Pilato uscì allora dal pretorio e disse agli Ebrei, con grande collera:
Prendo la terra a testimonio, che io non trovo colpa in questo uomo. I
Giudei risposero: Se e' non fosse un malfattore, non ve lo avremmo
menato qui. E Pilato: Prendetelo dunque e giudicatelo secondo la vostra
legge. I Giudei fecero osservare: Non ci è permesso di mettere alcuno a
morte. Pilato disse ai Giudei: La vostra legge vi dice dunque: non
uccidete[77]: non è lo stesso di me? Ed entrando per la seconda volta
nel pretorio, Pilato fece venir Gesù solo e gli chiese: Siete voi il re
dei Giudei? Gesù rispose: Dite voi ciò da voi stesso o altri ve lo hanno
detto di me? Pilato sclamò: Sono Giudeo io forse? La nazione ed il
principe dei sacerdoti mi vi hanno consegnato. Cosa avete voi fatto? E
Gesù: Il mio regno non è di questo mondo; se lo fosse, i miei ministri
avrebbero resistito e non sarei stato gittato ai Giudei; ma ora il mio
regno non è qui. Pilato chiese: Voi siete dunque re? Gesù rispose: Voi
dite che io sono re. Poi soggiunse: Io sono nato in ciò, sono nato per
ciò, per ciò son venuto, vale a dire, per rendere testimonianza alla
verità; e chiunque appartiene alla verità ode la mia voce. Pilato
chiese: Cosa è dunque la verità? E Gesù: La verità è del cielo. La
verità non è dunque sulla terra? osservò Pilato. E Gesù: Fate attenzione
che la verità è sulla terra fra coloro che mentre hanno il potere di
giudicare, si servono della verità e rendono giuste sentenze.
[77] ESOD., cap. XX, v. 15.