Bebè andava in estasi.--_Signoa Aia, signoa Aia!_

--Badi--ammoniva Diana ridendo.--Non dia troppo libertà a madamigella,

che se sapesse quanti capricci ha fatto questa mattina.

--Oh, lasci fare. In quell'età lì anche i capricci sono graziosi...

Io, io ho tre nipoti grandi e grossi che sono tre furie scatenate...

C'è il maggiore specialmente, tra i quattordici e i quindici anni, che

non so che cosa gli frulli... mi mette sempre le mani addosso.... da

per tutto.... e fossero di queste manine morbide e delicate!

Bebè si divertiva tanto che ci volle del bello e del buono a

persuaderla che si lasciasse portar in camera dall'Irene per farvi la

sua _toilette_ da passeggio. Non si chetò che quando le dissero che

s'era docile, ragionevole, la signora Daria sarebbe venuta anche lei

in carrozza; se no tornava a casa subito.

D'ordinario, Diana si serviva modestamente del primo fiacre capitato;

oggi ell'aveva preso un _landau_ di rimessa.

La carrozza fece un lungo giro. Traversò la Piazza del Panteon, la

Piazza della Minerva, tagliò il Corso Vittorio Emanuele, salì al

Campidoglio, scese al Foro romano, costeggiò il Colosseo. Un bel sole

primaverile splendeva sulle rovine, rievocava la vita in quel mondo

defunto. Fra le colonne infrante, sotto gli archi vetusti passavano i

grandi fantasimi; scintillavano le corazze, gli elmi, l'aste, gli

scudi; si agitavano i brandelli dei vessilli gloriosi provati

dall'ingiurie di tutti i climi; uomini, donne, fanciulli, patrizi e

plebei, fremendo nell'ansie dell'attesa, irrompevano nel Circo; i

campioni della prossima lotta esercitavano in giochi atletici le

membra poderose, mentre forse li assaliva un ricordo delle native

selve germaniche, e la pupilla si velava al pensiero dell'infanzia

lontana, della morte imminente.

Ahi, ma ben presto Diana s'accorse che per lei sola si movevano questi

fantasmi, che a lei sola parlavano queste voci. Bebè aveva posato la

sua testina sulla spalla dell'Irene e dormiva; e la signora Daria

guardava distratta di qua e di là, dondolando il capo sonnolento, e

scuotendosi solo quando si incontrava per la via qualche carrozza di

forestieri. Allora quelle foggie strane, quei tipi esotici, quelle

pronuncie gutturali, sibilanti le suggerivano sempre la stessa

osservazione profonda:--C'è di tutto in questa Roma. Una vera

Babele.--Ella poi confessava candidamente che sebbene ci vivesse da

oltre un anno non ci si era ancora potuta assuefare, e sospirava

Torino dov'era nata o Milano dov'era andata a stabilirsi con suo

marito. Una gran città Milano; molto meno cara di Roma, anche pel

prezzo dei viveri e degli alloggi... Non conosceva Venezia... assai

bella la dicevano.... ma una città in cui non c'eran carrozze e

cavalli non faceva per lei.

La Varedo diede un ordine al cocchiere che rimontò per San Pietro in

Vincoli, traversò Via Cavour e per Via dei Serpenti e Via della

Consulta si diresse alla Piazza del Quirinale ove un gruppo di curiosi

oziava dinanzi alla reggia. La fisonomia smorta della signora Daria si

animò tutta.

--Oh, se vedessimo i Sovrani!

--Niente di più probabile--disse il cocchiere voltandosi da

cassetto.--Spesso la Regina va a passeggio in quest'ora.

L'Irene sgranò gli occhi, e Bebè che s'era svegliata volle seder tra

la signora Daria e la mamma.

--Fermiamoci un minuto lì--disse Diana additando la balaustrata di

marmo di dove si vede così bene San Pietro.

Ma non occorse fermarsi troppo; chè proprio in quel punto si notò un

certo movimento nel vestibolo del Palazzo, una _vittoria_ con le

livree rosse sboccò dal portone, la sentinella presentò l'arma, i

cappelli si agitarono, la bionda regina chinò, risalutando, il capo

gentile, slanciò uno sguardo fuggitivo alla cupola della basilica

vaticana e scambiò una parola con l'unica dama che l'accompagnava. La

carrozza infilò la Via del Quirinale e disparve; solo per qualche

secondo si intese ancora lo scalpitìo dei cavalli rattenuti nella

ripida discesa.

I coniugi Varedo · 第 27 / 44 题