Il mar lambendo instancabile e lento
La sabbia fina dell'umida sponda,
Con ritmo uguale mandava un lamento,
Quasi un singhiozzo, alla notte profonda.
Occhi benigni, le stelle d'argento
Guardavan fisse la terra feconda.
Amor vagava nel ciel sonnolento
Ed io sperai la fortuna seconda.
Il cor t'apersi con timido accento,
Sfiorai col labbro la chioma tua bionda
Ed al trionfo credetti un momento....
Addio, fantasmi d'un'ora gioconda,
Sogni d'amore dispersi dal vento,
Care speranze cadute nell'onda!