II.

Pilato, vedendo ciò, fu preso da terrore, e volle alzarsi dal suo

seggio. Ma come e' pensava a ciò fare, la sua sposa, che era lontano,

mandogli a dire: Non vi mischiate di codesto giusto[76]; perocchè io ho

molto sofferto in sogno la scorsa notte, a causa di lui. I Giudei,

udendo ciò, dissero a Pilato: Non vi avevamo noi prevenuto ch'egli è

mago? Ecco che egli ha mandati dei sogni a vostra moglie. Pilato chiamò

Gesù e gli disse: Udite voi ciò che e' depongono contro di voi? e voi

tacete? Gesù rispose: S'e' non avessero facoltà di parlare, non

parlerebbero. Ma perchè ciascuno ha il potere di parlare, bene o male,

essi vedranno. Gli anziani dei Giudei dimandarono: Cosa vedremo noi? La

prima cosa che abbiamo visto di voi, gli è che voi siete nato dalla

fornicazione. Poi, che alla vostra nascita, i fanciulli di Betleem sono

stati trucidati. In terzo luogo, che vostro padre e vostra madre Maria

se la svignarono in Egitto perchè non avevano confidenza nel popolo.

Qualcuno dei Giudei presenti, che pensavano bene, soggiunsero: Noi non

diciamo che egli è nato dalla fornicazione; codesto discorso non è vero,

perchè il matrimonio fu compiuto, come lo attestano persone stesse della

nostra nazione. Annas e Caiphas dissero a Pilato: Bisogna ascoltare la

moltitudine che grida ch'egli è nato dalla fornicazione ed è mago.

Coloro che negano ciò, sono suoi proseliti e suoi discepoli. Pilato

domandò a Annas ed a Caiphas: Quali sono codesti proseliti? Risposero:

E' dicevano or ora ch'erano pagani, ed eccoli di un tratto divenuti

giudei. Elièzer, Asterius, Antonio, Giacomo, Cyrus, Samuel, Isaac,

Phinees, Crispus, Agrippa, Annas e Giuda risposero a volta loro: Noi non

siamo proseliti, ma figli di Ebrei ed attestiamo la verità, perchè

abbiamo assistito al matrimonio di Maria. Ora, Pilato, volgendo la

parola ai dodici uomini che avevano ciò detto, disse: Ve ne scongiuro

per la salute di Cesare, è costui nato dalla fornicazione? ciò che voi

dite è vero? Essi risposero: Noi abbiamo per legge di non giurare perchè

ciò è peccato; ma che costoro giurino essi per la salute di Cesare che

noi abbiamo mentito, e noi ci dichiariamo colpevoli di morte. Annas e

Caiphas osservarono: Codesti dodici non ci crederebbero; ma noi sappiamo

che il rabbì è nato dal delitto ed è mago. Egli dice inoltre esser

figlio di Dio e re, ciò che noi non crediamo, e perfino temiamo di

udire. Pilato fece uscire tutti, eccetto i dodici che attestavano non

essere il rabbì nato da fornicazione, fece tirar da parte anche costui,

e dimandò loro: Per quale ragione i Giudei vogliono far morire Gesù? I

dodici risposero: Il loro zelo proviene da che il rabbì guarisce in

giorno di sabbato. E Pilato: Gli è dunque per un'opera buona che

vogliono dargli la morte? Sì, signore, sclamarono i dodici.

[76] MATT., c. XXVII, v. 19.

Memorie di Giuda, vol. II · 第 40 / 51 题