ENEA, ACATE, MERONTE, IPPANTO, CLISSANDRO _ed altri Troiani_. ASCANIO
_condotto dalla nutrice si ferma presso al_ buffet _nel fondo della
sala. I suddetti_.
ENEA. Eccoci, illustre Dido, ai piedi tuoi _(si inchina davanti a
Didone)_.
DIDONE. Alzatevi, illustre troiano... Non vi prenda soggezione... non
facciamo complimenti fra noi... _(da sè)_ Per Giove! non so più quello
che io mi dica...
ENEA. Proseguite, o regina...
DID. Se i giornali della sera non hanno mentito, voi dovete essere quel
nobile rampollo della regale famiglia di Anchise...
ENEA _(con voce acutissima)_. E qual è dunque la diva che può leggere
nel libro del mio cuore e penetrare di un solo sguardo nei reconditi
abissi della mia genealogia?... Voi l’avete detto: io sono pur troppo
uno dei cinquanta sventurati che si chiamarono figliuoli del non mai
giovane Anchise.
ANNA. Cinquanta figliuoli!... Dunque... l’illustre vostro padre?...
ENEA. Sì, gentildonna... Il mio inclito padre (o chi per lui) si è
compiaciuto di metter al mondo una cinquantina di rampolli...
DID. Perdonate alla mia curiosità di donna: nascevano tutti da una sola
madre quei vostri quarantanove fratelli?
ENEA. Tutti, o regina.
DID. Il caso è abbastanza singolare, Nei vostri paesi, le donne debbono
avere una costituzione di ferro.
ENEA. E gli uomini dei muscoli di acciaio...
DID. _(sottovoce)_. Muscoli di acciaio!... Qual differenza col mio
Sichéo!... _(a voce alta)_ Non potete immaginare quanto mi interessino
questi gloriosi particolari della vostra origine... Ma, dove sono i
vostri quarantanove fratelli? Voglio ben sperare che essi facciano
parte del vostro numeroso seguito.
ENEA. I miei fratelli!... i miei sessanta fratelli... Orrendo
sovvenire!... Essi perirono tutti quanti nell’incendio che consumò
la mia misera patria... Di questi settanta fratelli non me ne resta
che un solo.... il minore di tutti... _(volgendosi ad Ascanio)_ Dove
sei, Ascaniuccio?.... Avvicinati.... Ah! Lo vedete... egli non può
staccarsi dal _buffet (avvicinandosi ad Ascanio e traendolo per un
orecchio presso i gradini del trono)_ Vergogna! Leccare il piattello
delle confetture!... Fa il tuo dovere colla regina... _(sottovoce)_ non
dimenticare di consegnarle il bigliettino...
ASCANIO _(saltando sulle ginocchia di Didone)_. Oh la cara, la bella
signora!...
DID. _(accarezzando Ascanio)_. S’è mai veduto il più leggiadro
fanciullo?.... Che bella capigliatura!... che tinta rosea!... sembra un
amore..... Ah!... _(la regina mette un grido e porta la mano al seno)_.
ASC. _(staccandosi da Didone e correndo verso Enea)_. Ti pare, papà,
che io abbia fatto il mio colpo per benino?...
ANNA _(alle vicine)_. Quel bricconcello ha introdotto un bigliettino
nel corsetto di mia sorella. Senza dubbio una dichiarazione...
ENEA _(sottovoce ad Ascanio)_. Bravissimo! A suo tempo ti comprerò le
caramelle... _(Ascanio percorre i vari gruppi. Anna, Clivia, Rubinia e
le altre donne se lo prendono fra le braccia, ed egli porta in giro e
distribuisce biglietti d’amore)_.
DID. _(da sè)_. Quel fanciullo mi ha messo l’incendio nel petto... _(ad
Enea)_ Ma... a proposito di incendio... sareste voi tanto cortese...
sareste voi tanto amabile... o re dei Troiani... da voler raccontare
per filo e per segno... o se meglio vi pare, per segno e per filo...
ENEA _(da sè)_. Questa donna non ha più testa... _(a voce alta)_ Ah!
voi sareste tanto buona....—che dico?—tanto paziente, da porgere
orecchio alla istoria luttuosa della mia misera patria?...
DID. Credo che questo mio desiderio sia vivamente condiviso dalle
mie dame, dai miei onorevoli ministri, da quanti si trovano qui
presenti—non è vero?... _(rumori diversi)_ Compiacetevi di sedere,
o illustre Enea _(additandogli il tabouret che sta nel mezzo della
sala)_; quello sgabello è destinato a voi... I vostri non meno illustri
compagni scelgano il posto che loro torna più comodo...
TROIANI. Avviciniamoci al _buffet_.
_(Si formano varii gruppi. Enea siede nel messo della scena, volgendo
la fronte alla Regina. I Troiani vanno nel fondo della sala, presso
il buffet. Ascanio continua a girare fra le dame che a loro volta gli
consegnano dei bigliettini da trasmettersi a questi o a quelli)_.
ENEA _(solleva colla mano i capelli, si percuote la fronte per adunare
le proprie reminiscenze, indi prorompe con enfasi)_. Infandum, regina,
jubes renovare dolorem.
DID. Illustre Enea.... perdonatemi... ma questo linguaggio mi riesce un
po’ duro.
ENEA. Compatite... Senza avvedermene... io adoperava una lingua a voi
affatto straniera... la lingua dell’avvenire...