Finito il banchetto, senza discorsi, le maestre distribuirono i
panierini e tutti si sparsero per quella e per l'altre stanze per
riunirsi da capo, qua e là, a coppie e a gruppi, sedendosi in parte
sulle panchettine lungo le pareti e in parte sull'ammattonato, a
mangiare in libertà quello che s'eran portati da casa. La direttrice
mi condusse in un angolo dov'eran due fratelli che leticavano e —
Veda che caso — mi disse: — questi due fratelli hanno il panierino in
comune. Ebbene: ogni mattina dell'anno, regolarmente, s'accapigliano
per la divisione del mangiare; ogni mattina il più grande vuol prender
tutto per sè, e non c'è che l'autorità che lo faccia cedere. La lite è
così certa e preveduta che gli altri bimbi vengono a vedere prima che
incominci. Che cos'è mai l'istinto della proprietà! — Veramente, a me
pareva l'istinto del furto; ma mi guardai dal dirlo perchè, in bocca
mia, l'osservazione sarebbe potuta parer “sovversiva„.
M'avvicinai a un bimbo paffuto che mi guardava fisso, e gli domandai
che cosa gli avesse dato la mamma per colazione. Mi rispose con una
grossa voce: — Un pesce!
Al modo come lo disse pareva che dovesse essere un salmone. Lo pregai
di farmelo vedere. E mi mostrò il pugno da cui spuntavano le estremità
d'una mezza acciuga, ridotta non più che un filo dalle vigorose
fregagioni che — come mi fu detto da un'assistente — egli aveva
liberalmente concesso alle pagnotte circonvicine.
Venne in quel punto una maestra a dirmi che andassi a vedere all'opera
lo “scroccone„. Passammo nell'altra stanza e lo vedemmo solo, col
suo muso di topo sul petto, tutto intento a levar la crosta a un
panino. Finita la scrostatura, si mise a leccar la mollica da tutte
le parti, con grande cura, come se la volesse inumidir tutta quanta
prima d'addentarla. — Ne prepara qualcuna delle sue, senza dubbio, —
disse la maestra. — Infatti, dopo che ebbe condito bene il suo pane,
si voltò verso un gruppo di bimbi che assediavano il possessore dello
zucchero biondo e, cavallerescamente, liberò l'assediato, facendo in
là gl'importuni che volevano intingere il dito nella sua proprietà.
Poi gli si sedette accanto in atto ossequioso e gli disse nell'orecchio
non so che cosa, a cui quegli acconsentì, porgendo il pacchetto aperto.
Povero ingenuo! Egli credeva d'aver che fare con un pane asciutto, che
avrebbe fatto poco danno. Era invece un pane traditore che, maneggiato
da una mano abile, girando rapidamente come un buratto.... produsse un
vuoto spaventoso;
_onde_ sospiri e pianti ed alti guai.