Pilato, vedendo ciò, fu preso da terrore, e volle alzarsi dal suo
seggio. Ma come e' pensava a ciò fare, la sua sposa, che era lontano,
mandogli a dire: Non vi mischiate di codesto giusto[76]; perocchè io ho
molto sofferto in sogno la scorsa notte, a causa di lui. I Giudei,
udendo ciò, dissero a Pilato: Non vi avevamo noi prevenuto ch'egli è
mago? Ecco che egli ha mandati dei sogni a vostra moglie. Pilato chiamò
Gesù e gli disse: Udite voi ciò che e' depongono contro di voi? e voi
tacete? Gesù rispose: S'e' non avessero facoltà di parlare, non
parlerebbero. Ma perchè ciascuno ha il potere di parlare, bene o male,
essi vedranno. Gli anziani dei Giudei dimandarono: Cosa vedremo noi? La
prima cosa che abbiamo visto di voi, gli è che voi siete nato dalla
fornicazione. Poi, che alla vostra nascita, i fanciulli di Betleem sono
stati trucidati. In terzo luogo, che vostro padre e vostra madre Maria
se la svignarono in Egitto perchè non avevano confidenza nel popolo.
Qualcuno dei Giudei presenti, che pensavano bene, soggiunsero: Noi non
diciamo che egli è nato dalla fornicazione; codesto discorso non è vero,
perchè il matrimonio fu compiuto, come lo attestano persone stesse della
nostra nazione. Annas e Caiphas dissero a Pilato: Bisogna ascoltare la
moltitudine che grida ch'egli è nato dalla fornicazione ed è mago.
Coloro che negano ciò, sono suoi proseliti e suoi discepoli. Pilato
domandò a Annas ed a Caiphas: Quali sono codesti proseliti? Risposero:
E' dicevano or ora ch'erano pagani, ed eccoli di un tratto divenuti
giudei. Elièzer, Asterius, Antonio, Giacomo, Cyrus, Samuel, Isaac,
Phinees, Crispus, Agrippa, Annas e Giuda risposero a volta loro: Noi non
siamo proseliti, ma figli di Ebrei ed attestiamo la verità, perchè
abbiamo assistito al matrimonio di Maria. Ora, Pilato, volgendo la
parola ai dodici uomini che avevano ciò detto, disse: Ve ne scongiuro
per la salute di Cesare, è costui nato dalla fornicazione? ciò che voi
dite è vero? Essi risposero: Noi abbiamo per legge di non giurare perchè
ciò è peccato; ma che costoro giurino essi per la salute di Cesare che
noi abbiamo mentito, e noi ci dichiariamo colpevoli di morte. Annas e
Caiphas osservarono: Codesti dodici non ci crederebbero; ma noi sappiamo
che il rabbì è nato dal delitto ed è mago. Egli dice inoltre esser
figlio di Dio e re, ciò che noi non crediamo, e perfino temiamo di
udire. Pilato fece uscire tutti, eccetto i dodici che attestavano non
essere il rabbì nato da fornicazione, fece tirar da parte anche costui,
e dimandò loro: Per quale ragione i Giudei vogliono far morire Gesù? I
dodici risposero: Il loro zelo proviene da che il rabbì guarisce in
giorno di sabbato. E Pilato: Gli è dunque per un'opera buona che
vogliono dargli la morte? Sì, signore, sclamarono i dodici.
[76] MATT., c. XXVII, v. 19.