Quello di Rosa voleva dire: «Voi vedete bene!»

Quello dello Statolder significava: «Silenzio e attendete».

Il principe asciugossi una goccia di sudor freddo che gli era colata

dalla fronte alla guancia. Piegò lentamente il foglio, lasciando

sprofondare col pensiero i suoi sguardi nell’abisso senza fondo e senza

risorsa che chiamasi pentimento e vergogna del passato.

Ben presto rialzando il capo con isforzo, disse:

— Andate, signor Boxtel, sarà fatta giustizia; ve l’ho promesso.

Poi al presidente:

— Voi, mio caro Van Herysen, custodite qui questa ragazza e il

tulipano. Addio.

Tutti s’inchinarono, e il principe escì ricolmo di numerose

acclamazioni popolari.

Boxtel se ne tornò al _Cigno Bianco_ molto inquieto. Quel foglio che

Guglielmo avea ricevuto dalle mani di Rosa, che avea letto, piegato e

messo in tasca con tanta cura, quel foglio inquietavalo.

Rosa si accostò al tulipano, ne baciò religiosamente le foglie e

confidossi del tutto in Dio, mormorando:

— Dio mio! voi sapete il buon fine, per cui Cornelio insegnommi a

leggere!

Sì, e Dio lo sapeva, dacchè egli punisce e ricompensa gli uomini

secondo i meriti loro.

Il tulipano nero · 第 32 / 42 题