MENTRE PARTONO

Tu che aprendo il mercato alla menzogna

Alto salir potesti

E che senza pietà, senza vergogna,

Vivo, di noi ridesti,

Or nella tomba dormirai contento

Buon vecchio di Stradella,

Che accompagnar solevi al tradimento

L'arte di Pulcinella.

Dormi, buon vecchio, ormai dimenticato

Dai servi e dai rivali

E sogghigna se 'l puoi. T'han perdonato

I morti di Dogali.

A ben più grave e più feroce guerra

L'Italia è condannata;

Nuovo sangue latin beve la terra

Dell'Eritrea bruciata.

Nuove vittime ancor di rei consigli

Cadran sull'arse arene

E nuove madri cresceranno i figli

Per ingrassar le iene!

Lascia, scarno villan, lascia il sudato

Solco a te non diviso.

Tu non devi morir dove sei nato,

Dove amor t'ha sorriso.

La gentil civiltà de' tuoi signori

Ti spinge alla battaglia.

Va, povero villano, uccidi e muori.

Dopo, avrai la medaglia.

E mentre i legulei ti lauderanno

Con sonanti parole,

Oh, come l'ossa tue biancheggieranno

Gloriosamente al sole!

Sulla sabbia deserta e funerale

Rotoleranno al vento,

Ma in qualche trivio della Capitale

Sorgerà un monumento.

Su cui tra i bronzi falsi e le sculture

Dell'arte a buon mercato

Sarà il tuo nome, o buon villan, se pure

Non l'han dimenticato.

Piange intanto colei che la tua culla

Vegliò amorosa e forte;

Piange le tristi nozze una fanciulla,

Le nozze con la morte.

Ma il padre invece, al ciel rivolto il ciglio,

Giunte le palme grame,

Dice:--beato te povero figlio,

Che non avrai più fame.--

Rime di Argia Sbolenfi con prefazione di Lorenzo Stecchetti · 第 125 / 142 题