza causa; perchè mi è detto, pur da questi nostri amici,
che duo di questi libri che son fuora, intitolati d’essere scritti da
un Ser Lorenzo Vivuoli, non paiono e non sono di fra Hieronimo; cioè
il primo che noi chiamamo sopra e’ Salmi, che sono 30 prediche, e
così il quarto che sono le prediche di Ezechiel; perchè sono più breve
che l’altre sue prediche, e più troncate, e non paiono per questo il
medesimo sale di quell’altre; e pur son tutte intitolate del medesimo
suo scrittore, cioè di quelle di Ser Lorenzo Violi che si dice aver
raccolte dalla viva voce del predicante. Harei caro, se tu ne sai il
vero, mel dicessi.
_Sofia_. Ben sai che io ne so il vero; e perchè già qualcun altro ho
trovato haver questa sospetione che hai tu, me ne son voluto chiarire;
et ho trovato quel medesimo scrittore che tu hai detto, il quale ancor
vive, e parlatoli più volte, et interrogato di queste cose; et hammi
chiarito, e che tutti questi cinque libri[484] furono per lui raccolti
dalla viva voce del predicante, e che tutti son veri e fedeli; et hammi
detto la cagione per la quale alquanto quelli due libri, nell’esser
più brevi prediche e più troncato parlare, variano dagli altri; chè
in vero chi non sapessi ne piglierebbe ammiratione come fai tu. Lui mi
dice, quanto al libro delle 30 prediche sopra più Salmi, fatte l’anno
1494, che le furno le prime quando cominciò a scriverle, e che non
vi messe molta cura di pigliarle così appunto de verbo ad verbum; ma
in sustanza più per un suo esercizio che per altro, nè pensando che
mai si havessino a stampare e pubblicare; massime che lui, in quel
principio, non era tanto applicato a queste cose del Frate quanto fu
poi. Ma che poi, nel secondo che lui scrisse, che furno le prediche
di Amos, deliberò di scriver il tutto più che potè; et poi vi si pose
con più diligenza et affetione, massime essendone assai esortato da
molti che avevano viste di quelle prime; e così con quella medesima
diligenza ei si misse a scrivere quel terzo libro che son le prediche
dell’anno 1496, fatte fra l’anno e dì festivi. Il quarto libro, che
son le prediche sopra Ezechiel, le raccolse breve; sì perchè detto
Frate predicò più breve quella volta che l’altra; e lui medesimo lo
dice nella 9ª predica presso al fine; si etiam perchè in quel tempo,
volendo fare stampare quel libro di Amos, come da molti esortato, e
così cominciò. Et venendo lo advento dell’anno 1496, nel qual tempo Fra
Hieronimo cominciò a predicare sopra Ezechiel, et il detto Scrittore
essendo occupato, come è detto, a fare stampare il quadragesimale di
Amos, non poteva raccorre così a distesa queste prediche di Ezechiel;
et però deliberò di pigliarle con più brevità et in sustanza, non
potendo in tutto satisfare all’un’opera et all’altra; e non pensò mai
che si havessino a stampare queste sopra Ezechiel; ma per tenerlo così
per sua satisfazione, così con brevità lo scrisse. L’altro libro, che
fu l’ultimo, sopra l’Esodo, lo scrisse interamente, non sendo allora
occupato in altro esercitio. Così mi ha detto il prefato ser Lorenzo
più e più volte, e di più mi ha detto: che un Fra Luca Bellini lo
stimolò tanto un dì, che gli prestassi per duo di quel raccolto che
era sopra Ezechiel, e gliele prestò; et che il detto frate subito andò
a Bologna, che fu l’anno..., insieme con quel altro libro sopradetto
delle 30 prediche; sì come si vede ne’ proemi fatti da detto Fra Luca
a detti dua libri. Il che il prefato scrittore, secondo che ne ha
detto, ebbe molto per male che si stampassino; e maximamente quelli di
Ezechiel che non era sua intentione, per non esser perfette e intere
de verbo ad verbum, come le altre. Questi altri tre gli fece stampare
detto scrittore in Firenze, che lui raccolse interamente. Hor eccoti,
Didimo, levatoti il dubbio, che tu havevi, di questi libri i quali son
tutti fedeli e raccolti da detto ser Lorenzo, nel modo et forma che
io ti ho detto; e da lui proprio il tutto ho inteso. E ci son ben poi
venuti fuora da altri libri di prediche sopra Job di 47 prediche, et
l’altro di 23, sopra il residuo e fine dell’Arca; i quali furno scritti
originalmente in latino da duo discepoli del frate, et ora tradotti
in volgare per un’altra persona fedelmente. E perchè io veggo che
gli è già sera, vattene a tua posta e torna quando ti piace; che in
quest’altra cosa, delle cause della persecutione del Frate, che tu mi
hai domandato, mi ingegnerò un’altra giornata satisfare a questo tuo
desiderio, quando noi vedremo che il tempo sia più commodo, e che la
materia del nostro parlare lo ricerchi, e che sia più a proposito. Dico
questo, perchè io non ti veggio in questo principio ancor ben fermo,
e veggo che tu hai bisogno d’esser ancor confermato meglio. Però penso
in quest’altra giornata farti più saldo in questa verità; penso, dico,
di mostrarti come questo Frate è stato buon servo di Dio, e vero suo
profeta; acciò che poi un’altra giornata, quando ti mostrerò le cause
della sua persecutione, tu possa conoscere a quanto gran torto, e con
quanta malignità fu perseguitato.
_Didimo_. Io rimetto in te, Sofia mio, ogni cosa; e così come tu
giudichi e determini che facciamo, così si faccia.
_Sofia_. Vattene dunque con la benedizione di Dio per questa volta,
e torna a tua posta; fatto, non dimanco, prima oratione, che Dio ci
mostri quello sia el meglio del nostro parlare alla tua tornata.
_Didimo_. Ita fiat. Vale.