NOTE:

[439] _Flam. Carm. Lib._ 1. _Carm._ 18.

[440] _Osservazioni critiche intorno alla moderna lingua Latina.

Venezia_ 1740. in 8.

[441] _Cesar. Op._ T. 31. p. 10. Si veda ivi lʼannotazione.

[442] _Cesar. Opere._ T. 1. p. 82.

[443] _Flam. Op._ p. 294. edit. Comin. 1743. Si veda tutta quella

lettera.

[444] _Ludovici Sergardii antehac Q. Sectam Satyrae argumentis,

scholiis enarrationibus illustratae. Lucae_ 1783. T. 3. in 8. Vi è

aggiunto il quarto volume contenente le altre sue opere.

[445] _Io. Vincentii Lucchesini historiarum sui temporis ab

Noviomagensi pace Tomi tres. Romae_ 1725. 1738. in 4.

[446] _Cordara Opera. Venezia_ 1804. T. 3. in 8.

[447] _De rebus gestis Eugenii Principis a Sabaudia bello Italico.

Mediolani_ 1752. _De rebus gestis Eugenii ec. bello Pannonico. Romae_

1748.

Ambedue queste opere furono tradotte in purissima lingua Italiana dal

P. Pietro Savi Gesuita. Tutte le sue opere furono poi stampate in

Milano in sei volumi il 1791.

[448] Il Facciolati scriveva purissimamente in latino ma non vestiva i

pensieri alla foggia latina.

[449] _Ethicorum libri quinque auctore Jacobo Antonio Bacci Seminarii

Lucensis Rectore. Lucae_ 1760. T. 3. in 4.

[450] Ho ricordato altrove le sue annotazioni sulle opere di Cicerone

scritte egregiamente. Quì deve esser citato _de vita_ Eustachii Zanotti

Gasparis Garantonii commentarius. Romae 1785. in 8.

[451] Non so se si continui a spiegarle nelle scuole, ma so, che

si continua a farne nuove impressioni. Il Dussdorf. nel 1779. fece

stampare in Dresda il Commentario _de rebus ad Velitras gestis_.

[452] _Phil. Buon. de claris Pontif. Epist. Scrip. inter ejus Op._ T.

1. p. 77. _edit. Luc._ 1784.

_Iscrizioni._

~CAPO~ XVI.

Un altro genere dʼillustrazione ci offrono finalmente le iscrizioni.

Se io volessi quì far parola deʼ raccoglitori, e deglʼinterpetri delle

antiche iscrizioni mi si aprirebbe davanti un campo troppo vasto da

percorrere. Molto mi somministrerebbono da dire le grandi raccolte

del Gori, del Maffei, del Muratori, del Donati; molto il P. Lupi, il

P. Bonada, il P. Corsini, il Rivautella e il Ricolvi, lʼOlivieri, il

Mazzocchi, il Martorelli, lʼOderici, il Passionei, il P. Zaccaria, il

del Signore, gli editori degli _Aneddoti_ stampati a Roma, lʼAvvocato

Cantini, e tanti altri. Fra una messe così abbondante sceglierò due

soli scrittori, che illustrando iscrizioni hanno illustrata lʼantica

lingua del Lazio. Sarà il primo Matteo Egizio pel suo Commentario sul

celebre Senatus-Consulto deʼ Baccanali[453]. Il Langlet dice, che esso

piacerà a quegli eruditi, _quì aiment les citations prodiguèes_[454].

Ma il principal difetto dellʼEgizio non consiste nella moltitudine

delle citazioni, le quali a coloro sogliono dispiacere sopra ogni

altro, che vogliono mentire impunemente. Gli attribuirei piuttosto a

difetto quella soverchia copia dʼerudizione, che stanca il lettore,

benchè paziente. Essa però nella sua opera è piena dʼottime notizie, e

niente lascia a desiderare per la spiegazione di quel decreto, e per

lʼillustrazione dellʼantica lingua latina, nella quale è scritto. Lʼ

altro è Monsignor Gaetano Marini, del quale non dubito dʼasserire,

che niuno lo superò, anzi niuno lʼuguagliò in questa parte difficile

dellʼAntiquaria. Fanno di ciò piena testimonianza le sue opere

immortali sopra gli Atti deʼ Fratelli Arvali, e sulle iscrizioni di

Casa Albani[455]. Ma non basta il raccogliere e spiegare le iscrizioni

antiche; bisogna ancora assai volte far nuove iscrizioni per tramandare

alla posterità le memorie deʼ nostri tempi. Alcuni sperano di meritare

i sommi onori in questo genere, perchè hanno tratta qualche parola

o qualche espressione dai sepolcri degli Scipioni, o dai frammenti

dʼEnnio e di Pacuvio; ma sono in errore. Quale esser debba lo stile

delle iscrizioni lʼinsegnò lʼ_Ex-Gesuita_ Abate Morcelli in unʼegregia

sua opera[456], nella quale per qualsivoglia genere dette gli opportuni

precetti, ed in altra opera somministrò gli esempj da lui stesso

composti con ammirabile felicità[457], onde è divenuto regola ed

esempio in questa parte delle latina letteratura.

Della illustrazione delle lingue antiche e moderne e principalmente dell'italiana procurata nel secolo XVIII. dagli Italiani - Parte II · 第 16 / 32 题