Bebè, ritta sul sedile, gridò:--_La egina!_

--O che la conosce?--esclamò, maravigliata, la signora Daria.

--Conosce le livree rosse. Ogni volta che le vede dice:--_La regina._

--Che bella combinazione è stata!--soggiunse la _sofferente_.--Peccato

che non fosse che un lampo.

--Già sarebbe stata sempre la medesima cosa--rispose Diana,

sorridendo. E ordinò al cocchiere:--Andiamo al Pincio adesso.

--Per il Corso?

--No, è meglio andarci per Via Sistina. Si fa più presto.

--Lei è pratica delle strade di Roma assai più di me--osservò la

signora Daria.

La bella giornata primaverile aveva attirato al Pincio sull'ora del

tramonto una quantità di pedoni e d'equipaggi signorili e di vetture

da nolo; era un brusìo allegro di voci, era una festa di luce, una

fantasmagoria di colori, in quello sfoggio di vesti chiare, in quel

chiudersi e aprirsi degli ombrellini di seta spiccanti sul doppio

fondo del cielo azzurro e della verde spalliera degli aloe e dei

cactus; era un fremito di vita nel ronzìo degli insetti e nelle

fragranze dell'aria.

--_La egina!_--gridò nuovamente Bebè, battendo palma a palma.

--Dove? Dove?--E la signora Daria tese il collo come fanno i colombi

quando vanno in cerca d'esca.

Ma non era la regina. Era, a cassetto d'uno _stage_ a quattro cavalli,

una giovinetta bellissima, avvolta in un gran mantello scarlatto, una

forestiera, forse un inglese.

--Oh scioccherella!--disse Diana.--Ti basta veder del rosso per

credere che sia la regina.

I coniugi Varedo · 第 28 / 44 题