ENEA. Voi già avrete letto nei giornali, o illustre regina, come dopo
dieci anni di assedio, i perfidi greci, sotto pretesto di offrire a’
miei concittadini un pegno di conciliazione, per una breccia praticata
nelle mura, introducessero in Troia un cavallo di legno, nel cui ventre
smisurato stavano rinchiusi non meno di mille individui armati ed
equigaggiati di tutto punto.
VOCI DIVERSE. Bam! boum! piff! puff!
ENEA _(da sè, trasalendo)_. L’avrei forse sparata troppo grossa?
DID., LE DONNE. In un ventre mille armati!
UOMINI _(l’uno all’altro sottovoce)_.
Ti te credet?—Hin tutt ball! _(a Enea)_
Va pur là—cúntela ai frati,
La tua storia del cavall!
ENEA _(alzandosi)_.
Se continua il mormorio,
Troncherò la narrazione...