Varedo s'era ricomposto.--Mi duole che tu abbia inteso--egli disse
fissando in viso l'ingegnere Aldini--ma non ho nulla da ritirare.
Aldini lo guardò con piglio sarcastico.--Sapevo ch'eri un pedante,
vedo che sei anche un villano.
E si tolse di là bruscamente, senza dar tempo al suo avversario nè di
reagire, nè di rispondere.
La scena, svoltasi in un lampo, fu avvertita da due sole persone;
dalla signora Valeria i cui occhi non lasciavano mai la figliuola e
dall'Adelaide Nocera che aveva indovinato esser lei la causa di quella
disputa.
Stava ella ritta, immobile, con le mani dietro la schiena, col dorso
appoggiato al parapetto della terrazza, la piccola testa ed il busto
spiccanti in ombra sul nitido azzurro del cielo ove sorgeva alta la
luna. Aldini la raggiunse, e si allontanarono insieme.
Ma la signora Valeria piantò il crocchio degli amici e corse ov'erano
sua figlia e suo genero.--Che c'è?... Cos'è successo?
--C'è cara suocera mia--replicò, irritatissimo, Alberto--che suo
fratello ha bisogno di una lezione... E se non fossimo in un luogo
pubblico...
--No--supplicò Diana--no, Alberto.--E soggiunse lasciandosi cader su
una sedia:--Io lo prevedevo che la presenza dei Nocera avrebbe recato
dei guai...
--Ma, insomma, spiegatevi...
--Insomma--riprese il professore--io non amo che mia moglie abbia
contatti con certa gente... E mi meraviglio che una donna come lei...
Diana si portò il dito alla bocca.--Parlerete a casa... Zitto adesso,
ve ne scongiuro... Non siamo soli...
In fatti si avvicinavano la signora Susanna e la Olga, e dietro di
loro, fumando, il cavaliere Duranti e il cavalier Nocera.
--Che conciliaboli avete?--dimandò la signora Susanna.
--Nulla, nulla--rispose con fretta affannosa Diana Varedo.--Sono io
che non mi sentivo... che non mi sento bene... Anzi, Alberto, te ne
prego, fammi avere un bicchier d'acqua.
S'era un pretesto, non poteva esservene alcuno che avesse maggiore
apparenza di verità.
Diana aveva arrovesciata la testa sulla spalliera della sedia, era
bianca come un cencio lavato, un pallore freddo le imperlava la fronte
e le gote.
--Abbiate pazienza, tiratevi un momento indietro--disse la signora
Valeria agli altri.--Le levate l'aria.
Si curvò ansiosamente sulla figliuola e le chiese sottovoce:--Ti senti
poco bene, proprio?
--Sì... ma passerà...
--Sarà stata quella brutta scena?...
--No, non credo... La scena di poco fa m'ha recato un dolore
immenso... Ma ero già mal disposta... Credo invece che tu abbia
ragione...
E Diana bisbigliò qualche parola nell'orecchio di sua madre.
--Magari!--esclamò questa battendo palma a palma.--Magari!... Ti
ostinavi sempre a negare.
--Impressioni!... Adesso ho un'impressione contraria... Siamo un
impasto di contraddizioni... Forse m'inganno adesso...
--Speriamo di no... Ecco tuo marito che torna col bicchier d'acqua...
Diglielo anche a lui...
La signora Valeria si riaccostò agli amici.
--Dunque? Dunque?
--Effetto del caldo, del pranzo... in una donna che potrebb'essere in
una condizione anormale.
--Ma senza dubbio--disse con enfasi la signora Duranti.--Io n'ero
sicura malgrado le vostre negative.
--E anch'io--soggiunse la Olga.--Appena ho visto Diana, ho pensato
subito: quella è una donna incinta.
--Ma Olga...
--O che male c'è a chiamar le cose col loro nome?
Il consigliere Nocera, che non aveva sentito, chiese schiarimenti
al cavalier Duranti, e accolse la notizia con segni di
approvazione.--Egregiamente... S'era già tardato troppo, e quasi
toglievo la mia stima al nostro professore... Gli scienziati
qualche volta dimenticano l'essenziale. Così va bene. _Crescite et
multiplicamini..._ Si può congratularsi con gli sposi?
--No, consigliere, stia buono--pregò la signora Valeria.--Li lasci in
pace gli sposi... Sono ipotesi, semplici ipotesi.
Nocera fece una spallucciata; poi ripigliò guardandosi intorno:--A
proposito, dove diamine si sarà cacciata mia moglie?
--Era con l'ingegnere Aldini--rispose pronta l'Olga Duranti.--Mi pare
che siano usciti da quella parte...
E accennò con la mano a sinistra.
Se la maliziosa ragazza credeva d'aver svegliato con le sue parole la
gelosia del consigliere, ella s'ingannava a partito.
--Ah--disse placidamente Nocera--mi immagino che quelle due creature
romantiche saranno andate a passeggiare sulla spiaggia, al chiaro di
luna... Buon divertimento!... Hanno fatto il dente del giudizio tutt'e
due, e non c'è pericolo che si perdano per la strada.
