X.

La signora Anna Arrigoni, giunta a Brescia, trovò la figlia Francesca

aggravatissima; e pochi giorni di poi, la giovane sposa moriva. Fu per

tale ragione che la signora Anna si stabilì a Brescia; volle allevare

ella stessa il bimbo della figlia sua e dar mano alla casa, poichè il

genero non poteva togliersi ai suoi affari.

Estella e Tullio furono rapidamente ripresi dalla vita d'ogni giorno.

Tullio si gettò al lavoro con rabbia, tentando di obliare e illudendosi

in pari tempo che con una volontà sovrumana, con uno sforzo tenace

avrebbe raggiunto la ricchezza di cui aveva bisogno per tornare a

Bellagio, ripresentarsi a Estella e ricondurla seco per sempre; ma a

mano a mano ch'egli procedeva, il tempo affievoliva il ricordo, la

volontà declinava, lo sforzo si faceva ordinario.

E passarono dieci anni, senza che Estella e Tullio si vedessero; dieci

anni, lunghi nei giorni di patimento, fugaci nelle poche ore di gaudio e

di piacere.

Un giorno a Firenze, mentre una giovane signora bionda stava affacciata

alla finestra dell'albergo e guardava in giardino, un uomo passeggiava

pei viali, fumando e fermandosi qua e là a osservare i cespi di rose e

sul prato una tempesta di margherite gialle.

Era, sì, mutato; alla barba e ai capelli si mescolavano numerosi fili

argentei; rughe precoci gli solcavano la fronte, e un'espressione strana

animava il suo volto. Ma la signora lo riconobbe alla prima occhiata; e

senza riflettere, discese, entrò in giardino, andò incontro all'uomo,

che s'era chinato a raccogliere qualche margheritella.

Egli alzò il capo, udendo il fruscìo della veste sulla ghiaia; e d'un

subito, alla sveltezza della figura, alla luce che veniva da quegli

occhi ceruli, anch'egli riconobbe la signora.

Un largo sedile era a ridosso d'una magnolia lussuosa. Essi presero

posto e parlarono.

La signora bionda s'era fatta incontro all'uomo con un subitaneo tumulto

nel cuore, il volto imporporato da una fiamma di verecondia quasi

timorosa. Nulla aveva essa perduto del riserbo e della grazia d'un

giorno. Era diventata più bella, ma l'anima rimaneva sempre chiarissima

e dolce.

L'uomo era sorridente e freddo. La sua parola incalzava, facile ai

madrigali, ricca di adulazioni e di lusinghe, accorta e calcolatrice,

tanto che la donna lo interruppe.

— E lei, — disse, — non ha preso moglie?

— Io? — egli rispose ridendo. — Ah no! Ho rinunziato al matrimonio,

perchè diffido di tutti e non ho alcuna inclinazione alla famiglia, che

è una noia e un impaccio. Meglio vivere divertendomi e lasciando che si

sposino gli amici....

Rise ancora, con un riso sinistro. Allora la donna capì l'espressione

del volto, che le era parsa strana: libertinaggio; e chinati gli occhi

perchè egli non potesse leggerle nello sguardo lo spavento per la cruda

rivelazione, stette ad ascoltarlo, notando che anche la voce di lui era

diversa da quella d'un giorno, divenuta rauca e mordace.

— Lei ha fatto bene a maritarsi, — egli diceva. — Ma noi uomini possiamo

sfuggire agevolmente a questa sorte e io tento sfuggirla con la cura più

meticolosa.... Del resto, alla mia età, pochi pericoli mi insidiano

ormai, in questo campo.... Ma lei è felice; i suoi magnifici occhi hanno

uno sguardo tanto calmo, che dicono la pace e la soddisfazione.... Io

l'ammiro molto.... La sua bellezza è nobile e squisita....

Mentr'egli parlava, la signora andava osservando che una mano di lui,

posata sopra un ginocchio e guantata, rimaneva sempre immobile, come

inerte, come lignea. Egli s'accorse di quello sguardo insistente, quasi

interrogativo, e disse, con accento breve d'indifferenza:

— Mi guarda? Ho perduto la mano, in rissa, una notte....

Fu stupito vedendo che la signora impallidiva.

— Ebbene, — soggiunse, — che c'è? _À la guerre comme à la guerre...._

— La mano sinistra! — esclamò la donna quasi con un grido. — Non ricorda

più nulla?

— Che cosa devo ricordare? — egli domandò ancora sorpreso.

— Nulla, ha ragione! — ripetè la donna con voce spenta.

— Lei si ferma a lungo qui? — egli continuò. — Permetterà che ci

vediamo?

I suoi occhi acuti circondavano e cinghiavano il bel corpo agile della

signora.

Ma questa si alzò di scatto.

— No, — rispose. — Non mi fermo; dovevo partire stasera, ma partirò

subito.... Raggiungo mio marito a Londra.

Gli tese la mano; egli la strinse, freddo, perduta ormai ogni speranza

di seduzione.

Così si lasciarono, e nella vita non s'incontrarono mai più.

Donne e fanciulle · 第 16 / 35 题