Giorgina stava sdraiata sul letto, interamente nuda.
Ladislao, dritto in piedi, le era a fianco e ne ammirava il bel corpo
bruno, aspettando ch'ella si alzasse e si riabbigliasse per chiudere
l'appartamento e andarsene.
Ma la donna, vinta dal torpore sciroccale che pesava quel giorno più del
consueto, pareva meglio disposta ad assopirsi che a togliersi di là; e
spiava il giovane di sotto le palpebre socchiuse, mentre lievemente
sorrideva.
— Per questo, Ladis, sei tornato? — ella mormorò, stringendo fra le dita
gli ùveri dei seni rigogliosi. — Era difficile imaginarlo, e se avessi
saputo prima, ti avrei detto di no.
— Avresti fatto malissimo, — rispose Ladis vivamente. — Non bisogna mai
perdere un'occasione, e del resto spero che tu non sia pentita del tuo
sì.
Un fremito allegro le fece sobbalzare il petto e i fianchi, ed ella
diede in una risata.
— Dunque è vero? — riprese. — Perchè Aurelio mi desidera, tu mi hai
voluta ancora? È la logica degli uomini....
— Ma no, cara, — interruppe Ladislao. — La vigliaccheria di tuo marito è
così grande, ch'io sarei uno sciocco a rinunziare, per uno scrupolo
d'amicizia, al piacere che tu puoi darmi.
— Mio marito è in ogni cosa un briccone, — dichiarò pacatamente
Giorgina, levando alte le braccia per farsene corona intorno al capo. —
Mi maraviglio che tu te ne maravigli!
— Sapevo che è un affarista, — rispose il giovane, — e ciò non mi
riguarda; ma credevo avesse almeno quella dignità, la dignità del
maschio, che c'ispirano l'amore e la gelosia per una donna. Non ti ha
amata quand'eri sua; adesso che sei di altri, ti rivuole; adesso si
accorge che sei desiderabile....
Di nuovo Giorgina vibrò da capo a piedi, ridendo a gola spiegata.
— Egli non aveva capito nulla, — seguitò Ladislao. — Ha aspettato che ti
pigliassero gli altri, e allora si è acceso per te. Insomma, egli vede
il mondo intero sotto forma d'una società per azioni, e ormai non
avrebbe alcun ribrezzo a godere in società anche il tuo amore....
Giorgina balzò agilmente dal letto.
— Che imbecille! — disse, stirandosi e protendendo il seno. — E perchè
allora ha cominciato col fare uno scandalo e col mettermi alla porta?
Così eretta, i capelli sciolti, ombreggiato il volto dalla luce discreta
della camera, ella rammentava un famoso disegno a penna d'Alberto
Martini, un disegno lascivo e audace, nel quale è raffigurata la bella
veneziana, che accoglie, col volto coperto dalla maschera e tutta nuda,
l'amante dell'ultimo quarto d'ora.
Piena di voluttà e d'insidie. Giorgina Sangiorgi somigliava, per
carnalità inquietante, alla femmina sbocciata dalla ricca fantasia
dell'artista.
— Due anni or sono, — ella seguitò, — quando s'avvide che io mi lasciava
corteggiare da quel tenente di vascello....
E cominciò a riabbigliarsi innanzi a un vetusto specchio, il quale ne
rifletteva l'imagine incorniciata nella sagoma del legno dorato, che i
tarli avevan trafitto.
— Due anni or sono mise sossopra tutta Venezia per quella sciocchezza;
io l'aveva consigliato a darsi pace; ma egli parlava d'onore, di buon
nome, d'altre cose stupide.... Saresti molto gentile, Ladis, se tu mi
allacciassi le stringhe.... E dovetti andarmene.... Già, egli è di
quegli uomini che la maledizione dell'antipatia generale perseguita, e
così non c'è stato un cane che gli abbia dato ragione. Poteva risparmiar
la fatica di ricordarsi dell'onore!... Le giarrettiere, te ne prego!...
Parlava e si vestiva con rapidità, gettando appena un'occhiata allo
specchio. Ladis credeva d'essere nel camerino d'un'attrice che si
acconciasse prestamente per non fare attendere il suo pubblico.
L'eleganza semplice e fresca dell'abbigliamento estivo si sovrappose in
un attimo alla bellezza temeraria del giovane corpo. E d'un tratto la
donna si rivolse a Ladislao che le stava alle spalle, gli piantò in
faccia gli occhi dalla fiamma inquieta, e gli chiese:
— Tu, che cosa mi consigli?
— Io? — esclamò Ladis. — Niente!
— E perchè? — fece Giorgina in tono di dolce rimprovero. — Temi che un
giorno ti rinfacci il tuo parere?
L'amante si morse le labbra; voleva dirle che non la consigliava, perchè
all'infuori dell'aspra concupiscenza non gli ispirava nè un sentimento
nè un pensiero; ma rispose invece sorridendo:
— Via, una donna come te deve avere già il suo piano; e il mio consiglio
non arriverebbe a mutarlo.
— È vero, — mormorò Giorgina. — L'assegno che Aurelio mi ha fissato non
basta.
Era pronta; abbassato il veletto sul viso, impugnato l'ombrellino nella
destra guantata, spenta la torbida fiamma dello sguardo, ella era ormai
una dama severa e innocente.
— Sei ben certo, — disse a mo' di conclusione, offrendo per l'addio la
bocca al giovane, — sei ben certo di non ingannarti? Davvero Aurelio mi
ricerca? Perchè è necessario ch'io ceda e mi riunisca a lui.
— L'altra sera, al Lido, era sulle spine, a quanto ho potuto capirne, —
rispose Ladis, baciando la bocca. — Non per l'onore, ah no! Se ne
infischia, lui! Ma per l'amore. Avrebbe voluto strapparti a quei
giovanotti che ti accompagnavano.
La donna ebbe un guizzo di piacere.
— Come ho fatto bene a non andarmene da Venezia! — disse allegramente.
— Oh benissimo! — confermò Ladis.
Risero insieme; poi Giorgina s'abbuiò in volto, e osservò:
— Vorrebbe riprendermi, Aurelio, ma non richiamarmi. Hai capito? Non osa
fare il primo passo, temendo che io gli costi troppo. E io pure, non so
come agire....
— E allora, starete a guardarvi?
— No; avrei bisogno d'un amico, — mormorò la donna esitando. — Un amico,
il quale spianasse la via a me e a lui....
Ladis non rispose.