--Oh, ecco Diana a braccio di Varedo--osservò la signora Duranti.--Va
meglio?
Diana si sforzava di sorridere e di stringer le mani che l'erano
tese.--Sì, va meglio, molto meglio... A ogni modo, è opportuno ch'io
vada a casa subito... Alberto m'accompagna... Tu, mamma, puoi
restare...
--No, no, io vengo con voi... Gli amici mi scusano...
--Ma nemmeno noi abbiamo nessuna ragione di rimanere--disse la Susanna
Duranti.
Il cavaliere marito si offerse di perlustrare la spiaggia in cerca
della signora Adelaide e dell'ingegnere. Così si sarebbe fatta tutta
una carovana.
--Oh--saltò su Nocera--prima che li trovi!... Li aspetterò io, nel
salone dei concerti... Di là è probabile che passino.
--Quello che non capisco--notò la Olga Duranti--è come non si siano
accorti del malessere di Diana... Erano appunto con lei.
--Che vipera!--pensò la Varedo. E disse forte:--Non se ne potevano
accorgere... m'è capitato dopo.
Il professore mostrò a sua moglie l'orologio dello Stabilimento--Se
vogliamo prendere il tram e partire col primo vapore abbiamo appena il
tempo necessario.
Il cavaliere Duranti interrogò la consorte.--E allora che cosa si
decide?
Alberto Varedo ebbe un gesto d'impazienza. La signora Valeria se ne
accorse e intervenne a proposito.--Si decide che partiamo noi tre,
Diana, Alberto ed io; gli altri non devono sacrificar la serata per
colpa nostra.
--Non era un sacrificio--replicò la signora Susanna--ma sarebbe fuor
di luogo l'insistere. Buon viaggio e buona notte. Domattina poi
soneremo il vostro campanello per aver notizie.
--Grazie... ma è inutile.
--O niente affatto... Una notizia l'avremo... una bella notizia...
autenticata nelle debite forme.
--Zitto, zitto...
L'Olga Duranti volle dar un bacio a Diana.--Mi rallegro, sai, mi
rallegro sinceramente... Sarà per Febbraio o Marzo?...
--Lascia stare i pronostici... Se fosse una bolla di sapone?... Addio,
addio...
--Quanto dispiacerà all'Adelaide di non averle salutate!--gridò Nocera
mentre Diana e la signora Valeria s'allontanavano. Indi borbottò:
--Quel professore Varedo ha una prosopopea intollerabile. Fa una
grazia a toccarsi il cappello.
--Finalmente vi siete liberati dagl'importuni--disse Alberto a sua
moglie e a sua suocera, allorchè furono soli.--Pare impossibile il
tempo che le donne impiegano a congedarsi...
Erano sul ponte che dallo Stabilimento mette al piazzale ove si
fermano i tram a cavalli. Uno di questi tram arrivava allora.
--Presto, presto!
Salirono trafelati in vettura.
La signora Valeria chinandosi su Diana rinnovò per la centesima volta
la solita domanda:--Come ti senti?
--Non c'è male--mormorò Diana. E fece segno che aveva bisogno di
riprendere fiato.
La Inverigo si voltò verso suo genero.--E adesso si può sapere che
parole son corse tra Gustavo e te?
Ma Diana toccò lievemente il braccio della madre.--Oh mamma, perchè
torni su questo argomento? Alberto e lo zio si riconcilieranno... Per
amor mio--ella soggiunse, fissando con occhi supplichevoli il marito.
--L'insolente è stato lui--disse Alberto.
--Tu l'avevi provocato...
Varedo troncò il discorso.--Non agitarti ora... Non hai forza per
discutere... Auff! Che viaggio interminabile!... A piedi, in carrozza,
in vapore... Neanche se si andasse alla Mecca.
Per fortuna il vaporino era pronto, e non c'era molta gente.
--Che delizia! Qui si respira meglio--disse Diana sedendo a prora.
Appoggiò il gomito alla sponda del bastimento e d'una mano si fece
puntello al capo mentre l'altra cercava, con un rinnovato bisogno di
carezze, la mano di Alberto. Il chiarore latteo del cielo, lo
scintillìo argenteo dell'acqua su cui batteva la luna, i bruni
contorni dell'isolette lontane, e i campanili e le cupole e le
piccole, tremule luci della città verso cui filava con moto uniforme
il battello silenzioso l'avvolgevano in un'atmosfera di sogni. Ed
ella, sforzandosi di dimenticare il penoso incidente di poco fa,
sforzandosi di bandir dal suo spirito ogni triste pensiero, si cullava
nella dolcezza del sogno. Appunto perchè, nelle ultime ore, ell'aveva
cominciato a dubitare della sua felicità coniugale, aveva sentito i
primi impeti di rivolta della sua personalità compressa e asservita,
appunto per questo ella si aggrappava al suo sogno che, divenendo
realtà, la avrebbe salvata da' suoi dubbi, dal suo orgoglio, da tutto.
Intanto la signora Valeria ed Alberto parlavano piano fra loro...