VIII.

Finito il banchetto, senza discorsi, le maestre distribuirono i

panierini e tutti si sparsero per quella e per l'altre stanze per

riunirsi da capo, qua e là, a coppie e a gruppi, sedendosi in parte

sulle panchettine lungo le pareti e in parte sull'ammattonato, a

mangiare in libertà quello che s'eran portati da casa. La direttrice

mi condusse in un angolo dov'eran due fratelli che leticavano e —

Veda che caso — mi disse: — questi due fratelli hanno il panierino in

comune. Ebbene: ogni mattina dell'anno, regolarmente, s'accapigliano

per la divisione del mangiare; ogni mattina il più grande vuol prender

tutto per sè, e non c'è che l'autorità che lo faccia cedere. La lite è

così certa e preveduta che gli altri bimbi vengono a vedere prima che

incominci. Che cos'è mai l'istinto della proprietà! — Veramente, a me

pareva l'istinto del furto; ma mi guardai dal dirlo perchè, in bocca

mia, l'osservazione sarebbe potuta parer “sovversiva„.

M'avvicinai a un bimbo paffuto che mi guardava fisso, e gli domandai

che cosa gli avesse dato la mamma per colazione. Mi rispose con una

grossa voce: — Un pesce!

Al modo come lo disse pareva che dovesse essere un salmone. Lo pregai

di farmelo vedere. E mi mostrò il pugno da cui spuntavano le estremità

d'una mezza acciuga, ridotta non più che un filo dalle vigorose

fregagioni che — come mi fu detto da un'assistente — egli aveva

liberalmente concesso alle pagnotte circonvicine.

Venne in quel punto una maestra a dirmi che andassi a vedere all'opera

lo “scroccone„. Passammo nell'altra stanza e lo vedemmo solo, col

suo muso di topo sul petto, tutto intento a levar la crosta a un

panino. Finita la scrostatura, si mise a leccar la mollica da tutte

le parti, con grande cura, come se la volesse inumidir tutta quanta

prima d'addentarla. — Ne prepara qualcuna delle sue, senza dubbio, —

disse la maestra. — Infatti, dopo che ebbe condito bene il suo pane,

si voltò verso un gruppo di bimbi che assediavano il possessore dello

zucchero biondo e, cavallerescamente, liberò l'assediato, facendo in

là gl'importuni che volevano intingere il dito nella sua proprietà.

Poi gli si sedette accanto in atto ossequioso e gli disse nell'orecchio

non so che cosa, a cui quegli acconsentì, porgendo il pacchetto aperto.

Povero ingenuo! Egli credeva d'aver che fare con un pane asciutto, che

avrebbe fatto poco danno. Era invece un pane traditore che, maneggiato

da una mano abile, girando rapidamente come un buratto.... produsse un

vuoto spaventoso;

_onde_ sospiri e pianti ed alti guai.

Ricordi d'infanzia e di scuola seguìti da Bambole e marionette, Gente minima, Piccoli studenti, Adolescenti, Due di spade e due di cuori · 第 24 / 52 题