IX.

Fu un viaggio triste. Splendeva il sole, ma ancora sibilava il vento

gelido.

Ricoverati nella sala sottocoperta del battello, per lungo tratto

viaggiarono in silenzio; poi Tullio domandò:

— Ha dormito bene?

— Non ho chiuso occhio l'intera notte, — rispose Estella. — E lei?

— Neppure io....

Seguì una pausa. La giovinetta riprese:

— Sarà stato il tè.

Lo Sciara non disse parola, e allora Estella soggiunse, dubitosa:

— Ascolti.... Mi ascolta?... Io ho pensato stanotte che sono stata

insoffribilmente cattiva con lei, e l'ho fatto ammattire tutto il

giorno. Ne ho un vero rimorso, e temo che lei mi lasci con una pessima

impressione. Non so come farmi perdonare; non ho più tempo per

dimostrarle che sono buona....

Tullio interruppe:

— La giornata che abbiamo passato insieme è stata un raggio di felicità

per me.

— Anche per me, — disse Estella, respirando come liberata da un peso. —

Ero felice; non avrei mai voluto che apparisse l'alba. Se mi si

concedesse ancora un giorno così bello....

Tacque; s'accorse di dire troppo. Ma Tullio volle udire e incalzò:

— Che cosa farebbe?

— Qualunque sacrificio, — confermò Estella incoraggiata. — Ho pensato

stanotte che mi taglierei tutti i capelli, per ottenere questa grazia;

poi ho riso da sola, perchè sarei orribile, e lei si vergognerebbe di

una ragazza tanto brutta, e non mi condurrebbe in viaggio e all'albergo.

— Io, — disse Tullio, — mi lascerei tagliare la mano sinistra, per

riavere, non un giorno, ma molti giorni come quello che abbiam passato

insieme.

— Che bella coppia! — esclamò la giovinetta. — Lei senza mano, e io

senza capelli!

Risero, e fu l'ultimo lampo di gioia. Poi a poco a poco, la malinconia

li vinse, il silenzio li riprese; squadrarono con rancore, quasi con

odio, i viaggiatori che di stazione in stazione andavano prendendo posto

nella sala e disturbavano il muto dialogo delle loro anime. Estella

sentiva un amaro nodo alla gola, un desiderio di piangere, come se

ciascuna toccata del battello l'avvicinasse a un destino triste; e per

trovare forza, dovette dirsi che suo padre l'aspettava.

— Sente il suo profumo? — chiese Tullio. — È nel mio fazzoletto, con le

sue care lagrime....

Ella non rispose; volse il capo, guardando fuori, perchè l'amico non

vedesse che nuove lagrime le facevano velo agli occhi.

Tullio riprese:

— Ricordi la promessa. Nessuno deve sapere mai che noi abbiam passato

insieme un'intera giornata.

— _Mai!_ — ripetè la fanciulla. — Mai, nessuno al mondo. Sarà il nostro

segreto.

E non dissero più altro. Solo, quando il battello toccò Bellagio ed

Estella s'avviava all'approdo, ella mormorò ancora con voce addolorata:

— Ahimè, come tutto finisce!

Donne e fanciulle · 第 15 / 35 题